Gli avvocati di Taranto dicono “no” al trasferimento della Corte d’ Appello a Lecce

Gli avvocati di Taranto dicono “no” al trasferimento della Corte d’ Appello a Lecce

L’intervento dell’ Avv. Vincenzo Di Maggio, presidente dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto

di Vincenzo Di Maggio

Colleghi, amici intendo ringraziavi per aver raccolto così entusiasticamente l’invito dell’Ordine che mi onoro di presiedere e dell’avvocatura associativa finalmente unita e solidale. L’affluenza premia gli sforzi organizzativi dell’Aiga, ANF, La Toga, Udai Taranto e Martina, Camera penale, Camera civile, Associazione Forense Messapica, Associazione Forense Martinese, Aiaf, Camera minorile, Centro studi giuridici Franco Di Palma, Centro studi giuridici Giorgio Napolitano, Movimento Forense, e rimarca le preoccupazioni e i dubbi sul nostro futuro: difficilmente una tavola rotonda avrebbe avuto una partecipazione così ampia se le ragioni sottese e il relativo interesse non fossero stati condivisi e generali.

Ringrazio le Autorità presenti al tavolo di presidenza e tra il pubblico: la loro odierna partecipazione ci conforta, esse sapranno sicuramente essere degne latrici dei risultati dei lavori di questo incontro sui tavoli ove si dibatte e si decidono le sorti. In particolare ringrazio il Magnifico Rettore dell’Università Aldo Moro Antonio Uricchio, il Sindaco Ippazio Stefano, il Presidente della Provincia Martino Tamburrano, gli Onorevoli Deputati Michele Pelillo, Gianfranco Chiarelli, Ludovico Vico e Donatella Duranti, tutti i Consiglieri Regionali Borraccino, Franzoso, Galante, Liviano, Mazzarano, Morgante, Perrini e Turco i quali hanno assicurato di raggiungere l’aula magna appena terminata la riunione in regione, gli esponenti dell’Avvocatura Istituzionale Francesco Logrieco, Angelo Esposito e Carlo Panzuti, dell’Avvocatura politica associativa, Mirella Casiello, della Magistratura associativa Maurizio Carbone e Martino Rosati rispettivamente Segretario Nazionale dell’ANM e Presidente della sezione di Taranto, tutti i Dirigenti degli Uffici Giudiziari, il Presidente della Sezione distaccata Riccardo Alessandrino, il Presidente del Tribunale Franco Lucafò, l’Avvocato Generale Mario Barruffa, il Procuratore aggiunto della Repubblica Pietro Argentino, il Presidente del Tribunale per i minorenni Bina Santella, il Direttore del carcere Stefania Baldassarre, il Dirigente le Cancellerie della sezione distaccata dott. Carmelo Lenti, il Presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete, il Presidente della Camera di Commercio Cavaliere Luigi Sportelli, il Presidente della Consulta delle libere professioni Giovanni Prudenzano, il dirigente UEPE Paola Ruggieri, il Presidente dell’Ordine dei Commercialisti Mimmo Latorre, Domenico Rana Presidente del Paesiello …..

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Mai si era visto un parterre di siffatto alto profilo politico, amministrativo, giudiziario, istituzional-associativo, socio ed economico che a tutto tondo abbracciasse tutte le componenti della provincia jonica e non, tale da assurgere al rango di stati generali a difesa di una giustizia giusta sul territorio e per il territorio. Sono felice e a nome dei 4200 iscritti vi ringrazio pubblicamente per la disponibilità e l’affetto che ci avete dimostrato nel partecipare fattivamente a questo incontro.

E’ una battaglia che non può che coinvolgere tutti, in primis gli avvocati, portatori delle istanze dei cittadini volte ad ottenere Giustizia, un diritto costituzionalmente garantito, non comprimibile e ne sacrificabile sull’altare della spending review ove non sorretto da più d’una ragionevole convenienza che obbedisca ad oggettive esigenze.

La ridistribuzione degli uffici giudiziari, per essere oggettivamente ragionevole, deve tener quindi conto dei “numeri” (contenzioso, abitanti e infrastrutture) non su base regionale ma su tutto il territorio, altrimenti non disegnerebbe una nuova road map finalizzata a dar concrete e veloci risposte alla sete di giustizia di chi l’adisce. Vorremmo avere lumi da te … Francesco Logrieco, comprendendo il tuo doveroso riserbo, di certo non ti chiediamo di aggiornarci circa il contenuto dei lavori della Commissione che come tutti sanno si concluderanno il 31 marzo, ma di riferirci circa i criteri che la Commissione segue nell’individuare i superstiti e i sopprimendi e poi il pensiero dell’Avvocatura Istituzionale.

Questa riforma della geografia giudiziaria esclusivamente su base regionale non convince perché comporterebbe a mio modesto avviso soltanto tagli lineari, irrazionali, all’insegna dello spreco di risorse umane e materiali, non rappresenterebbe una soluzione compatibile con le esigenze delle genti e segnerebbe il trionfo della superficialità. Cosa ne pensa il presidente dell’OUA. Chiedo al Presidente dell’Unione regionale delle Curie Pugliesi, l’intenzione del Governo è realizzare una Giustizia più giusta capace di dar veloci risposte alla istanze dei cittadini e all’allarme sociale generato dall’imperversante delinquenza, di talchè la “spending review” diretta ad ottimizzare le risorse. Ma siamo certi che accorpare realizzi efficacemente gli scopi che si prefigura di raggiungere il Governo o è soltanto il solito linguaggio cui siamo abituati, chiacchiere e non parole, demagogia dispensata a piene mani per i non addetti ai lavori?

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Al segretario nazionale dell’ANM chiedo se è vero come è in concreto vero che la soppressione delle sezioni distaccate di Tribunale in più di un’occasione ha portato alla semiparalisi gli uffici giudiziari, non sarebbe più opportuno valutare la necessità di una più organica riorganizzazione non solo degli uffici giudiziari ma di tutto l’apparato giudiziario dello Stato rapportandolo alle effettive necessità dei territori motivate da criteri oggettivi e disancorati da diverse logiche. In altre parole, la velocizzazione di un servizio giustizia efficace non parte dall’abolizione di una o di un manipolo di Corti d’appello ma di un equa distribuzione su TUTTO il territorio dello Stato degli Uffici con dotazioni umane e materiali adeguate. Le sembra che oggi siano adeguate ? Ed in attesa che ciò avvenga sarebbe forse il caso di lasciare sguarnito qualche ufficio legislativo dai “soliti noti” per coprire la carenza dei ruoli ove necessario ?

Come vede il mondo della politica quanto è accaduto, sta accadendo e potrà accadere? Mi spiego meglio, il comando logistico della Marina Militare è stato trasferito a Napoli, la Banca d’Italia, novella Cenerentola, è fuggita di notte, la sovrintendenza da jonica è diventata salentina, il bacino dell’autorità portuale ha subito una drastica riductio ad lagum, noi ci auguriamo di essere una volta tanto lasciati in pace da provvedimenti che incidano sulle potenzialità del territorio.

Secondo voi é possibile porre un freno a questo panta rei unidirezionale e arrestare lo smantellamento delle istituzioni presenti sul territorio? Michele (Pelillo n.d.r.) e Gianfranco ( Chiarelli n.d.r.cosa accadrà, riuscirete, riusciremo a salvare la sezione distaccata e salvaguardare uno degli ultimi presidi che mostriamo fieri all’occhiello ? Cerchiamo di comprendere da chi ha la responsabilità degli Uffici cosa comporterebbe una insensata soppressione.

Questa è la battaglia di chi è chiamato a difendere le istanze di Giustizia di cittadini comuni. Siamo obbligati ogni giorno ad assistere al deplorevole spettacolo di uno “spogliarello istituzionale” che offende la dignità della nostra città. Con la bacchetta magica della spending review nulla si crea ma tutto si de-forma: le distanze del cittadino dai servizi si allungano, il golfo diventa vacile, la soprintendenza scompare, il lavoro si fa nero e la Giustizia diventa privilegio di pochi e non corredo di tutti.

A noi tutti il compito morale oltre che istituzionale di cercare almeno una ragionevole convenienza in quello che sta per accadere. La ridistribuzione degli uffici giudiziari non deve essere un’opinione, ma il risultato di un’equazione matematica, che faccia tornare i conti (contenzioso, abitanti, operatori di giustizia e infrastrutture) non solo su base regionale ma su tutto il territorio ionico d’oltreregione. Si rifletta sui numeri: Taranto ha circa 200.000 abitanti poco meno di tutta la Provincia di Matera (204.000) e la Provincia di Taranto 579.000, di 5.000 unità superiore all’intera Basilicata. Castrovillari raggiunge più facilmente Taranto che Catanzaro, così è per tutto il Metapontino che avrebbe più facile approdo a Taranto che Potenza.

E allora? Questa riforma della geografia giudiziaria, per quello che le indiscrezioni fanno trapelare alimenterebbe lo spreco di risorse umane e materiali, penalizzerebbe i cittadini e concorrerebbe a minare l’entusiasmo dei giovani “volontari” dell’avvocatura: gli antistatari senza “portafoglio” e macchine ad energia solare. La chiusura della sede tarantina, che per numeri supera la Corte distrettuale di Lecce (al netto del contenzioso proveniente da Brindisi) senza un serio studio di fattibilità su tutto il territorio (ivi incluso l’arco Jonico calabro lucano) non porterebbe utili nè produrrebbe una soluzione compatibile con le esigenze delle genti.

A quel punto in quale dei due mari potremmo piangere sul latte versato?

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