Continua la speculazione di Emiliano sull’ Ilva: Regione e Comune di Taranto rifiutano tavolo istituzionale

Continua la speculazione di Emiliano sull’ Ilva: Regione e Comune di Taranto rifiutano tavolo istituzionale

ROMA –  Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Vice Ministro Teresa Bellanova hanno incontrato oggi al MISE il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano ed il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Nel corso della riunione da parte del governo è stata proposta la convocazione di un tavolo istituzionale permanente di aggiornamento e di  consultazione con le autorità locali con la partecipazione di Arcelor Mittal su tutti gli aspetti del piano ambientale ed  industriale e sulle connesse ricadute sul territorio e sull’indotto.

Il Governatore ed il Sindaco hanno rifiutato la proposta confermando la loro disponibilità a partecipare unicamente al tavolo di trattativa sindacale che, essendo riservato ai soggetti contraenti, non prevede la partecipazione di terze parti. Ma notoriamente Emiliano quando gli fa comodo…dimentica di essere un magistrato (sotto inchiesta) tenuto a rispettare le leggi.

Secondo Emiliano “Il risultato della discussione è stato negativo: il governo ritiene che la presenza della Regione e del Comune non siano necessarie al tavolo dell’intesa sindacale. Prendiamo atto della situazione con rammarico ma anche con rispetto. Non possiamo – ha spiegato  Emiliano – pretendere di essere presenti per aiutare una trattativa sindacale” aggiungendo: “I sindacati preferiscono la nostra presenza ma il Governo non la vuole. Si prenda così la responsabilità di non avere al tavolo l’aiuto di Regione e Comune”. Ma Emiliano dimentica che i sindacati di cui parla sono alcuni dei sindacalisti locali e non dei vertici nazionali delle sigle sindacali convocate al Ministero.

“Non possiamo dirci soddisfatti,non abbiamo a disposizione un luogo formale dove discutere con il potenziale acquirente”, dice il  sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.“Spero che ci siano ancora degli spazi di riflessione, perchè diversamente, e ha ragione il presidente Emiliano, diventa tutto molto complesso. Attendiamo anche il 13 novembre, quando si pronuncerà l’Antitrust, che potrebbe riservare ulteriori novità. A tutela della nostra  comunità, ad oggi, non sembrano sussistere le condizioni per un ritiro del nostro ricorso al TAR. In nessun caso consentiremo una transizione come quella avvenuta all’epoca dell’insediamento dei Riva”. Resta da capire di cosa voglia discutere Melucci con il potenziale acquirente, e sopratutto a che titolo, e di ricordare che i ricorsi al Tar ed in ogni sede, arrivando persino alla Consulta, “patrocinati” da Michele Emiliano,  sinora si sono sempre rivelati inutili ed improduttivi .

 

Relativamente alla conferma da parte del Governatore della volontà di procedere ad impugnare il Dpcm relativo al piano ambientale si ricorda che lo stesso, oltre a prevedere investimenti ambientali per circa 1,2 miliardi di euro, accelera i tempi di copertura dei parchi maggiori, aggiunge tra gli obblighi la copertura di gran parte dei parchi minori e limita la capacità produttiva dello stabilimento a 6 milioni di tonnellate fino al completamento del piano ambientale.
Critica la posizione di Confindustria Taranto espressa dal presidente Vincenzo Cesareo nei confronti di Emiliano e Melucci: “Pur apprezzando il loro sforzo di tutelare il territorio, ricordo ad entrambi che l’art. 47 dello Statuto dei lavoratori, non prevede che al tavolo del negoziato con le organizzazioni sindacali, possano sedersi oltre alle parti interessante, anche le  amministrazioni locali” aggiungendo “Sarebbe auspicabile ed apprezzabile che in sede di confronto istituzionale il governatore Emiliano ed il sindaco Melucci si impegnino “politicamente” a tutelare anche le imprese dell’indotto siderurgico tarantino che da anni attendono di essere pagati, avendo consentito all’ ILVA di non chiudere durante l’amministrazione straordinaria, raggiungendo un indebitamento non garantito dallo Stato  per circa 150 milioni di euro “.

Secondo il Ministro Calenda e la Vice Ministro Bellanova  “Non si comprende quale beneficio possano trarre la Regione Puglia ed il Comune di Taranto nell’eventuale sospensione di quanto prescritto nel Dpcm.  Ancor meno si comprende in quale modo tale impugnativa della Regione sia legata alla partecipazione ad un tavolo di trattativa sindacale riservato alle parti piuttosto che ad un tavolo istituzionale. Deve essere chiaro che con il ricorso la Regione inserisce un elemento di rischio nella fase più delicata di una vicenda che, dopo molti anni, può avviarsi a conclusione con un investimento complessivo di 2,4 miliardi oltre ad 1, 8 miliardi di prezzo di acquisto a rimborso dei creditori.  Lascia stupefatti che di fronte a questi investimenti, le autorità locali non solo non si adoperino per il buon esito dell’operazione ma cerchino costantemente di ostacolarla senza considerare le conseguenze” ribadendo comunque la loro totale disponibilità ad  incontrare in qualunque momento nuovamente  le istituzioni  locali.

Ed il “teatrino” di Emiliano con la collaborazione del “sindaco-ventriloquo” Melucci continua.

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