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12 Luglio 2026 15:37

La storia del cane Bruno che ha salvato 9 persone ed è stato ucciso con un’esca piena di chiodi

Bruno, un bloodhound molecolare, per anni ha prestato servizio insieme al suo conduttore, Arcangelo Caressa, all’interno dell’Unità Cinofila da Soccorso Endas di Taranto
di Paolo Tripaldi*

Si chiamava Bruno, ed era molto più di un cane: era un bloodhound molecolare addestrato per il soccorso, un vero eroe a quattro zampe. Per anni ha prestato servizio insieme al suo conduttore, Arcangelo Caressa, all’interno dell’Unità Cinofila da Soccorso Endas di Taranto, salvando ben 9 vite umane. Ma la sua storia si è conclusa nel peggiore dei modi. Qualcuno ha teso a Bruno una trappola crudele: un wurstel imbottito di chiodi, usato come esca letale. Il cane è morto tra atroci sofferenze, abbandonato alla brutalità di chi non ha avuto alcuna pietà.

A dare la notizia è stato lo stesso Arcangelo Caressa, suo addestratore e compagno di missioni, con un post carico di dolore pubblicato sui social. Le sue parole raccontano tutta la disperazione per la perdita di Bruno: “Lo avete ucciso facendolo soffrire per ore – ha scritto – hai lottato per una vita intera ad aiutare l’essere umano, e lo stesso umano ti ha fatto questo.” Un messaggio che ha scosso profondamente la comunità e che ha trovato risonanza anche a livello istituzionale. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in passato aveva voluto premiare personalmente Bruno per il suo valore, ha voluto ricordarlo pubblicamente con parole di affetto e gratitudine.

“Una notizia che stringe il cuore. Un atto vile, codardo, inaccettabile – ha scritto la premier – Grazie per tutto ciò che hai fatto, Bruno“.

Bruno era un esempio di dedizione, intelligenza e coraggio. Grazie al suo fiuto eccezionale, è riuscito a individuare e salvare persone disperse, diventando un punto di riferimento nelle operazioni di emergenza nel tarantino. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali, ha annunciato la presentazione di una denuncia formale per la costituzione di parte civile in caso di processo.

“Occorre individuare il colpevole e applicare la pena prevista dalla legge Brambilla – ha sollecitato la parlamentare – lo dobbiamo a questo nobile animale, vittima di una mano ignobile e scellerata

*giornalista dell’ AGI e presidente di Assostampa Romana

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