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12 Marzo 2026 15:09

Le inaccettabili vergognose minacce del procuratore Gratteri alla libertà di stampa

Gratteri: " Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l’azione civile. Appena avrò un po’ di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile".
di Antonello de Gennaro

Nicola Gratteri, il procuratore di Napoli che vive da molti sotto scorta per le minacce ricevuti dalle cosche mafiose, e che gira in lungo e largo per l’ Italia a spese dei contribuenti per presentare i suoi libri o per partecipare ad eventi per il referendum sulla Riforma della Giustizia, è famoso negli ambienti giudiziari anche per la valanga di arresti sconfessati dai suoi colleghi giudicanti nei vari gradi di giudizio dei Tribunali, dopo le gaffes sulle (false) dichiarazioni televisive attribuite al povero Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere, si è ripetuto sostenendo falsamente che anche Sal Da Vinci vincitore del festival di Sanremo avrebbe votato No al referendum (falso)

Dopo la nuova legittima contestazione giornalistica (si chiama “fact-checking” e non è un reato !) dei colleghi del quotidiano Il Foglio a fronte delle sue false dichiarazioni si è lanciato in un avvertimento minaccioso che il direttore del Foglio, Claudio Cerasa ha definito e lamentato in un post sui social come “un avvertimento”: “Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà No al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: “Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”.

il dialogo-intervista di Gratteri con le minacce al Foglio

Affermazioni che se vere non sono degne di un magistrato, che siede a capo della procura più grande d’ Italia, quella di Napoli, scatenando una valanga di attacchi al magistrato schierato in prima linea per il No alla riforma Nordio, dopo aver cambiato opinione sulla separazione delle carriere, sull’ Anm e sul Consiglio Superiore della Magistratura, delle quali esistono e circolano molteplici video con le sue dichiarazioni iniziali, in netto contratsto con la sua posizione attuale.

Le affermazioni di Gratteri hanno causato una valanga di critiche al magistrato, che non si è fermata di fronte alla replica del magistrato: “Prendo atto dell’ennesima polemica. Se l’espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace» aggiungendo : ” Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l’azione civile. Appena avrò un po’ di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile“. E ha concluso: “È il mio pensiero e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?“.

Questo non è il primo scivolone di Gratteri, schieratosi in prima linea, e a testa bassa, contro la riforma della giustizia, scatenando polemiche, più o meno agitate. A partire dalla citazione di un’intervista (FALSA e cioè inesistente) nella quale veniva attribuita a Giovanni Falcone sla posizione contraria alla separazione delle carriere: falsa intervista, ripresa da Gratteri, pubblicata dal  Fatto Quotidiano notoriamente house organo della magistratura sinistrorsa , ma successivamente smentita da un video degli archivi di Radio Radicale.

Ancora più eclatante quando Gratteri dichiarò a un’emittente televisiva calabrese che, a suo giudizio, in quella regione voteranno Sì i “mafiosi, massoneria deviata e centri di potere occulto”  definendoli convinti che la riforma voglia indebolire la magistratura. Poi sono arrivate le sue dichiarazioni di Sanremo e la vittoria di Sal Da Vinci, con quel per sempre sì, in senso nuziale, presto tirato in ballo nella campagna del referendum. che sostenendo “Sal Da Vinci però voterà No”, non perdendo occasione per finire sui giornali.

Il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani è intervenuto sulla questione: “Non condivido le parole della Bartolozzi, ma Gratteri mi fa paura, voglio esprimere solidarietà al quotidiano Il Foglio per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri. Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni” a cui ha fatto il sottosegretario di Stato con delega all’informazione Alberto Baracchini che ha criticato Gratteri : “Le sue parole assimilabili a una sorta di intimidazione alla libera stampa”. Poi Fratelli d’ Italia con i capigruppo al Senato  Lucio Malan (“minacce inquietanti”) ed alla Camera Galeazzo Bignami (“il fronte del No condanni”). . Carlo Calenda attacca: “Il procuratore Gratteri fuori controllo”.

Il magistrato Simonetta Matone , in passato capo di gabinetto del ministro della giustizia, l’indimenticato Giuliano Vassalli lo provoca: “Gratteri arrestaci tutti“. Duri anche i consiglieri laici di centrodestra del Csm. Claudia Eccher (area Lega) denuncia i “toni sempre più aggressivi del No“. E il consigliere (di area Forza Italia) Enrico Aimi annuncia l’apertura di una pratica disciplinare nei confronti del procuratore Gratteri.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, (che è anch’egli un magistrato) ha commentato a Sky Tg24, le frasi che il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha detto al Foglio. “Le parole di Gratteri non sono semplici opinioni, soprattutto quando hanno un velo, neanche tanto sottile, di minaccia nei confronti di un giornalista”.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano

Schlein: “Da Gratteri espressione infelice verso il Foglio”

“Un’espressione infelice su cui già ieri i nostri parlamentari hanno espresso solidarietà ai giornalisti del Foglio“, ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein commentando a SkyTg24 le minacce che il procuratore Nicola Gratteri ha proiferito incautamente con tanta arroganza. “Dopodiché non ci sfugge il tentativo della destra di mettere tutti sullo stesso piano, le dichiarazioni di un singolo magistrato e quelle di un ministro come Nordio che dice che il Csm, organo presieduto dal presidente della Repubblica, è governato ‘con metodo paramafioso’. Peccato non abbiano accolto l’appello del capo dello Stato”.

il ministro della Giustizia Carlo Nordio

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti “Gratteri sta perdendo il senso della misura”

Anche Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine Nazionale dei giornalisti. ha commentato e criticato l’accadutoIl dibattito pubblico sul referendum continua, nella gran parte dei casi, a ignorare il merito della questione e impedisce ai cittadini di costruirsi un’idea consapevole della posta in gioco. Politici, magistrati, giornalisti dovrebbero ricordare ogni giorno le parole, purtroppo ignorate, del Presidente Mattarella e elevare il tono del dibattito. Le dichiarazioni di Gratteri, se non smentite, si inquadrano a pieno titolo in questo panorama in cui si sta perdendo il senso della misura”.

Il sindacato dei giornalisti contro Gratteri

“Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro il Foglio e mi hanno colpito”, dice Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) in relazione a quanto dichiarato dal procuratore in un colloquio con il Foglio. “Non si possono accettare violazioni all’articolo 21 della Costituzione neppure dai magistrati, neppure da un professionista come Gratteri che con le sue inchieste ha alzato il velo su molte operazioni della ‘ndrangheta. È grave la minaccia ‘tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete’. In Italia c’è una legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela. Punto. Le reti non attengono alla giurisprudenza italiana e soprattutto le minacce, anche velate, violano l’articolo 21 della Costituzione”.

Dello stesso avviso anche il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani:Le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri non fanno onore alla sua storia, alla storia di chi ha pagato e paga in prima persona la lotta contro ogni forma di illegalità e minacce. Quindi, Gratteri smentisca o si scusi per le sue parole rivolte al Foglio”, commenta all’Adnkronos. “Alludere a ‘conti’ da fare e a non meglio precisate ‘reti’ è incompatibile con la difesa della libertà di stampa. Il suo dovere di magistrato è tutelarla, non intimidirla. La Costituzione si difende sempre. E tutta. Tanto l’indipendenza della magistratura quanto la libertà di stampa sancita dall’articolo 21″, conclude il presidente della Fnsi.

Le minacce di Gratteri ad Alessandro Sallusti

Il commento di Alessandro Sallusti direttore di Politico Quotidiano: “Oggi parlano tutti delle frasi choc che il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha pronunciato al telefono con il Foglio. Una minaccia vera e propria. Che non mi sorprende. Perché? Beh, vi devo raccontare una cosa che è successa a me nei camerini degli studi di La7…” Parole che sanno di incredibile, e minacce che che non sono secondo noi degne di un procuratore capo !

UniRai esprime solidarietà al Foglio

UniRai esprime solidarietà al direttore Claudio Cerasa e a tutta la redazione del Foglio per le gravi parole pronunciate dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che evocando il fatto che “con voi faremo i conti dopo” ha utilizzato espressioni dal tono intimidatorio nei confronti di una testata giornalistica. “Sono parole che destano profonda preoccupazione e che risultano incompatibili con il ruolo e le responsabilità istituzionali di un magistrato della Repubblica. In uno Stato di diritto la libertà di stampa non può mai essere oggetto di minacce, allusioni o pressioni, tantomeno da parte di chi è chiamato a garantire il rispetto delle regole democratiche. Il diritto di critica e il lavoro dei giornalisti rappresentano un presidio fondamentale della democrazia e sono tutelati dall’articolo 21 della Costituzione. Ogni tentativo di delegittimare o intimidire chi fa informazione costituisce un precedente grave e pericoloso.

“Per queste ragioni UniRai ritiene necessario che il procuratore Gratteri chiarisca immediatamente il senso delle sue dichiarazioni e rivolga pubblicamente le proprie scuse alla redazione del Foglio. Il pluralismo dell’informazione e la libertà dei giornalisti di svolgere il proprio lavoro senza pressioni o intimidazioni devono restare principi non negoziabili. Difenderli significa difendere la qualità della nostra democrazia”.

Ai colleghi del Foglio la più totale ed ampia solidarietà del nostro giornale, da sempre impegnato per la tutela del diritto di informazione, e purtroppo da molto tempo minacciato e denunciato da alcuni magistrati della procura di Taranto che si sentono “intoccabili” e che in realtà a nostro parere non sono neanche capaci e degni di indossare quella toga, dimenticando insieme a Gratteri e qualche componente “sinistrorso” del Csm di essere retribuiti dai cittadini. E che la Legge è, e deve essere, uguale per tutti

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Grazie, Antonello de Gennaro

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