Finita l’era Virginia Raggi. Pronta l’espulsione dal M5s. Lei resiste ma le mancano i numeri per governare il Campidoglio

Finita l’era Virginia Raggi. Pronta l’espulsione dal M5s. Lei resiste ma le mancano i numeri per governare il Campidoglio

Il sipario della politica sta per calare definitivamente  su Virginia Raggi ed i guai giudiziari. BeppeGrillo è stato asserragliato nella sua stanza all’hotel Forum di Roma, Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, i responsabili della comunicazione Movimento 5Stelle. alla camera e Senato gestita dalla Casaleggio Associati, ma con i soldi pubblici dei rispettivi gruppi parlamentari,  raccolgono tutta la sua furia e la sua rassegnazione: “Perdere in questo modo Roma…” , ” Non possiamo perdere così Roma” ripete continuamente come un’invocazione  al cielo. Anche perché il comico genovese è letteralmente terrorizzato dall’avviso di garanzia per abuso d’ufficio per le nomine in Campidoglio, in particolare per l’illegittima promozione di Salvatore Romeo, capo della segreteria politica che a giorni  potrebbe raggiungere la sindaca.  Sarebbe la fine del Movimento 5Stelle.  Per questa ragione Grillo è sul punto mollarla, Davide Casaleggio invece esita. Forse è la fine.

All’alba di questa mattina alle cinque e mezzo, Grillo è uscito dall’hotel Forum nei pressi del Colosseo, per dribblare i giornalisti e le telecamere che durante il giorno circondano l’albergo, diretto alla stazione Termini per prendere il primo treno per Genova partito alle 6.  Per il comico genovese’ stata una lunga notte insonne quella passata a Roma. Ieri sera alle 23, la sindaca Virginia Raggi capita l’aria che la circonda dentro il Movimento che sta per scaricarlaha convocato i consiglieri pentastellati in Campidoglio . Partita la conta: chi è con me, chi contro di m. In Campidoglio, i numeri sarebbero contro di lei. Ma sul blog di Grillo, organo ufficiale del M5S di fatto il post  di annuncio è praticamente già pronto: il Movimento5Stelle toglie il simbolo alla giunta romana, e la Raggi viene sospesa dal movimento .


Decisione questa che potrebbe decretare la fine
dell’amministrazione guidata dai 5 Stelle a Roma. Portando dritto a nuove elezioni. Dopo l’arresto di Raffaele Marra per corruzione, tre giorni dopo le dimissioni dell’indagata Paola Muraro,   sarebbero 10 i consiglieri pentastellati  pronti ad abbandonare la sindaca.  A livello nazionale il Movimento, praticamente lo ha  già fatto.

I parlamentari più in vista e rappresentanti del M5S  come Roberto Fico che, come ha reso noto via Twitter Maria Latella, oggi diserterà L’Intervista su SkyTg24), Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Nicola Morra, Carla Ruocco, Paola Taverna e qualche consigliere romano capitanato dal capogruppo Paolo Ferrara, si sono confrontati ed hanno discusso su cosa fare, ma questa volta, il fondatore del Movimento ha deciso di dare retta alla linea dura avanzata da Fico, Ruocco, Lombardi, Taverna che sin dai tempi della notizia di Paola Muraro indagata, contestavano al vertice che  a Roma qualcosa non andava per il verso giusto  funzionando. Lamentando che intorno alla sindaca Raggi vi erano troppe anomali. Luigi Di Maio la cui leadership è stata fortemente messa in discussione e ridimensionata, è l’unico a tacere . Incredibilmente il “grillo” Alessandro Di Battista che interviene e pubblica in rete qualsiasi cosa, questa volta si è dileguato  scomparendo per un giorno intero. Questa volta non scrive, non posta, non twitta, non va in tv né raggiunge Grillo in hotel. Letteralmente “scomparso.

Ma cosa è successo ieri nel Movimento 5 Stelle ?   Grillo ieri mattina, appena sceso dalla macchina con cui era arrivato a Roma e con cui avrebbe dovuto proseguire per Siena assieme a due pullman imbottiti di parlamentari per a manifestare davanti a Monte Paschi di Siena, ha provato a concedere alla Raggi l’ultima possibilità, dicendole duramente al telefono  “Te l’avevo detto Virginia. La situazione adesso è davvero grave…e sarà complicato uscirne”.  La Raggi gli avrebbe risposto con voce ferma “Lo so Beppe ti chiedo scusa, avevi ragione tu ” ma ribadisce a Grillo che si fidava di Marra. “Hai sbagliato – le ha controbattuto Grillo  – devi ammetterlo e chiedere scusa pubblicamente“.

La Raggi lo ha fatto in una delle sue anomale conferenza stampa leggendo un comunicato frutto di una trattativa con Grillo e lo staff di comunicazione della Casaleggio, ma senza rispondere domande. Sicuramente un comportamento poco trasparente ed istituzionale. Ha ceduto alle richieste dei vertici M5S ma non completamente, dicendo orgogliosa al vicesindaco Daniele Frongia che la accompagna davanti ai giornalisti: “Sono io ad avere l’ultima parola su quello che dico. Tanto lo so: vogliono le mie dimissioni. Ma io vado avanti lo stesso, al massimo possono togliermi il simbolo“. Arrogante, fredda, determinata con un tono quasi di sfida, usa solo avverbi nelle sue scuse in Campidoglio:  “probabilmente” e persino un plurale, “abbiamo sbagliato”, che non piace alle orecchie di tutti gli esponenti del M5S.

I social network diventano un vero e proprio inferno di proteste. L’ala “dura” del Movimento5Stelle usa una citazione di Martin Luther King “Prima o poi bisogna prendere una posizione perché è quella giusta” pubblicata da Roberta Lombardi, la nemica giurata di Raggi, la deputata che definì a suo tempo Marra come del “virus che sta infettando il M5S” e che  ha presentato denuncia tre settimane fa contro di lui.

Non solo i militanti, ma anche i deputati  vogliono le dimissioni della sindaca. Subito. Il web è diventata una piazza piena di rabbia, una sorta di ghigliottina “virtuale” usata contro chi ha costruito un partito sul web. La Taverna è furente: “Le scuse non bastano“. La Lombardi si gode la sua rivincita su Di Maio e Di Battista che hanno a lungo protetto la Raggi: “Sono Fiera di stare dalla parte giusta”dice dopo aver scherzato nei corridoi della Camera dei Deputati sulle sue passate uscite: “Diciamo che sono brava a scovare virus…“. Grillo  guardando proprio la Lombardi  ammette davanti a tutti nella sua suite in albergo, di aver sottovalutato chi lo aveva messo in guardia, e  chiede notizie sull’imminente avviso di garanzia per Raggi. Gli rispondono in molti preoccupati : “Beppe sarebbe la catastrofe“.

Il padre-fondatore-proprietario del Movimento5Stelle convoca anche i consiglieri comunali romani. Vuole sentire le loro opinioni, capire cosa è successo, ma soprattutto accertare se sono pronti a non darle la fiducia come fecero precedentemente i consiglieri Pd per far cadere il sindaco Ignazio Marino. Ipotesi molto vicino a quanto accadrà nelle prossime ore,  il vero e proprio incubo di Virginia Raggi, che lo sa bene e dice ai suoi collaboratori:”Tutto dipenderà da loro” . Infatti l’ipotesi di andare avanti senza il simbolo M5S nell’amministrazione di Roma Capitale non piace assolutamente a due nomi di spicco della politica grillina romana come  il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito e il capogruppo del Movimento Paolo Ferrara.

nella foto Daniele Frongia e Virginia Raggi in consiglio comunale

Beppe le dirà di dimettersi o le toglierà il simbolo spiffera un deputato dell’ex direttorio M5S che  chiede l’ anonimato  e spiega: “Aspettate e vedrete: la sta mollando. In conferenza ha dato mezze scuse. Se non lascia sarà la magistratura a fare piazza pulita“. Una nuova riunione di maggioranza del M5S in Campidoglio è prevista questo pomeriggio. Una consigliera ammette: “Stiamo approfondendo la situazione. Non prenderemo decisioni a caldo, stiamo riflettendo“. La sindaca Raggi davanti all’azzeramento proposto all’hotel Forum, avrebbe accettato di rimuovere tutti tranne il suo fedelissimo  vice Daniele Frongia ( a cui è particolarmente legata non solo “politicamente”) anche lui ex consigliere comunale M5S durante l’era Marino .Frongia rinunciò a a candidarsi come candidato sindaco nelle primarie interne del M5S  portandole in dote le sue preferenze. Frongia viene additato ed accusato dall’ala dei parlamentari “duri” del M5S, decisi ad arrivare a una resa dei conti rapida per segnare una discontinuità, di aver condiviso e sostenuto   l’amicizia pericolosa della Raggi con Marra, e viene considerato uno dei responsabili politici del potere acquisito negli ultimi mesi da Marra in Campidoglio.

(notizia in aggiornamento)

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