Il “ricatto” di Emiliano (e Melucci) sull’ ILVA continua …

Il “ricatto” di Emiliano (e Melucci) sull’ ILVA continua …

di Antonello de Gennaro

Il ricatto “politico” di Emiliano sulla vicenda dell’ ILVA continua imperterrito., spalleggiato dal sindaco-ombra di Taranto Rinaldo Melucci , che ignorando le gerarchie istituzionali, cercano di scavalcare il Ministero dello Sviluppo Economico  rivolgendosi rivolgono direttamente al premier Gentiloni: “Invieremo la nostra proposta di modifica entro dieci giorni. Il premier ci convochi, facciamo ripartire il tavolo” dicono i due amministratori locali pugliesi. Dopo l’annuncio del ritiro della richiesta di sospensiva sul decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  da parte della Regione  Puglia e del Comune di Taranto, il governatore Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci, insieme al “compagno” di cordata Michele Mazzarano si sono riuniti nella sede della Regione pugliese a Bari per cercare di mettere a punto la bozza di “un atto giuridicamente vincolante” che modifichi il decreto nella direzione richiesta dai due enti. Cioè un magistrato sotto inchiesta (Emiliano) , un agente portuale (Melucci) , ed un ricettore di finanziamenti illeciti al PD di Massafra  (Mazzarano) vogliono dettare loro gli atti ministeriali sotto la minaccia del ricorso al Tar !

In un Paese più normale, e sopratutto con una magistratura più seria, questo comportamento farebbe scattare immediatamente un procedimento penale per estorsione.  “Gentiloni ci convochi – ha detto Emilianopuò contare sulla nostra disponibilità anche nei giorni festivi ad un incontro che faccia immediatamente far ripartire il tavolo inopinatamente interrotto il 20 dicembre“.  L’iniziativa, hanno spiegato ai giornalisti, è stata presa sulla base “della disponibilità del Mise” ad elaborare un documento in questa direzione. Ma questo non ci risulta. Anzi è esattamente il contrario.

Emiliano continua a  fare il “duro” spiegando che “non c’è nessun passo indietro“, aggiungendo che “fino alla stipula di questa intesa il ricorso al Tar non verrà ritirato“, aggiungendo anche che la richiesta di sospensiva del decreto ritirata da Regione e Comune “potrà essere reiterata in qualunque momento, se si blocca la trattativa“. E’ una trattativa quella in cui gli interlocutori dicono: o fai così o ci rivogliamo al Tribunale ? E’ politica questa ? A noi, lo ribadiamo, in realtà  questo comportamento ci sembra letteralmente un vero e proprio ricatto !  E non solo politico…

Il governatore “levantino” dimostra di non volere recedere dalla sua posizione ricordando che “il ricorso è fondato perché purtroppo le illegittimità in cui il governo è incorso sono tantissime, e se le richieste di Regione Puglia e Comune di Taranto non fossero accolte, posso garantire che allora sì, di fronte alla indisponibilità del governo di venire a più miti consigli con il Comune e con la Regione, c’è il rischio che all’Ilva succeda qualcosa“. Ma al momento di fondato c’è solo la sua nota superbia e presunzione di Emiliano che l’hanno portato a perdere qualsiasi ricorso presentato a Tar, Consiglio di Stato, Consulta, rimanendo tutt’ora sotto inchiesta della Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, in attesa della decisione della Corte Costituzionale sulla sua qualifica di “magistrato”.

Emiliano si è limitato ad anticipare “continuiamo a insistere perché sia applicata, anche in via negoziale, la Legge regionale sulla previsione di danno sanitario, in modo tale da avere un modello predittivo per capire quali sono i livelli futuri di attività della fabbrica compatibili con la salute”. Possibile che nessuno abbia spiegato a questi due arroganti politicanti locali che la Legge nazionale è superiore ad una regionale  ? “Vogliamo mettere gli esiti di questa riunione a conoscenza prima del governo dell’investitore e dei sindacati – ha detto – e vogliamo che le valutazioni vengano fatte in quell’ambito“.

Alla fine emerge la verità del ricatto estorsivo politico: la irrefrenabile ambizione di Michele Emiliano ad emergere a livello nazionale dopo la batosta subita alle ultime primarie per diventare segretario nazionale del Partito Democratico, in cui è stato “asfaltato” da Renzi ed Orlando, ottenendo persino meno consensi di quanti ne raccolse Giusepe Civati alle precedenti primarie del Pd. “Ci auguriamo – ha concluso  il Governatore pugliese – che la nostra richiesta di essere ricevuti dal residente del Consiglio, che con grande garbo ci ha richiesto di aderire al suo appello di riapertura della discussione, venga accolta“.

Emiliano , che con Renzi premier a Palazzo Chigi non riusciva a parlare neanche per telefono, adesso vuole addirittura essere ricevuto dal premier Gentiloni per dettare le sue “condizioni”. Nel frattempo a molti sfugge il conflitto d’interessi di Rinaldo Melucci, il quale con le società portuali della sua famiglia (attualmente amministrate da suo padre e moglie, ma di cui resta ancora azionista n.d.a.) , ha più volte cercato di entrare negli affari dell’ ’Autorità portuale di Taranto che  aveva deliberato l’esclusione del Consorzio Ulisse – formato da ISC Ionian Shipping Consortium, Tecnomec Engineering Srl e Taranto Iniziative Produttive Srl – nella gara per l’assegnazione di una parte della banchina del terminal container rimasta vuota dopo il ritiro della concessione a TCT Taranto Container Terminal e la relativa restituzione degli asset.

“L’offerta tecnica presentata nella seconda fase non è risultata concretamente supportata da elementi e/o documenti comprovanti quanto nella stessa dichiarato. Il rilascio di una concessione senza garanzia di adeguata e vantaggiosa futura utilizzazione, soprattutto dal punto di vista pubblico, di tale parte della banchina (primi 500 metri dalla testata) potrebbe pregiudicare l’utilizzo proficuo del molo polisettoriale nel suo complesso, seppure frazionato tra più operatori” concludeva severamente l’ente guidato dal riconfermato Presidente Sergio Prete.

Così come pochi ricordano  la reazione di Melucci:I nostri legali stanno preparando il ricorso al TAR della Puglia e stanno valutando altre fattispecie” commentò a caldo Rinaldo Melucci, che blindò la comunicazione, aggiungendo che “nessuno dei nostri associati risulta al momento autorizzato a rilasciare dichiarazioni. Nel merito posso solo evidenziare che la nostra proposta non ha alcun difetto tecnico e/o procedurale, mentre le motivazioni della Port Authority appaiono puramente e debolmente discrezionali, evidentemente rispondenti a qualche logica o interesse a noi sconosciuto” affermava con allusione ben poco velata l’ex presidente del consorzio tarantino di agenti marittimi, sconfitti e ridimensionati i da questa decisione . Che fine ha fatto quel ricorso al Tar, Melucci non lo racconta….

Così come Melucci sempre con lo Ionian Shipping Consortium cercò di acquisire la società di trasporti marittimi Ilva Servizi Marittimi senza riuscirci, non avendo la necessaria credibilità e forza finanziaria. Resta quindi più che legittimo chiedersi: fino a quando durerà il “teatrino” di Emiliano e Melucci dietro le quinte, giocato sulla pelle dei 20mila operai e 350 imprese di Taranto e provincia ???

A smantellare i “sogni di capodanno” di Emiliano-Melucci ci  ha pensato il viceministro dello Sviluppo economico Teresa Bellanova in un’intervista al quotidiano campano IL MATTINO , dichiarando che “Il decreto del governo sull’ILVA è immodificabile, a meno di non voler annullare anche l’aggiudicazione e la trattativa in corso. Spero che nessuno punti a questo. Non so se l’ultima parola debba essere la loro o quella delle parti sociali. Non vorrei arrivare al punto che chi di aut aut ferisce di aut aut perisce, perché in questo caso a pagare il conto più alto sarebbero le comunità, i territori, Taranto, i lavoratori. Dobbiamo proprio correre questo rischio?“.

Aggiungendo che il nodo lavoroè centro della trattativa tra amministrazione straordinaria, impresa, parti sociali. Mi auguro di poter rivedere al rialzo il numero dei lavoratori che traghetteranno nella nuova proprietà. In ogni caso – assicura la viceministro Bellanova – nessuno sarà lasciato solo e nessuno sarà licenziato. Subito dopo Capodanno sarò e saremo al lavoro sulla predisposizione dell’intesa con Regione e Comune“. e sull’ eventualità che la “nuova” ILVA di Taranto sia alimentata a gas e non a carbone, ha spiegato  “già oggi Mittal garantisce le migliori pratiche, con l’obiettivo di una produzione di altissima qualità con tutte le garanzie ambientali. Il dialogo – ha concluso la Bellanova – si costruisce senza pensare che dall’altra parte ci sia un nemico  non si tratta di strappare promesse ma di fare in modo che l’Ilva che abbiamo conosciuto, e che ha seminato inquinamento e morte, non esista più“.

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