Le ambiguità politico-istituzionali di Emiliano. Dopo Renzi attacca il ministro di giustizia Orlando e l’ex-presidente Napolitano. Non si salva più nessuno….

Le ambiguità politico-istituzionali di Emiliano. Dopo Renzi attacca il ministro di giustizia Orlando e l’ex-presidente Napolitano. Non si salva più nessuno….

di Antonello de Gennaro

Michele Emiliano ha parlato ieri a “In mezz’ora” il programma televisivo della domenica su RAI3 condotto da Lucia Annunziata della famosa vicenda Consip, ancor prima di recarsi dei magistrati romani che lo vogliono interrogare. Un comportamento un pò strano ed irrispettoso  per il magistrato in aspettativa nei confronti dei suoi  colleghi della Procura di Roma, spiegando di aver incontrato “Russo 2 o 3 volte. Ma non mi sembrava interessante. E i contatti sono finiti” aggiungendo  “Un giornalista del Fatto  (Marco Lillo n.d.a.) mi aveva detto di avere delle intercettazioni su Russo che mi riguardavano, io ho precisato di non avere mai avuto l’onore di andare a casa di questa persona, che ho incontrato nel 2014-2015, era accreditata dal ministro Lotti. I messaggini si memorizzano, si cancellano quando si pensa siano inopportuni. I miei messaggini penso siano irrilevanti in questa vicenda“, ha aggiunto Emiliano, dimenticando che ad accertare i fatti e stabilirlo saranno i pm della procura di Roma che insieme ai colleghi della procura di Napoli conducono le rispettive inchieste parallele convergenti.

Emiliano ha aggiunto “”Io non ho nulla di positivo o negativo da dire su Carlo Russo. Ma colgo l’occasione per dire una cosa: siccome molti pensano che questa sia stata una mia iniziativa contro Lotti, vorrei fosse chiarito che se una persona è coinvolta su una questione che ha aspetti giornalistico-giudiziri, fa bene a raccontare come stanno le cose. Io non ho nulla contro Lotti”. Il mio interrogatorio sulla faccenda? “E’ stato rinviato“. La vicenda Consip è “una situazione che pesa moltissimo, immagino quanto pesi su militanti del Pd” che “lo vedono indebolito e massacrato da questa storia“.

Chi come il sottoscritto conosce o ha imparato a conoscere politicamente Michele Emiliano,non si meraviglia minimamente delle dichiarazioni del Governatore pugliese (facente finzione…?) . Il “levantino” barese  (cit. Enrico Mentana) è dotato di un ego smisurato e smania nel suo provincialismo barese di avere un ruolo politico nazionale, circostanza che spiega il suo iper attivismo mediatico degli ultimo due anni. Basta vedere la sua rassgna stampa per rendersene conto. Emiliano mette bocca su tutto, si occupa di tutto, dichiara e discerne su tutto, senza in realtà capire nulla di nulla. Forse a malapena ricorda ancora il Codice Penale. Quando gli conviene….

In vista delle primarie gli è stato chiesto da Lucia Annunziata se non c’è conflitto fra il suo ruolo politico e la sua posizione da giudice. “Aspettiamo il Csm. Io sono convinto non ci sia nulla di illecito. Io ho rinunciato a stipendio da magistrato, ho preso l’aspettativa” aggiungendo  “Avere il ministro della Giustizia che ha la sorveglianza sui magistrati e su di me come avversario e avere il figlio di uno delle persone indagate al processo che ha nominato il testimone d’accusa principale di Consip è una situazione che pesa e io mi immagino quanto pesi sugli elettori del pd“. Poi parlando del ministro Andrea Orlando, pur non chiedendo le dimissioni (a che titolo poi ?), ha evidenziato a suo parere il conflitto di interessi del Ministro della giustizia. “Io – ha ha detto Emiliano – non ho mai chiesto le dimissioni e non le chiedo ora. Ma quando ci sono situazioni di questo genere bisogna tutelare le istituzioni. E un ministro deve tutelare prima di tutto il Paese“. Dichiarazione di un magistrato, seppure in aspettativa,  come Emiliano,  da 2 anni sotto inchiesta del CSM su contestazione disciplinare mossa dal Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione, onestamente fa veramente inorridire ancor prima di ridere !

Lucia Annunziata gli ha contestato di essere “un pò ambiguo“, ed allora Emiliano  ha risposto che no, il suo atteggiamento “è prudente. Se facessi diversamente solleverei polemiche infinite e non aiuterei la ricerca di chiarezza. Vivere nelle istituzioni – ha aggiunto – è un insieme di prudenza, regole, buon senso e obbedienza” criticando “i supporter di Orlando, Napolitano e Macaluso che a suo dire ” insistono nel dire che essere magistrati è una nefandezza mentre per me onore e rimane il fatto che quando un magistrato è in aspettativa ha il diritto di fare politica come qualsiasi cittadino ed i cittadini fino ad ora mi danno ragione“.

Emiliano nel suo imbarazzante delirio di presunzione, ha dimostrato ancora una volta la sua nota riconosciuta ed inconfutabile ambiguità ,“Il Pd di Renzi è partito dell’ ‘io’. – ha detto – Le tessere servono a dimostrare la forza di ciascuno, non credi più che sonno i cittadini a portarti dove vuoi andare ma il tuo superiore per capacità clientelare. M5S ha tanta presa perché il Pd è snaturato, io vorrei riportarlo al suo progetto originario,quello della trasparenza, del rispetto delle regole, vorrei sia il partito del ‘noi’” dimenticando tutte le sue “nefandezze“, a partire dai voti ottenuti per la sua candidatura a Governatore dalla malavita organizzata pugliese (come hanno appurato i Carabinieri) . Forse il”noi” a cui si riferisce Michele Emiliano, sono tutti quei voltagabbana, faccendieri della politica., che ha  imbarcato nelle sue finte liste civiche (vedi QUI) mentre era segretario regionale del Pd,  per riuscire ad essere eletto alla Presidenza della Regione Puglia.

“Io ho fatto sempre il mio dovere” afferma il governatore della Puglia suonandosela e cantandosela da solo, dimenticando che il giudizio spetta agli elettori, e non certamente ad un politico arrogante e pieno di sè come lui. Emiliano alla fine del mese scorso ha dichiarato “Vado a fare un congresso con le mani nude – disse il candidato alla segreteria del Pd – contro una corazzata piena di potere, soldi, relazioni importanti, un sistema dell’informazione messo molto sotto pressione. Un’altra cosa che mi piacerebbe fare è restituire la libertà ai giornalisti. Se diventassi segretario del Pd vorrei girare per le redazioni e dirgli: basta, adesso fate come vi pare, criticatemi, ditemi tutto ciò che non va bene. I giornalisti liberi pagano un prezzo molto elevato. Ovviamente noi dobbiamo consentire a tutti, non solo agli eroi, di essere giornalisti liberi”.

Chissà come mai però Emiliano è scappato senza rispondere alle nostre domande in Prefettura a Taranto, prima della conferenza stampa della Commissione Industria del Senato in visita all’ ILVA. Chissà come mai ci impedisce di fare queste domande pubblicamente sulla sua pagina Facebook dove ci ha “bloccato”, E ciliegina sulla torta, attraverso la sua portavoce, per ben due volte negli ultimi 30 giorni, non fornisce risposte alle nostre richieste di chiarimenti e documenti sulle sue ultime imbarazzanti decisioni. Incredibilmente mi tocca dare ragione per onestà intellettuale, persino al segretario della FSNI Raffaele Lorusso che insieme a Giuseppe Giulietti, presidente del sindacato dei giornalisti lo ha “bacchettato” pubblicamente: “È bene che Michele Emiliano e tutti i protagonisti della vita politica lascino fuori i giornalisti dalle loro contese, dalle loro beghe personali e dalle loro rese dei conti . I giornalisti non hanno bisogno di liberatori perché sono in grado di discernere e di fare il loro dovere nell’interesse esclusivo dei cittadini, che hanno diritto ad esser informati. L’invito è rivolto a tutti, a prescindere dagli schieramenti politici, e riguarda anche coloro che ogni giorno presentano interrogazioni parlamentari contro questa o quella trasmissione della Rai o fanno a gara nel dare voti a questo o a quel programma in base al fatto se ne siano stati o meno ospiti. Sarebbe molto più utile se tutti coloro che fanno politica si impegnassero concretamente, nelle sedi legislative, per rimuovere gli ostacoli, a cominciare dalle querele temerarie per finire a leggi di sistema inadeguate e datate, che spesso impediscono ai giornalisti di esercitare liberamente la loro professione e relegano l’Italia in una posizione poco onorevole nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa”. E Lorusso ha lavorato anni fa proprio con Emiliano….

Emiliano il trasformista. Nell’intervista a”In mezz’ora” per giustificare la sua marcia indietro, decidendo di abbandonare “last minute” gli scissionisti  ha detto: “Pentito di non essere andato con scissionisti? “No, io non ho fatto nessuna finta. Eravamo tre mozioni diverse, io, come è noto, non ho mai avuto una relazione politica con Bersani né con D’Alema, in particolare con D’Alema. La mozione unica sarebbe riuscita se tutti fossimo rimasti nel Pd con un’unica candidatura. Quando ho capito che stavamo creando un altro partito della sinistra, e ci ho messo 24 ore, ho detto no“.

Il governatore pugliese auto-candidatosi alla segreteria del PD  ha subito ricevuto smentite e bacchettate sulle mani. “Spiace che Michele Emiliano voglia innescare, inventandola, una contrapposizione tra la parte del Pd che sostiene e che vuole costruire assieme ad Orlando una pagina nuova nel Pd e nel paese, e la magistratura. Pur comprendendo il clima acceso della competizione politica legata alle primarie, auspico che d`ora in avanti venga osservata una linea di rispetto. Una condotta doverosa e che con queste uscite Emiliano rischia di liquidare fin dalle prime battute di una sfida che invece è l`occasione per ricostruire una comunità del Pd basata sul dialogo e sul rispetto” ha affermato in una dichiarazione il deputato Andrea Martella, coordinatore della campagna per le primarie nel Pd di Andrea Orlando.

Rispetto per tutti i contendenti alla segreteria di un partito importante come il Pd, ma se Emiliano dice che Orlando, in quanto ministro della giustizia, è in potenziale conflitto di interessi perché ha potere disciplinare su di lui, vuol dire che ormai il buon senso latita: non esiste conflitto più grande di chi fa politica attiva e al tempo stesso tiene un piede dentro la magistratura. Non sarà mai troppo tardi quando lo riusciremo a vietare per legge“. ha dichiarato via Facebook Enrico Zanetti. segretario nazionale di Scelta Civica .

Le mie interlocuzioni possono essere passate ai raggi X. Ed a cena ci vado solo con le persone a cui voglio bene e in cui ripongo assoluta fiducia. Ho già smentito qualsiasi rapporto e qualsiasi relazione con persone coinvolte nell`inchiesta Consip. Persone che non ho mai incontrato e mai conosciuto. Per la sua scalata elettorale nel Pd Emiliano utilizzi, se ne ha, argomenti più interessanti evitando, se ne è capace, il fango nel ventilatore. Lo diffido dunque dall’utilizzare e dallo sporcare il mio nome“, ha affermato la viceministro Pd Teresa Bellanova, l’ esponente “renziana” più autorevole in Puglia, “Continui a fare come ha fatto in questi due anni nel ruolo di presidente della Regione Puglia quando non ha mai avvertito l`esigenza di confrontarsi né con me né con il Governo su argomenti ben più seri come le crisi industriali che investono imprese pugliesi. Se questa è la sua idea di comunità politica e il suo modo di rifondare le relazioni interne – aggiunge la Bellanova – , c`è solo da tremare. Mi chiedo peraltro se ci stiamo difendendo da un signore che utilizza evidentemente senza scrupoli la ribalta mediatica o da un magistrato che, in qualsiasi momento, potrebbe riprendere il suo ruolo inquirente. Se non sbaglio è questo il punto su cui persone per bene si stanno in queste ore interrogando“.

Come non dare ragione alla deputata Alessia Morani quando Twitter scrive “Ho spento la TV quando magistrato con procedimento davanti al CSM ha detto che è in conflitto di interessi”.  Fa bene. Noi abbiamo smesso da tempo di pubblicare notizie sull’ attività istituzionale di Emiliano in Puglia. rischiavamo di lasciare in bianco le nostre pagine…Ed il 3 aprile quando Emiliano dovrà sottoporsi al giudizio della Commissione Disciplinare del CSM  (il Consiglio Superiore della Magistratura ) a Roma, noi ci saremo. E vi racconteremo tutto come sempre nel rispetto del giornalismo indipendente che facciamo. E che non ha bisogno di essere difeso da nessuno, tantomeno da uno come Michele Emiliano.

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