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17 Gennaio 2026 10:02

Ecco chi cerca di distruggere l’economia di Taranto: Emiliano & Melucci:

Ilva: Calenda, stop negoziato attesa Tar "se il Tar accoglierà la sospensiva richiesta, gli amministratori straordinari dovranno iniziare lo spegnimento dell'Ilva, poi faremo ricorso al Consiglio di Stato, ma al Governo non può essere chiesto l'impossibile".

ROMA – “Ho deciso che congeleremo il negoziato sull’Ilva aspettando la decisione del Tar di Lecce sull’impugnativa di Michele Emiliano governatore della Regione Puglia,, e del Comune di Taranto. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durante l’assemblea della Cgil sull’acciaio. “Sono inutili i tavoli finché non è chiara la situazione. Se il Tar di Lecce accoglie l’impugnativa, l’amministrazione straordinaria dovrà procedere allo spegnimento dell’Ilva“.

Il giudizio del ministro Calenda è tranchant: “Dagli Enti locali c’è una gestione schizofrenica. Ma si sappia, se Regione e Comune usano tutti i mezzi necessari per far saltare l’Ilva, l’Ilva salta“. “Allora però Emiliano lo dica in modo chiaro, non attraverso i ricorsi ma assumendosene la responsabilità”

Secondo Calenda, quella del presidente della Regione Puglia è “una battaglia ideologica […] fatta sulle spalle dei lavoratori e dell’ambiente“. Emiliano – ha aggiunto il ministro – “sta costruendo una campagna elettorale dicendo cose che non esistono”. E ancora: “dobbiamo evitare il pericolo più grande che è la fuga dalla realtà e dalla responsabilità. Dire che l‘Ilva può essere del tutto decarbonizzata è una fesseria, non dovete dare sponda a chi dice queste cose che non esistono. Non esistono stabilimenti al mondo. In ballo – avverte Calendaci sono 5 miliardi di euro. Vorrei sapere qual è stato l’ultimo investimento di questa portata al sud“.

Infine il ministro dello Sviluppo economico,ha annunciato che, “se il Tar accoglierà la sospensiva richiesta, gli amministratori straordinari dovranno iniziare lo spegnimento dell’Ilva, poi faremo ricorso al Consiglio di Stato, ma al Governo non può essere chiesto l’impossibile“.

Per il segretario confederale della Cgil Maurizio Landini, quella di Emilianoè una scelta sbagliata”. “Questo non è il momento dei tribunali, c’è una trattativa in corso, è il momento della responsabilità“. “Oggi – ha proseguito Landiniè opportuno far ripartire gli investimenti e la copertura dei parchi minerari. È importante – ha proseguito – portare ArcelorMittal a utilizzare tutte le tecnologie migliori e le soluzioni possibili” per ambientalizzare l’Ilva. “La lotta dei lavoratori – ha proseguito Landiniha prodotto l’avvio di una trattativa vera. Sono stati aperti tavoli istituzionali che adesso devono partire in sede locale. Non è questo – ha concluso Landiniil momento dei tribunali e dei magistrati“.

 Anche per Francesca Re David, segretaria generale della Fiom, il ricorso della Regione “non è un fatto positivo in una fase così delicata della trattativa“. Intervistata a margine di un convegno sulla siderurgia in Cgil, la leader della Fiom ha fatto presente che per gli interventi ambientali dell’Ilva c’è uno stanziamento di 2,7 miliardi: “Non era mai avvenuto“. “Siamo alle soglie dell’apertura di tavoli locali e bisogna lavorare insieme per raggiungere il miglior risultato possibile. Tanto per le questioni industriali quanto per quelle ambientali ci deve essere l’impegno congiunto di tutti“.

Qualcuno adesso spieghi a Emiliano e Melucci che Roma non è Bari, Bari  non è Taranto, e tantomeno Taranto è Crispiano o una banchina portuale, ambiente dove sicuramente l’attuale sindaco pro-tempore del capoluogo jonico, si trova sicuramente a suo più agio… e dove ha dimostrato con i bilanci della sua società di non essere neanche un valido imprenditore dati i risultati negativi di bilancio sinora conseguiti della sua società di servizi portuali.

E di novelli “masanielli”  Taranto è stanca da molto tempo e non ha certamente più bisogno !

 

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