LOPALCO FESTEGGIA 10MILA SOMMINISTRAZIONI DEL VACCINO ANTICOVID MA NON DICE NULLA DELLA FILA DI AUTOAMBULANZE DELL’OSPEDALE A TARANTO

di REDAZIONE POLITICA

Con una nota stampa il consigliere regionale Renato Perrini attacca la gestione sanitaria dalla Regione Puglia: “Nella tarda serata di ieri, 4 gennaio, l’assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco ha inviato un comunicato di tre righe per festeggiare le 10mila somministrazioni del vaccino anti-covid. Una nota di tre righe e 61 foto. Per questo anch’io allego delle foto a questa nota, ma solo 2 (e sono più che sufficienti) per testimoniare quanto è accaduto sempre ieri dinnanzi al Pronto Soccorso del Santissima Annunziata di Taranto. Le due foto testimoniano le file delle autoambulanze, con pazienti all’interno, che hanno atteso ore e ore per essere visitati… E mi chiedo: l’assessore non ha nulla da dire a proposito?

“Non volevo essere un facile profeta, per altro di sventure – continua Perrinima non ci voleva molto a capire che sarebbe accaduto nel momento in cui tutti gli ospedali tarantini sarebbero diventati anche ‘ospedali-covid’. Le file delle autoambulanze, con pazienti che hanno atteso anche 8/9 ore, ne sono una prova: ogni volta che veniva riscontrato un positivo bisognava sanificare, giustamente, tutti gli ambienti. Non è andata meglio all’Ospedale di Martina Franca. Un’attesa che per molti vuol dire maggiore sofferenza fisica e psicologica, senza contare l’apprensione dei familiari”

A questo punto sollecito e propongo una soluzione immediata: la collaborazione con le cliniche private. In questo momento abbiamo il dovere di assistere i malati covid, specie quelli che hanno bisogno di ospedalizzazione (senza chiaramente trascurare le cure domiciliari), ma non dobbiamo dimenticare che ci sono tante altre patologie per le quali non c’è nessun vaccino immunizzante, penso soprattutto ai tumori. Gli ammalati oncologici sono quelli più fragili in questo momento e dobbiamo proteggerli” prosegue il consigliere regionale di Fratelli d’ Italia.

il consigliere regionale Renato Perrini (Fratelli d’ Italia)

“I privati possono e devono essere un aiuto prezioso. Lopalco, invece, di festeggiare il nulla o andare continuamente in tv si preoccupasse, quindi, di organizzare meglio la Sanità in Puglia” conclude Perrini.

Ignazio Zullo capogruppo di FdI – Regione Puglia

Le critiche a Lopalco arrivano anche da Ignazio Zullo capogruppo di FdI, che protesta sulle procedure di vaccinazione antiCovid: “Il vaccino anti-covid sta di fatto discriminando gli operatori sanitari e sociosanitari e questo non è tollerabile. La prima fase prevede, infatti, che la somministrazione venga fatta a quelli “in prima linea”, vale a dire a tutti coloro che sono contrattualizzati con una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata. Quindi sono fuori non solo coloro che lavorano per privati non accreditati, ma anche tutti i liberi professionisti. Qualche esempio: il dentista della Asl sì, ma quello con proprio studio no. Il farmacista della Asl sì, quello con una sua farmacia no. Il veterinario della Asl sì, quello con proprio studio no. Per i professionisti privati nessuna priorità, neppure nella seconda fase quella destinata dalle persone dai 60 ai 79 anni e ai malati con patologie croniche, ma neppure nella terza quando sono previsti gli insegnanti e i lavoratori della Scuola, le forze dell’ordine, il personale che lavora in carcere e quelli che lavorano in comunità”.

A questo punto c’è da chiedersi se i medici e gli operatori liberi professionisti siano addirittura non di serie B ma di serie ZERO! L’assessore Pierluigi Lopalco apra immediatamente l’opportunità di vaccinare gli esercenti le professioni sanitarie libero-professionisti che sono in prima linea come i loro colleghi contrattualizzati” conclude Zullo.




Ecco come cambia il Consiglio Regionale in Puglia

di REDAZIONE POLITICA

La ripartizione ed aggiudicazione dei seggi agli eletti nel nuovo Consiglio regionale della Puglia, assegna 30 seggi ai consiglieri della maggioranza, 20 all’opposizione. In base alla legge, il premio di maggioranza si determina infatti sulla base della percentuale raggiunta della coalizione vincitrice: superato il 40% dei consensi , oltre a quello del presidente eletto, cioè Michele Emiliano vengono assegnati complessivamente 30 seggi . 

L ’opposizione si aggiudica 20 seggi, che andranno distribuiti tra la coalizione guidata da Raffaele Fitto ed il Movimento Cinque Stelle. Alla coalizione di centrodestra sono assegnati 14 seggi di consigliere oltre a quello di Fitto quale miglior presidente sconfitto, mentre solo 4 vanno ai pentastellati. 

BARI

Mentre sono in corso nelle varie prefetture le verifiche finali, per la assegnazione dei seggi ad ogni singola provincia ci sono già degli illustri “trombati”, a partire dall’attuale presidente del consiglio regionale, Mario Loizzo (Pd) , ed il suo compagno di partito l’assessore Gianni Giannini, mentre nella Bat sembrerebbe non essere stato eletto il consigliere uscente Ruggero Mennea. In attesa degli ultimi dati Sergio Blasi la cui rielezione è attualmente in bilico dipendendo dal riparto regionale e dalla quota seggi spettante a Senso Civico, dove il primo degli eletti risulterebbe Ernesto Abaterusso.

Nella provincia di Bari come prevedibile, potendo contare sul sostegno del sindaco Antonio Decaro, Michele Emiliano ha surclassato Fitto ottenendo il 51,31% dei voti. All’interno della coalizione di centrosinistra che sosteneva il Pd ha portato a casa la percentuale più alta (il 20%), ed eletto Francesco Paolicelli ( che è il vice capo di gabinetto del sindaco Decaro al Comune di Bari) risultato il più suffragato dell’intera regione, con 23.847 preferenze, seguito da “miss preferenze”  Anita Maurodinoia (19.652 voti) e  Lucia Parchitelli (15.742 voti).

Pierluigi Lopalco, l’ epidemiologo a capo della task force per il Covid, candidatosi nella lista Con Emiliano, ha fatto il pieno di preferenze nella provincia barese , raccogliendone quasi 15mila, mentre a Lecce dov’era anche candidato si è fermato ad appena 1.500 preferenze. Nei Popolari con Emiliano, l’assessore regionale uscente Gianni Stea ha raggiunto 8.756 preferenze.

Sonora sconfitta sempre a sinistra la compagine Puglia Solidale e Verde facente capo a Nichi Vendola, che per 10 anni (dal 2005 al 2015) aveva guidato la giunta regionale pugliese, non è riuscita a superare lo sbarramento del 4% su base regionale, così come non è stato rieletto il vicepresidente uscente Tonino Nunziante candidatosi questa volta nelle liste del movimento Italia in Comune , che per circa 2.500 voti non superato il quorum previsto su base regionale. Non eletto anche Alfonsino Pisicchio.

Nel centrodestra non è riuscito a farsi eleggere l’ex capo della task force Xylella, il generale della Forestale, Giuseppe Silletti, a Foggia è rimasto a terra fuori l’ex assessore Leonardo Di Gioia (ex Pd, passato con Forza Italia) ed anche l’altro transfuga, Napoleone Cera (ex Udc) anche lui candidato con il partito berlusconiano.

LECCE

Nel Salento una prima analisi sulla base dei voti nella circoscrizione di Lecce è stato eletto Donato Metallo con 16.847 preferenze e l’assessore regionale uscente Loredana Capone con 13.908 voti che si riscatta dalla precedente “bocciatura” ricevuta dagli elettori alle precedenti elezioni regionali del 2015, e Sergio Blasi eletto con 13.539 voti . La lista Con Emiliano porterà in consiglio Alessandro Delli Noci (17.282) ; mentre nella lista Popolari per Emiliano eletto con 10.994 preferenze Emiliano Sebastiano Leo, assessore uscente.

Sempre nella circoscrizione di Lecce eletto in Fratelli d’Italia con 11.748 preferenze l’ex presidente della Provincia Antonio Gabellone, mentre la Lega ha eletto Gianni De Blasi che ha ricevuto 8.623 voti. Entra in consiglio con 9.262 voti Paolo Pagliaro (area Lega) l’editore di Telerama candidatosi nella lista “La Puglia Domani“. Eletto nel Movimento 5 Stelle Cristian Casili. con 6.137 preferenze

BRINDISI

Brindisi è stato l’unico capoluogo di provincia che ha vostro prevalere con il 43,44% dei voti Raffaele Fitto, con 3 punti di distacco su Emiliano anche se il primo partito della provincia resta comunque il Pd. Il più suffragato tra i dem è stato il consigliere regionale uscente Fabiano Amati, con 10.390 preferenze. Mauro Vizzino tra i Popolari con Emiliano porta a casa 7.403 voti . Un terzo seggio è in ballo tra Alessandro Leoci di Con Emiliano e Giuseppe Tanzarella di Senso Civico .

Fratelli d’Italia ha sfiorato il 15% dei consensi come partito con Luigi Caroli (con 6.642 voti)  , mentre la Lega ha raggiunto il 10% grazie all’ottima performance elettorale dell’ ex-senatore  Vittorio Zizza che ha raccolto 5.384 preferenze.

TARANTO

Il Pd a Taranto riesce a prevalere di poco (13,91%) sull’ottima performance di Fratelli d’ Italia (13,17). Il più suffragato si riconferma Donato Pentassuglia (Pd) con 10.219 preferenze tallonato da Renato Perrini (Fratelli d’ Italia) con 10.111 preferenze (con un incremento di quasi il 50% in più rispetto alla precedenti regionali dal 2015) , entrambi eletti, che di fatto diventano i due “leaders” del centrosinistra e centrodestra a Taranto e Provincia .

Sorpresa nelle liste del Pd a Taranto dove è rimasto a casa Michele Mazzarano, ex capogruppo del Pd in consiglio regionale e successivamente nominato da Emiliano assessore allo sviluppo economico, dimessosi dopo il suo coinvolgimento giudiziario nello scandalo venuto alla luce grazie ai servizi di Striscia la Notizia e del CORRIERE DEL GIORNO, che lo ha portato sotto processo. Al suo posto eletto con 4.531 preferenze il consigliere comunale e segretario cittadino del PD jonico Enzo De Gregorio (Pd), nella lista Popolari per Emiliano eletto un altro consigliere comunale di Taranto, Massimiliano Stellato che ha raccolto 4.272 voti di preferenza. Chiude la lista degli eletti di maggioranza, nella lista Con Emiliano , l’ex sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane con 6.671 preferenze.

Tra gli uscenti e non riconfermati anche l’assessore regionale uscente Mino Borracino candidato nelle file di Senso Civico, che potrebbe fare ricorso, e la consigliera regionale uscente Francesca Franzoso (Forza Italia) coordinatore provinciale in provincia di Taranto degli azzurri, la quale non è riuscita ad essere rieletta.

Il consigliere comunale di Taranto Piero Bitetti (ex Pd) candidatosi questa volta nelle liste del movimento Italia in Comune , dopo essere stato rifiutato da tutte le liste gestite dagli uomini di Emiliano, è stato “trombato” ed appiedato anche questa volta , in quanto il movimento politico a cui aveva aderito non ha superato il quorum previsto su base regionale. Bitetti ha lasciato per strada… oltre 2.000 voti rispetto alle elezioni regionali del 2015 in cui si piazzò come primo dei non eletti nelle liste del PD.

Entra in consiglio regionale fra i banchi di opposizione per il rotto della cuffia, il consigliere comunale Gaetano Conserva, in passato eletto nelle file di Forza Italia nel Comune di Martina Franca, e passato l’anno scorso alle porte delle elezioni Europee nella Lega al seguito del suo “mentore” Gianfranco Chiarelli.

Ecco gli eletti in consiglio regionale (fra parentesi il numero delle preferenze).

Eletti nella maggioranza oltre al Presidente eletto, Michele Emiliano:

Partito Democratico

PAOLICELLI FRANCESCO, 23.007 preferenze

PIEMONTESE RAFFAELE 21.130 preferenze
MAURODINOIA ANNA DETTA ANITA, 19.815 preferenze
PARCHITELLI LUCIA, 15.841 preferenze
DE SANTIS DOMENICO 14.932 preferenze
CARACCIOLO FILIPPO 11.408 preferenze
CILIENTO DEBORA 6.898 preferenze
AMATI FABIANO 10.407 preferenze
BRUNO MAURIZIO 3.928 preferenze
CAMPO FRANCESCO PAOLO 4.281 preferenze
CICOLELLA TERESA 4.010 preferenze
METALLO DONATO 16.830 preferenze
CAPONE LOREDANA 13.871 preferenze
BLASI SERGIO 13.523 preferenze
PENTASSUGLIA DONATO detto “PENTA” 10.252 preferenze
DI GREGORIO VINCENZO detto “ENZO” 4.510 preferenze

“CON” EMILIANO

LOPALCO PIETRO LUIGI detto PIERLUIGI, 14.676 preferenze
TUPPUTI GIUSEPPE 2.747 preferenze
LEOCI ALESSANDRO ANTONIO 2.019 preferenze
TUTOLO ANTONIO 7.602 preferenze
DELLI NOCI ALESSANDRO 17.201 preferenze
LOPANE GIANFRANCO 6.663 preferenze

POPOLARI CON EMILIANO

STEA GIOVANNI FRANCESCO detto GIANNI 8.754 preferenze
VIZZINO MAURO 7.422 preferenze
CLEMENTE SERGIO 2.595 preferenze
LEO SEBASTIANO GIUSEPPE 10.976 preferenze
STELLATO MASSIMILIANO 4.257 preferenze

Eletti nell’ opposizione oltre al candidato presidente non eletto, Raffaele Fitto:

FRATELLI D’ITALIA

ZULLO IGNAZIO 9.945 preferenze
VENTOLA FRANCESCO 8.237 preferenze
CAROLI LUIGI 6.642 preferenze
DE LEONARDIS GIOVANNI detto GIANNICOLA 7.654 preferenze
GABELLONE ANTONIO MARIA 11.737 preferenze
PERRINI RENATO 10.172 preferenze

LEGA SALVINI

BELLOMO DAVIDE 8.590 preferenze
SPLENDIDO JOSEPH 5.785 preferenze
DE BLASI GIANFRANCO detto GIANNI 8.608 preferenze
CONSERVA GIACOMO 5.264 preferenze

FORZA ITALIA

LACATENA STEFANO 8.885 preferenze
GATTA GIACOMO DIEGO detto GIANDIEGO 9.902 preferenze
MAZZOTTA PARIDE 5.457 preferenze
DE PALMA VITO 3.667 preferenze

LA PUGLIA DOMANI

TAMMACCO SAVERIO 12.895 preferenze
DELL’ERBA PAOLO SOCCORSO 6.968 preferenze
PAGLIARO PAOLO 9.245 preferenze

MOVIMENTO 5 STELLE

LARICCHIA ANTONELLA 7.658 preferenze
DI BARI GRAZIA 3.961 preferenze
BARONE ROSA 3.602 preferenze
CASILI CRISTIAN 6.127 preferenze
GALANTE MARCO 2.301 preferenze

Sui 50 seggi disponibili, sono soltanto solo 7 le donne, che entreranno nel prossimo Consiglio Regionale della Puglia, soltanto 2 in più, nonostante l’introduzione per decreto in extremis della doppia preferenza rispetto alla scorsa legislatura, dopo che il Consiglio non era stato in grado di approvare la norma relativa .

Secondo i dati “ufficiali” resi disponibili dall’ Ufficio Elettorale del ministero dell’Interno, sono 5 del Pd e 2 del M5S. Sono risultate elette: Anita Maurodinoia (Pd), Lucia Parchitelli (Pd), Antonella Laricchia (M5S), Teresa Cicolella (Pd), Rosa Barone (M5S), Debora Ciliento (Pd), Loredana Capone (Pd).




Cresce il gruppo di Fratelli d’ Italia al Comune di Taranto con l’ingresso della consigliera de Gennaro

Floriana de Gennaro, fondatrice del Movimento civico “La Scelta” per il quale è stata è eletta alle ultime elezioni amministrative nel Consiglio Comunale di Taranto, è entrata a far parte di Fratelli d’ Italia dove “è stata accolta con affetto e stima dal vertice nazionale, regionale e provinciale” come rende noto con un comunicato il consigliere comunale.

Floriana de Gennaro e Giorgia Meloni

“Voglio ringraziare Giorgia Meloni, Marcello Gemmato, Raffaele Fitto, Renato Perrini, Dario Iaia e Gianni Lupoli per avermi accolto fra di loro facendomi sentire immediatamente in famiglia. Mi auguro di poter mettere a disposizione di Fratelli d’ Italia il mio impegno per contribuire al successo elettorale del centrodestra in Puglia, ed in particolare, a portare alla presidenza della Regione Puglia una persona per bene, un politico serio e capace come Raffaele Fitto” commenta la de Gennaro in una nota stampa.

Ho sempre ammirato ed avuto come riferimento la coerenza e la grinta politica di Giorgia Meloni, una donna che fa politica per passione e non certamente per conquistare qualche incarico. Mi auguro di poterne essere all’altezza. Per il momento sono fiera di averla come Leader” conclude la de Gennaro consigliere comunale di Fratelli d’ Italia a Taranto, il cui gruppo oggi conta ben tre consiglieri comunali.

“Sono molto contenta dell’ ingresso di Floriana de Gennaro fra di noi, donna che conosco e stimo molto per l’ impegno e la passione con cui fa politica” commenta Ylenia Lucaselli, deputato di Fratelli d’ Italiaadesso bisogna lavorare e prepararsi alla candidatura di un autorevole esponente condiviso da tutto il centrodestra per la guida del Comune di Taranto alle prossime elezioni amministrative del 2022 “.

“Un ruolo importante nella mia decisione di aderire a Fratelli d’ Italia” dice la de Gennaro al CORRIERE DEL GIORNO, “l’ha avuta il consigliere regionale Renato Perrini che ho avuto modo di verificare anche in passato al di là delle ideologie e posizioni politiche, è sempre stato molto attento e sensibile ai grossi problemi occupazionali e lavorativi dell’ ex-ILVA, ai problemi ambientali e della sanità jonica, ed in particolare caso ai bambini dell’ Ospedali Moscati affetti da tumori, ed ho visto ed apprezzato Renato Perrini essere sempre disponibile ed attivarsi per aiutare tutti “.

Renato Perrini e Floriana de Gennaro

Sono convinta che riportando il consigliere Perrini e Raffaele Fitto alla guida alla Regione Puglia – continua la de Gennaro – la città di Taranto e la sua provincia potranno trovare le soluzioni ai numerosi problemi che 15 anni di malgoverno regionale della sinistra con Vendola prima ed Emiliano poi, non sono riusciti a sanare, anzi, hanno aggravato sempre di più “.

Anche l’ on. Marcello Gemmato, coordinatore regionale di Fratelli d’ Italia ha voluto commentare l’ingresso della de Gennaro in Fratelli d’ Italia: “Sono felice e plaudo all’ingresso in FDI di Floriana de Gennaro, amministratore locale, donna capace e volitiva. Fratelli d’ Italia si conferma polo attrattivo delle migliori proposizioni politiche locali. Siamo sicuri che Floriana darà un contributo di qualità e contribuirà alla crescita del partito“.




Mafia. Capitano Ultimo: “le forze dell’ordine sono un’avanguardia della lotta alla criminalità, che deve continuare e diventare un patrimonio per i cittadini”

BARI –  Il Colonnello  Sergio De Caprio, noto a tutti come “Capitano Ultimo“, l’ufficiale dell’ Arma dei Carabinieri che al comando dell’Unità CRIMOR del R.O.S. arrestò Totò Riina, è stato invitato a Bari dalla Commissione regionale sulla criminalità della Regione Puglia su iniziativa del consigliere regionale Renato Perrini (Fratelli d’ Italia) . Parlando della crescente mafia nel foggiano De Caprio ha detto  che”non serve un Capitano Ultimo, serve una comunità unita che pratica l’uguaglianza, la fratellanza e il mutuo soccorso. La sicurezza partecipata è la vera manovra strategica contro la mafia. Dagli anni delle stragi ad oggi abbiamo dato per scontato che determinate battaglie culturali e anche militari divenissero patrimonio delle generazioni successive. Purtroppo non è stato così, colpa nostra, dobbiamo chiedere scusa e ricominciare a spiegare cosa sono le mafie, come possono evolversi e riprodursi. Chi ha la responsabilità di condurre questa lotta deve dare risposte chiare, precise, non deve abituarci alla convivenza con le mafie. Se non ci dà risposte chiare, deve essere rimosso».

Le forze dell’ordine, ha detto De Caprio, sono “le forze dell’ordine rappresentano un’avanguardia della lotta alla criminalità, che deve continuare e diventare un patrimonio per tutti i cittadini. Il vero esercito sono le comunità, i sindaci che si trovano ad affrontare situazioni di illegalità nei loro Comuni, i ragazzi che chiedono cosa possono fare per essere parte attiva di questa battaglia“. Parlando della crescente pericolosità della criminalità mafiosa nel Foggiano “Capitano Ultimo” ha detto: “Non sono un professore, non devo dare insegnamenti a chi tutti i giorni combatte sulla strada e saprà dare le risposte. E se non danno risposte se ne devono assumere la responsabilità. Quindi o cambiano metodi o cambiano le persone“.

Il colonnello De Caprio rispondendo alle domande dei consiglieri regionali pugliesi,  ha evidenziato che nel rapporto tra società civile e organizzazioni mafiose, oggi si è raggiunto un livello molto alto di consapevolezza, evidenziando che manca ancora un meccanismo che consenta di annullare delle abitudini di malcostume: “Serve sistematizzare il vantaggio competitivo raggiunto, dargli continuità e rivedere invece gli elementi che non hanno funzionato individuando e rimuovendo i responsabili. Quando si verificano determinate situazioni, il problema riguarda la comunità, ma soprattutto chi è deputato a difenderla“.

Una conoscenza da tramandare ai giovani ma non è stato così, colpa nostra, dobbiamo chiedere scusa e ricominciare a spiegare”. Rispondendo poi sulla vicenda personale della sua scorta, per due volte revocata dal Viminale, e per altrettante volte riassegnata dalle decisioni del TAR Lazio, Il Colonnello Sergio De Caprio ha ricordato che ” “La scorta non è un mio diritto, non lo è di nessuno. Quando si dice che la scorta non viene data perché Bagarella, Messina Denaro, Cosa Nostra non è più un pericolo concreto, il problema non è più la scorta del Capitano Ultimo, ma le persone che dicono queste cose” ricordando  è inaccettabile che altri funzionari dello stesso Stato dichiarino esattamente il contrario. Il problema non è la mia scorta, ma che ci sono persone ai vertici dello Stato che dicono che questi mafiosi non costituiscono più un pericolo“.

Decisioni quelle del Viminale chemettono in discussione non la sicurezza di un singolo, ma del principio a tutela di quella di tutti i cittadini“. Al termine dell’ audizione ringraziamenti sono stati rivolti a “Capitano Ultimo” dalla Commissione “per la testimonianza di impegno e di lotta in difesa dei principi che fondano la nostra democrazia, una testimonianza fondamentale per parlare di legalità e della lotta alla criminalità organizzata”. Un’audizione che aveva come scopo anche quello di capire come negli anni sia cambiata la mafia e con quale si potrebbe intraprendere una campagna di sensibilizzazione e iniziative sui territorio pugliese.

“La sicurezza non è propaganda, non è soddisfazione per chi la pratica, ma è un dono“. ha affermato il colonnello De Caprio. “Non esiste la propaganda sulla sicurezza ma esiste sconfiggere le mafie oppure no. Poiché le mafie ci sono ancora, perdiamo tutti da anni ed è una vergogna“. Rispondendo  al termine dell’audizione, alla folla di giornalisti presenti se  negli ultimi anni la politica abbia fatto del tema della sicurezza uno strumento di propaganda, il colonnello De Caprio ha detto: “Non sono nessuno per giudicare la politica. La politica in cui io credo e per la quale mi sono battuto è quella delle famiglie, dei condomini, delle case popolari, delle case famiglia, delle parrocchie, delle persone. È la politica fatta per il bene comune e la fazione che la pratica è il popolo“.

Il Capitano Ultimo è un esempio per tutti noi – ha concluso la Presidente  Barone della Commissione – e nessuno deve dimenticare quello che ha fatto e che continua a fare per il nostro Paese”.

 




La solidarietà delle istituzioni al nostro Direttore

Il Sindaco di Taranto Dr. Ippazio Stefàno non appena appresa la notizia dell’incendio che ha distrutto in pieno centro l’autovettura del nostro direttore Antonello de Gennaro  gli ha immediatamente esternato, nel corso di una telefonata i suoi sentimenti di solidarietà e vicinanza auspicando che gli organi di Polizia e Magistratura facciano piena luce su quanto accaduto e che, per il bene di tutta la nostra comunità, sia riconducibile ad una fatto meramente accidentale.

Nella mattinata odierna il nostro Direttore è stato ricevuto dal Prefetto di Taranto e dai suoi principali collaboratori, nel corso del quale è stata espressa non solo la solidarietà dello Stato, ma è stata data ampia assicurazione ce presto verranno adottate tutte le necessarie azioni di tutela per il nostro lavoro giornalistico, per la nostra sede di Taranto, per garantire la massima libertà e diritto all’informazione .

Analoga solidarietà è stata espressa dal Vice Ministro per lo Sviluppo Economico Teresa Bellanova, dai  deputati  On. Gianfranco Chiarelli , On. Michele Pelillo, e On. Ludovico Vico, e da parte del presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano, dei consiglieri regionali Renato Perrini, Cosimo Borracino e Luigi Morgante, e dal gruppo regionale pugliese del Movimento Cinque Stelle, dal Coordinamento Provinciale di Taranto del Partito Democratico, dal consigliere comunale Avv. Gina Lupo, dal Presidente della Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo nonchè dai vertici nazionali, regionali e provinciali dell’ Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e dal collega Enzo Iacopino Presidente uscente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Giornalisti 

Vergognoso l’assordante silenzio dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia e del Sindacato dei giornalisti pugliesi a dir poco imbarazzante . Ma da certe persone (chiamarli “colleghi” non è il caso) non c’è da meravigliarsi di nulla. Loro sono abituati a vivere nel branco. E noi non vogliamo appartenere e far parte di un “branco” ….

A tutti i colleghi delle altre testate e redazioni pugliesi e nazionali , invece, va il nostro più sincero ringraziamento per la vicinanza manifestata ed i molti messaggi di solidarietà pubblici e privati che continuiamo a ricevere ancora oggi in queste ore.




Elezioni amministrative. Taranto, Anno “Zero”- 1a puntata

di Antonello de Gennaro

In questi giorni in molti, giornalisti, pennivendoli e ventriloqui si esercitano sulla stampa, siti web a scrivere ed ipotizzare il panorama elettorale delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno nel capoluogo jonico fra circa 7 mesi. E’ a dir poco imbarazzante scriverne, con il rischio di essere confusi fra queste persone che non godono più della reputazione neanche del loro specchio del bagno. Ma qualcuno un’analisi fredda, disinteressata deve pur farla, nel tentativo di far capire ai nostri lettori di Taranto ( e sono molti) qualcosa di più di quanto possano leggere altrove. Prima di andarci ad occupare delle singole candidature, cordate, liste civiche, cerchiamo di capire qualcosa di quanto accade dietro le quinte dei partiti.

CdG comune di Taranto

 Il partito sicuramente più rappresentativo e forte di Taranto, elettoralmente parlando, è  senza alcun dubbio di sorta il Pd, che è comunque in questi ultimi tempi sembra più un ginepraio di spine. Al suo interno è in corso da mesi un autentico scontro della serie “tutti contro tutti“. Il gruppo più forte fa capo all’on. Michele Pelillo (ex Margherita, ora renziano di stretta osservanza) a cui fanno riferimento senza alcun dubbio  Gianni Azzaro, un finanziere in aspettativa, capogruppo in consiglio comunale e vice presidente della Provincia di Taranto, ed il segretario provinciale uscente Walter Musillo, un perito navale anima propulsore e socio dello Ionian Shipping Consortium, il quale negli ultimi tempi dopo un commissariamento subito, disposto e quindi revocato dalla segreteria regionale del Pd (che ha dimostrato di non conoscere e rispettare neanche lo statuto del Pd) ha dato prova di poter e saper camminare anche da solo.

CdG vico_archinà


Azzaro e Musillo sono (in)seguiti a ruota
dall’attuale vicesindaco Lucio Lonoce, operaio dell’ ILVA,  che si autodefinisce “pelliliano” , senza di fatto ormai esserlo più. Dietro di loro segue lo sparuto gruppo che fa riferimento all’ On. Ludovico Vico il quale alle scorse elezioni politiche non è stato rieletto dai suoi elettori, dopo la sua “scivolata” sulla vicenda ILVA e le intercettazioni pubblicate dalla stampa (in realtà solo da noi e dall’edizione nazionale del quotidiano La Repubblica), ed il gruppo emergente  che fa riferimento al consigliere regionale martinese Donato Pentassuglia che ci risulta in costante ascesa, grazie al suo incessante attivismo sul territorio.

A latere esiste un gruppetto che si definisce di “sinistra anche se non si capisce bene di quale sinistra sia, che fa capo al consigliere comunale e regionale Gianni Liviano, di cui fanno parte i consiglieri comunali Ciccio Venere e Dante Capriulo. Liviano, non molto amato all’interno del Pd tarantino,  è stato eletto in Consiglio Regionale nelle liste civiche di Michele Emiliano, che all’epoca era il segretario regionale del Pd in Puglia, il quale lo nominò assessore regionale alla cultura alla turismo, pur di non nominare assessore il consigliere regionale massafrese Michele Mazzarano (eletto “miracolosamente” in Regione, grazie ai voti tarantini di Pelillo).

CdG archinà_mascellaro

nella foto Michele Mascellaro, addetto stampa di Michele Mazzarano. Ci sono commenti…?

Michele Mazzarano pur essendo il capogruppo in consiglio regionale del Pd, si è distinto…. per aver conseguito il peggior risultato elettorale elettorale del Pd in Italia, in occasione del rinnovo del consiglio comunale  di Massafra, dove la sua candidata-sindaco, capolista del Partito Democratico, ha raccolto appena il 5% dei consensi ! Nel frattempo Mazzarano ha persino assunto nel gruppo regionale del Pd (a spese dei contribuenti) il giornalista barese Michele Mascellaro il quale contemporaneamente risulta anche alle dipendenze del quotidiano Taranto Buona Sera.  Un conflitto d’interessi a dir poco vergognoso sul quale sarebbe bene che intervenga il Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Bari, se ancora esiste….

Ma la nomina di Liviano ad assessore regionale è durata molto poco, venendo costretto alle dimissioni accettate da Emiliano in meno di 24ore, a seguito di un imbarazzante incarico-appalto conseguito in Regione da una società informatica del tesoriere della campagna elettorale . Fuoriuscita dal Pd, Annarita Lemma capolista alle scorse elezioni regionali, consigliere regionale uscente, arrivata 5a su 7 candidati, che è stato letteralmente “trombata” dal voto dei suoi (ex) elettori.
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Gli ex-vendoliani  (ex-Sel ora Sinistra Italiana) si sono ormai dei veri e propri separati in casa. Da un lato l’on. Gabriella Duranti si è alleato con il consigliere regionale Cosimo Borracino, dall’altro il Sen. Dario Stefàno (un ex-UdC) si è alleato su Taranto con l’x-assessore regionale all’ agricoltura Fabrizio Nardoni, sempre trombato dagli elettori in ogni sua campagna elettorale, che è ormai diventato uno “zombie” della politica locale, e non solo… Fra gli ex-vendoliani compare il “gruppetto” (sfaldatosi) dei SDS il mini-movimento politico tarantino che fa capo all’attuale sindaco Ippazio Stefàno, giunto al suo secondo mandato di Sindaco e quindi non rieleggibile. In occasione delle ultime primarie del centrosinistra per le elezioni regionali del Governatore di Puglia, il sindaco Stefàno ed i suoi “adepti” passarono last minute con Michele Emiliano abbandonando i loro precedenti compagni di merenda di Sel, che appoggiavano invece la candidatura di Dario Stefàno.

Nel centrodestra continua la guerra fra i “reduci” di Forza Italia, un partito ormai pressochè inesistente di fatto sul territorio, che vede l’ex-sindaco di Massafra Martino Tamburrano e l’ex-consigliere regionale Pietro Lospinuso gli unici due politici di razza presenti su Taranto e Provincia, ed i fedelissimi di Raffaele Fitto a cui fanno riferimento all’On. Gianfranco Chiarelli ed al suo inseparabile braccio destro  Renato Perrini, neo-consigliere regionale. Dietro di loro un vero e proprio deserto. Politico e di competenze.

CdG ingresso operai ILVAL’anti-politica: Il Movimento Cinque Stelle, vive esclusivamente di luce riflessa nazionale cavalcando l’anti-politica, radunando intorno a se ex-iscritti del Pd, ex-sindacalisti e molti disoccupati a caccia di uno stipendio e/o incarico pubblico. Infatti nelle precedenti elezioni comunali, il M5s pur presentando una lista non riuscì ad eleggere neanche un consigliere comunale, salvo poi eleggere al Parlamento due deputati selezionati, votati ed indicati dal popolo grillino: i due disoccupati Alessandro Furnari e Vincenza Labriola (che alle comunali aveva raccolto un solo voto: il suo !)  che in campagna elettorale promettevano pubblicamente di accontentarsi di sole 2.500 euro al mese, mentre qualche settimana dopo l’ingresso in Parlamento, tradirono tutte le promesse elettorali, passando al Gruppo Misto ed incassando il loro stipendio “pieno” di parlamentari. Ed accanto a Furnari e la Labriola in campagna elettorale era onnipresente l’attuale eurodeputata grillina Rosa D’ Amato sul cui sito alla faccia della “millantata” trasparenza grillina, non vi è alcuna traccia delle sue spese e compensi elettorali) un altra eccellente disoccupata che per sopravvivere faceva l’insegnante di educazione fisica nelle palestre.

CdG camera deputati

Il totale incassato da un eletto alla Camera dei deputati è bene ricordarlo, è di circa 11.770 euro netti al mese, che equivalgono ad oltre 140mila euro l’anno. Si tratta di soldi guadagnati peraltro senza dover presentare alcuna fattura o scontrino e ai quali vanno aggiunti 1.200 euro all’anno di spese telefoniche certificate e 1.850 euro al mese per il cosiddetto ‘esercizio di mandato’, soldi che possono essere destinati alle spese (in questo caso da certificare) per un collaboratore o ad esempio per l’organizzazione di un convegno. Nell’arco dei 12 mesi questo tipo di entrata può raggiungere nel caso degli onorevoli quota 23.400 euro. Aggiungendoli al totale netto si arriva ad oltre 163mila euro all’anno. Il costo lordo dello stipendio di un onorevole, infine, sfiora i 230mila euro lordi ogni 12 mesi se si considerano anche le trattenute. Qualcuno di voi può dirci cosa hanno fatto per Taranto i deputati Furnari e Labriola eletti dal popolo grillino tarantino ?

Viene quindi spontaneo farsi alcune domande: ma possono i tarantini fidarsi ancora di questa gente ? E come faranno i tarantini a fidarsi di un branco di disoccupati o di persone alla ricerca di uno stipendio lauto e sicuro, retribuito con denaro pubblico ? Ma la nostra inchiesta non finisce qui. Domani vi racconteremo i retroscena delle auto-candidature, le liste civiche che si stanno formando, e tutto quello che pennivendoli e ventriloqui altrove non vi raccontano. Buon divertimento

1 | continua.




Crispiano dice “no” al femminicidio e violenza con una panchina rossa

Crispiano dice “no” alla violenza con una panchina colorata di rosso, ideata dall’artista torinese Karim Cherif diventato famoso proprio per aver dipinto l’emblema della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sul femminicidio  installando una panchina di colore rosso a Piazza Madonna della Neve . E’ il contributo del Comune di Crispiano (Taranto) alla lotta contro la violenza e la risposta alla “strage” familiare avvenuta lo scorso 7 giugno, a Taranto, in cui venne uccisa Federica De Luca ed il suo bambino per mano del marito Luigi Alfarano che poi si ammazzò.

nella foto, Francesco Tagliente

nella foto, Francesco Tagliente

Ringrazio il sindaco Egidio Ippolito e il presidente del consiglio comunale Giancarlo Argese per avermi invitato a portare un saluto” dice il prefetto Francesco TaglienteLa tragedia del 7 giugno di Taranto, il medico che uccide moglie e figlio e si toglie la vita perche non accettava la separazione, mi consente di ribadire che dobbiamo curare i carnefici, soltanto così salveremo le vittime che vanno protette con interventi sugli stalker. Mi consente di ribadire che per ridurre i casi di femminicidio servono “Centri di ascolto per maltrattanti”.

La panchina rossa vuole essere un simbolo per non dimenticare e mantenere elevata la soglia di attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne,è stata installata nella centrale piazza Madonna della Neve, a due passi dal municipio

Una evoluzione della campagna nazionale delle scarpette rosse, che da qualche anno è diventata una delle simbologie legate alla lotta contro il femminicidio. La panchina rossa, simbolo delle battaglie contro il femminicidio diventa l’emblema universale del “posto occupato” da una donna vittima di violenza ed invita i cittadini a fermarsi a pensare e a non dimenticare tutte le vittime di discriminazioni e brutalità. Il colore rosso simboleggia il sangue delle ferite che le donne vittime di maltrattamenti subiscono ogni giorno.

Gli strumenti giuridici offerti dal legislatore con le due leggi emanate nel 2009 e nel 2013 sono importanti, – aggiunge Taglientema non sufficienti, se non utilizzati congiuntamente alla professionalità e al sapere scientifico, da parte di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, Amministrazioni e Enti, a vario titolo coinvolti nelle diverse fasi di prevenzione e repressione degli abusi.  Ciò vale soprattutto con riferimento alla tutela della vittima che ha denunciato la violenza e agli interventi nei confronti del maltrattante o dello stalker, quest’ultimo, in particolare, se già ammonito”

Presenti i genitori di Federica ed i suoi nonni materni, e le rappresentanze istituzionali di Crispiano, fra cui il vice sindaco Stefano Liuzzi, gli assessori, Sabrina Pontrelli, Rosanna Basile, Vito Paciulli, le consigliere di Crispiano Futura Anna Sgobbio e Chiara Lodeserto.

Presente a titolo personale anche il consigliere regionale Renato Perrini, che è di Crispiano, che non è  intervenuto, per una  saggia ed elegante decisione scelta di non connotare politicamente la manifestazione, e che su richiesta dai giornalisti interventi ha detto: “Ringrazio il presidente del consiglio comunale Argese e l’intera amministrazione per questa encomiabile iniziativa. Purtroppo cade anche in un momento particolarmente difficile per la intera comunità pugliese ed internazionale. Penso alle vittime dell’incidente di Andria ma anche all’attentato di Nizza. Questa panchina servirà a stimolare al riflessione su una problematica che è purtroppo molto presente e che dobbiamo tutti contribuire a risolvere”




Ballottaggi. A Brindisi vince la Carluccio. Il Pd ko in tutta la Puglia. Adesso cosa faranno Emiliano, Lacarra e Decaro ?

CdG Lacarra_Emiliano

nella foto, Emiliano e Lacarra, segretario regionale del Pd

Il voto a Brindisi  manda ko il Pd  assegnando la vittoria ai moderati e la fascia di sindaco ad Angela Carluccio, mentre la provincia di Taranto si colora di rosso, ed i grillini fanno il colpo e conquistano le uniche due piazze in cui erano rimasti in corsa dopo il primo turno, ovvero Noicattaro e Ginosa, che per la prima volta nella loro storia saranno governate da sindaci del Movimento 5 Stelle, conquistate con risultati plebiscitari, in linea con quanto avvenuto in scala più grande, a Torino e Roma. questo il risultato elettorale di una giornata elettorale in cui appena il 55 per cento degli elettori aventi diritto al voto, si è recato alle urne con la propria scheda elettorale.

Il dato più significativo che viene fuori  dalla giornata di ballottaggi che ha coinvolto 16 città in Puglia, e che  è stata proprio Brindisi (l’unico  capoluogo di provincia pugliese dove si votava), la  città a far registrare l’affluenza più bassa alle urne , dove ha votato soltanto il 41,4 per cento. è proprio quello dell’unico capoluogo di provincia al voto.

Il nuovo sindaco di Brindisi festeggia per le strade con gli eletori

nella foto Angela Carluccio  nuovo sindaco di Brindisi festeggia per le strade con gli elettori

E’ stata la Carluccio  candidata di una coalizione che riuniva Cor e liste civiche moderate appoggiate dall’ex presidente della Provincia, Massimo Ferrarese nonchè da  fuoriusciti della vecchia giunta dell’ex sindaco, il giornalista  Mimmo Consales (Pd)  dimessosi nello scorso febbraio dopo essere stato arrestato per una vicenda di tangenti nel settore dei rifiuti, e tornato libero ai primi di maggio, a ribaltare letteralmente il risultato del primo turno e diventare il primo sindaco donna di Brindisi grazie ai 14.798 voti ricevuto  il 51 %  di preferenze,  superando e battendo  l’imprenditore Nando Marino “prestato” alla politica, candidato del centrosinistra, fortemente voluto e sostenuto in particolare dal governatore regionale Michele Emiliano,   rimasto distaccato di 626 voti  raggiungendo il 48,8 per cento.

In provincia di Bari. Oltre alla sonora sconfitta di Noicattaro,  dove il 37enne pentastellato Raimondo Innamorato,  ottenendo oltre il 69% dei consensi ha prevalso  su Francesco Santamaria, un “veterano” del centrosinistra . Il Pd è riuscito a conquistare soltanto Ruvo di Puglia dove è stato eletto sindaco Ninni Chieco  con 6.900 voti,  e Palo del Colle  con Anna Zaccheo (Pd e civiche.   Ad Adelfia ha vinto con il 72 per cento dei voti  il “centrista”  Giuseppe Cosola, che ha asfaltato il candidato del centrosinistra Franco Ferrante. Analogo risultato a quello conquistato a  Gioia del Colle  Donato Lucilla, che con il 67 per cento dei voti ha conquistato la fascia di primo cittadino  sconfiggendo in questo il forzista Giuseppe Gallo.

In provincia di Brindisi ,  Francesco Zaccaria del Pd ricevendo oltre 10mila voti raggiungendo il 53 per cento di voti si è imposto al ballottaggio a Fasano, prevalendo su Giacomo Rosato in una gara tutta interna al centrosinistra. Ma non sono mancate le sorprese anche negli altri 14 comuni chiamati al voto per il ballottaggio, come innanzitutto . A cominciare da quelli come Ginosa (Taranto)  e Noicattaro (Bari) , in cui il M5S  era riuscito a strappare la partecipazione al ballottaggio. A Ginosa, ha prevalso diventa sindaco con 9mila voti  Vito Parisi  sfiorando il 70 per cento delle preferenze surclassando al ballottaggio Vito De Palma, candidato alla guida di una coalizione capeggiata da Forza Italia che ha racimolato appena il 30 per cento. A Noicattaro  vince Raimondo Innamorato  che ribalta il risultato del primo turno e si impone con 8514 voti e il 69,5 per cento dei voti , diventando il primo sindaco grillino nella storia della cittadina alle porte di Bari, distaccando nettamente il candidato del centrosinistra Francesco Santamaria, fermatosi al 30 per cento.

In provincia di Foggia. Il Pd ha perso i due ballottagi: a Torremaggiore dove ha vinto il centrista  Pasquale Monteleone che ha battuto il suo avversario del centrosinistra, Salvatore Leccisotti.. Analogo risultato a  San Giovanni Rotondo,  elegge il conservatore Costanzo Cascavilla è stato eletto primo cittadino  avendo la meglio sul suo suo avversario di centrosinistra, Nardino Maruzzi.

In provincia di Lecce il Pd ha vinto a Gallipoli con il giovane candidato sindaco Stefano Minerva, “sponsorizzato” del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che è diventato sindaco con 5.810 voti e il 51 per cent, battendo l’unione di liste civiche guidate da  Flavio Fasano. A Nardò invece Pippi Mellone  candidato di di uno schieramento che riuniva da Casapound a Sel e Forza Italia,  ha battuto al “fotofinish”  il sindaco uscente Marcello Risi (Pd)

Nella provincia di Taranto escludendo  Ginosa ha prevalso il voto a sinistra, con un significativo numero di comuni che ha visto prevalere le liste legate a Sel . È accaduto a  Grottaglie, dove a capo di una coalizione guidata proprio da Sel , è risultato eletto sindaco Ciro D’Alo. Analoga situazione  a Laterza dove Gianfranco Lopane (Pd, a capo di liste civiche di sinistra) ha prevalso sull’avversario Francesco Perrone. Risultati questi in linea con il voto a San Giorgio Jonico, dove Mino Fabbiano (Sel con moderati) ha sconfitto Antonio Ponzetta che nei giorni scorsi era stato arrestato e subito dopo scarcerato, alla guida di una lista di centro  “sponsorizzata” da Gianfranco Chiarelli e  Renato Perrini i referenti tarantini del movimento politico  di  Raffaele Fitto . A Massafra ha prevalso la lista civica di Fabrizio Quarto, con le liste civiche di sinistra che ha raggiunto oltre il 70 per cento dei voti, sconfiggendo  Raffaele Gentile assessore uscente di Forza Italia.




Incendiata l’auto del consigliere regionale Perrini

CdG Renato PerriniLa  scorsa notte a Crispiano, in provincia di Taranto un incendio ha distrutto  una “Land Rover” l’autovettura di Renato Perrini consigliere regionale pugliese  dei Conservatori e Riformisti, che era parcheggiata in via Lapira. Non si esclude un gesto di intimidazione. Perrini è anche un imprenditore e presidente della  squadra di calcio locale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia di Massafra, che hanno avviato le indagini per accertare la natura dell’incendio.

Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca e Francesco Ventola consiglieri regionali del gruppo Conservatori e Riformisti nel condannare il vile gesto, hanno dichiarato che ” chi distruggendo l’auto dell’amico e collega Perrini crede di aver fermato la sua azione politico-sociale a favore del territorio ionico, non solo esprimiamo la nostra solidarietà, ma incoraggiamo Renato ad andare avanti assicurandogli tutta la nostra vicinanza e il nostro supporto nell’azione regionale che lui svolge con una passione unica e genuina. I delinquenti che stanotte hanno incendiato la sua auto, forse, proprio per questo hanno voluto minacciarlo per intimorirlo, sperando di fermarlo. Non ci riusciranno! Confidiamo che gli inquirenti facciano subito luce sull’episodio in modo che i responsabili siano assicurati alla Giustizia

L’europarlamentare Raffaele Fitto ha espresso “tutta la mia solidarietà e vicinanza all’amico Renato Perrini. L’atto intimidatorio di cui è stato vittima, sono certo,  non fermerà la passione e la genuinità che lo contraddistinguono come imprenditore, politico e tarantino doc.

La solidarietà al consigliere regionale Renato Perrini,è arrivata anche da parte del Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, attraverso il suo capogruppo Michele Mazzarano. “Esprimo tutta la mia solidarietà al collega Renato Perrini  per l’incendio della sua auto. Un episodio che merita la ferma condanna da parte di tutte le forze politiche ed istituzionali non solo tarantine. Sono fiducioso nel lavoro delle forze dell’ordine, mobilitate con tempestività per accertare i fatti“.

All’amico Renato Perrini la piena e totale solidarietà da parte del nostro Direttore e della redazione del Corriere del Giorno.




lLVA. Lo sciopero ed il corteo di Taranto: ma contro chi manifestavano ? Erano tutti lì !

Schermata 2016-02-10 alle 14.08.17E’ iniziato questa mattina alle 9  sotto un forte vento ed una incessante pioggia lo sciopero di quattro ore dei lavoratori del primo turno degli stabilimenti Ilva di Taranto, Novi Ligure, Racconigi e Marghera,  organizzato dai sindacati Fim, Fiom, Uilm, Usb e Flmu in concomitanza della scadenza per le manifestazioni di interesse al Ministero per lo Sviluppo Economico per l’affitto/vendita del Siderurgico. I lavoratori del secondo turno sciopereranno dalle 19 alle 23.

Dopo le assemblee svolte davanti allo stabilimento,circa 3mila lavoratori dell’ ILVA (sui complessivi 14.100 dipendenti dello stabilimento) hanno timbrato nei loro reparti e quindi sono usciti con gli indumenti di lavoro, e si sono riuniti all’ingresso delle portinerie A-D-Tubificio-Imprese-Varco Ima Porto Mercantile per salire sui bus messi a loro disposizione che li ha portati ponte di pietra Sant’Egidio nella città vecchia da cui è partito il corteo che ha attraversato via Garibaldi, corso Due Mari e Lungomare, per giungere sotto la Prefettura di Taranto, dove era previsto il sit in programmato.

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 Come annunciato è presente anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Con riferimento all’adesione alla manifestazione annunciata da Confindustria Taranto le organizzazioni sindacali hanno preso le distanze e precisato che “se qualsiasi imprenditore vorrà prendere parte all’iniziativa potrà liberamente farlo: in qualità di cittadino sarà accolto benevolmente. Al contrario non consentiremo la presenza di alcun logo e striscioni di qualsiasi associazione datoriale”. Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, presente all’incontro con il Prefetto ha detto: “Sosteneniamo l’iniziativa degli operai e dei sindacati, senza distinzioni politiche.  La richiesta al Governo é di avere chiarimenti sul processo che si avvia con la presentazione delle manifestazioni di interesse per l’acquisizione dell’ILVA. Questa fabbrica é troppo importante. Ha creato troppi danni e lutti per poter essere esclusa da una discussione aperta e democratica sul suo futuro e la sua riambientalizzazione e piú in generale, sul suo ruolo nella provincia di Taranto“. Continuando Emiliano ha detto “Chiediamo al governo chiarimenti sul processo che oggi si avvia con la presentazione delle manifestazioni di interesse all’acquisto del Siderurgico“. Uno dei manifestanti presenti alla iniziativa di mobilitazione gli ha urlato dal megafono: “Emiliano non esiste alcun piano B e C, lo stabilimento deve restare aperto. Esiste solo un piano A. Una volta per sempre, le passerelle si vanno a fare da un’altra parte“.

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nella foto il Presidente della Provincia Martino Tamburrano

Alla mobilitazione hanno aderito anche alcuni Comuni (presenti i gonfaloni dei comuni di Taranto, Monteparano, Pulsano, San Marzano di san Giuseppe, Crispiano e della Provincia di Taranto) e varie associazioni. Sono presenti alcuni consiglieri regionali, fra cui Cosimo Borracino (Sel) e Renato Perrini (Cor)

Il bando di vendita – hanno dichiarato i sindacati – non garantisce alcuna certezza sul futuro dello stabilimento e della città in generale. I lavoratori chiedono risposte certe sulla strategicità dello stabilimento Ilva di Taranto e della città. Con questa manifestazione,intendiamo rendere noto al prefetto di Taranto la grave situazione di preoccupazione in cui versano i lavoratori dell’Ilva e del suo indotto-appalto. Noi tutti intendiamo ricevere garanzie sull’ambientalizzazione del sito produttivo e del territorio e intendiamo rimarcare l’importanza della tutela di ogni singolo posto di lavoro».

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Vincenzo Cesareo, presidente Confindustria Taranto

nella foto, Vincenzo Cesareo, presidente Confindustria Taranto

Siamo con i lavoratori – ha dichiarato il presidente degli industriali jonici, Vincenzo Cesareocon cui condividiamo la preoccupazione per il futuro della nostra comunità. Siamo qui perchè non vediamo chiarezza, abbiamo visto un bando di cessione abbastanza frettoloso che apre mille interrogativi circa gli esiti. Auspichiamo che una ipotetica cordata si formi intorno a un imprenditore dell’acciaio magari italiano”. ” Ma se questo non dovesse accadere – ha continuato Cesareo – non disdegniamo una cordata con un investitore straniero”.

nella foto Ippazio Stefàno

nella foto il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno

Nel documento che annuncia la manifestazione si evidenzia che “i lavoratori ritengono fondamentale ottenere garanzie sull’ambientalizzazione del sito produttivo Ilva e la bonifica del territorio di Taranto, e ritengono indispensabile porre delle migliorie sulle strutture sanitarie. Chiedono altresì la tutela degli attuali livelli occupazionali dell’intero tessuto industriale tarantino“.

Resta da chiedersi se questa iniziativa sindacale abbia una logica, che avviene proprio quando dei gruppi industriali italiani ed esteri stanno valutando di investire una somma superiore a qualche miliardo di euro per rilevare l’ ILVA partecipando al bando pubblico.

Ad onor del vero non ricordiamo analoghe manifestazioni sindacali di protesta…. allorquando il Governo ha garantito due prestiti ponte con le banche per mezzo miliardo di euro, oltre agli ultimi 300 milioni di euro per garantire gli stipendi agli operai dell’ ILVA di Taranto !

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Schermata 2016-02-10 alle 14.07.48In quel caso i sindacati hanno preferito non farsi notare quando andavano a ringraziare i deputati tarantini del Pd, per essere riusciti a convincere il Governo a garantire i salari per i dipendenti dell’ ILVA, in un ‘azienda che sino a due anni fa era privata.

E non va neanche dimenticato anche quanto denaro arrivava ai sindacati durante la gestione Riva sotto varie forme di finanziamento e contribuzioni varie….

Al termine della manifestazione, svoltasi civilmente, democraticamente  e senza alcun problema di ordine pubblico le organizzazioni sindacali hanno consegnato al Prefetto di Taranto dr. Umberto Guidato un documento con le rivendicazioni che si conclude con la richiesta di un incontro urgente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.




Ecco come a Bari la politica fa “sistema” mentre a Taranto sono tutti contro tutti…

di Antonello de Gennaro

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nella foto, Matteo Renzi ed Antonio Decaro

Ieri pomeriggio il sindaco di Bari Antonio Decaro (Pd), vero braccio “operativo” di Matteo Renzi in Puglia,  ha incontrato i giornalisti, affiancato dai consiglieri comunali e metropolitani al completo, cioè di maggioranza ed opposizione, per rendere note le ultime “novità” in merito alla scelta della sede dell’Autorità portuale nella regione pugliese. “Come sapete – ha detto Decaroavevamo avviato un’azione per indurre il Governo ad applicare il metodo dei porti core  ed oggi il ministro Graziano Delrio, con cui ho parlato telefonicamente, mi ha  confermato ed autorizzato ad ufficializzare quanto aveva già anticipato  in una conferenza stampa a Taranto: il criterio che verrà attuato per scegliere le sedi del sistema della Autorità portuali è quello dei “porti core”, e quindi la Regione Puglia, che ha la particolarità di averne due, e che ha espresso chiaramente dai territori la volontà di mantenere le specificità esistenti, potrà vedere riconosciute le autorità portuali di Bari e Taranto indipendentemente dalla caratteristiche di natura amministrativa del confine regionale”.

E’ ben noto a tutti anche che abbiamo motivato con una nota al ministro la nostra richiesta   – ha aggiunto Decaro e con una serie di azioni che sono state compiute congiuntamente dalle forze politiche, tanto che sia all’interno del consiglio metropolitano sia all’interno del consiglio comunale tutte le forze, di maggioranza e di minoranza, hanno votato all’unanimità ordini del giorno “ad hoc” ed avviato iniziative di natura diversa per arrivare compatti allo stesso risultato, che oggi informalmente ci viene riconosciuto  dal ministro Delrio” 

nella foto, l'Autorità portuale Bari

nella foto, l’ Autorità Portuale di Bari

“La nostra presenza qui, così numerosi,  – ha proseguito il Sindaco di Bari – è dunque la conferma di un impegno condiviso a mantenere a Bari l’Autorità di sistema portuale per una serie di ragioni, che non sono certo campanilistiche. Da sempre  siamo consideratila porta verso la penisola balcanica ed il Medio Oriente; il nostro porto è uno scalo polivalente: abbiamo banchine al servizio dei traghetti ro pax per collegamenti sia con la Grecia e la Croazia sia con destinazioni che sono fuori Schengen, cioè Albania e Montenegro; abbiamo un traffico crocieristico che nel 2014 ha registrato 1milione 700mila passeggeri; un traffico merci cresciuto nel 2014 anno di circa il 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 5 milioni di tonnellate annue; il nostro porto è quasi saturo, nel senso che negli anni è stato fatto un lavoro straordinario che ci ha portato non solo a realizzare grandi infrastrutture ma anche ad esercitare una crescente capacità di attrazione di merci e passeggeri; senza dimenticare che un altro elemento a nostro favore è rappresentato dalle linee ro-ro che dal 2015 collegano Bari ai porti di Venezia, Ravenna e Patrasso con frequenza trisettimanale” 

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“Bari – ha ricordato De Caro – è uno dei porti core della rete europea TEN T, e lo è già da prima che lo diventasse il porto di Taranto. Rispetto alla città di Taranto abbiamo esigenze diverse, traffici diversi e mari diversi: per questo i nostri porti non sono in concorrenza, e ben venga il protocollo che è stato sottoscritto qualche giorno fa, proprio a Taranto, per una maggiore collaborazione tra i porti pugliesi. Noi siamo pronti a collaborare. Spero anzi che quel protocollo possa essere esteso ad altre realtà meridionali. In quest’ottica chiederò al sindaco di Brindisi un incontro per condividere con convinzione un percorso di sviluppo nell’ambito del nuovo quadro strategico della portualità e della logistica“.

Una specificità del porto di Bari rispetto ad altri è proprio l’essere scalo polivalente – ha concluso il Sindaco De Caro  insieme al fatto di essere gestito in autonomia dall’Autorità portuale. Non è possibile pensare di gestire l’operatività di un porto di queste dimensioni e con questa complessità avendo la sede dell’Autorità di sistema portuale in un’altra città. La presenza, qui al mio fianco, di tanti consiglieri comunali e metropolitani di maggioranza e opposizione, è la testimonianza concreta di una volontà unitaria, condivisa anche dagli operatori portuali, di mantenere la specificità del nostro porto”.

CdG porto TarantoEcco cari lettori come i baresi ancora una volta dimostrano di saper fare “squadra” mentre a Taranto,  salvo rare eccezioni come i deputati Michele Pelillo e Ludovico Vico del Pd  che si stanno battendo per mantenere l’Autorità Portuale a Taranto, la politica tarantina è letteralmente assente, frastagliata, conflittuale, dove ognuno pensa ai propri interessi clientelari ed elettorali. Basti pensare ad esempio al centrodestra tarantino (on. Gianfranco Chiaeelli ed il consigliere regionale Renato Perrini) che fa riferimento all’ On. Raffaele Fitto è letteralmente incapace di reagire agli attacchi, le pressioni ed interrogazioni parlamentari dei loro colleghi di partito del barese, o alla spaccatura nel centrosinistra dove un consigliere comunale Gianni Liviano,  eletto lo scorso maggio alle Regionali nelle liste di Michele Emiliano quando costui era segretario regionale del Pd, che al Comune di Taranto fa opposizione insieme a due consiglieri comunali (Venere e Capriulo) alla giunta di centrosinistra in cui il Pd è presente, probabilmente per non essere stati “accontentati”….Per avere notizie dei due deputati eletti dal Movimento 5 Stelle a Taranto e cioè Alessandro Furnari e Vincenza Labriola bisogna rivolgersi al programma “Chi l’ha visto ?” o recarsi alla cassa del Banco di Napoli a Montecitorio dove a fine mese i due passano ad incassare i circa 20mila euro di stipendio, senza muovere un dito per Taranto e la sua provinci !

Per finire poi basti vedere chi è delegato a gestire i soldi pubblici, provenienti dalle “casse” delle imprese, ditte, artigiani e commercianti di Taranto e provincia, che vengono gestiti da qualcuno come un “giardinetto privato”, pensando ai propri affari, o persino facendo la “guerra” sotterranea istituzionale alla politica, in realtà per antipatie e motivi affaristici personali, in particolare al Sindaco di Taranto Stefàno ed al Presidente della Provincia Tamburrano,  a chi arriva a criticare nell’interviste rilasciate sotto “dettatura”  l’ incapacità della politica tarantina di “incidere nelle scelte regionali e nazionali“.

Come ci si può lamentare quindi dei “cugini” baresi ? Cari tarantini, politici e non, sindacalisti ed ambientalisti, imprenditori ed affaristi, ma vi siete accorti che la città di Taranto è arrivata alla canna del gas, che la gente, le imprese sono allo stremo delle forze, che l’economia, il commercio, l’artigianato sono sull’orlo della bancarotta ? E’ questa la Taranto che volete lasciare ai vostri figli, ai vostri nipoti ?

Fatevi tutti un bell’esame di coscienza. Se ne siete capaci.




Conservatori & Riformisti o “Dilettanti allo sbaraglio” ?

Schermata 2015-12-09 alle 15.04.11Il Nuovo Quotidiano di Puglia, edito dal Gruppo Caltagirone (proprietario della Cementir a Taranto n.d.r.) nella sua edizione di Taranto questa mattina ha “strillato” in prima pagina dando voce e spazio all’accoppiata Chiarelli & Perrini, rispettivamente deputato e consigliere regionale del nuovo “partitino” di Raffaele Fitto, i Conservatori & Riformisti, sulla decisione non ancora sciolta su dove ubicare la sede dell’ Authority.

Schermata 2015-12-09 alle 15.42.31Nei giorni scorsi (vedi QUI) e per l’esattezza il 4 dicembre, avevamo già segnalato in un nostro articolo la contrapposizione esistente fra esponenti baresi e tarantini all’interno del Pd, partito che guida il Governo ed anche la Regione Puglia, ma anche evidenziato una guerra interna al “partitino” di Fitto, sulla disputa in corso fra  Bari e Taranto per la  scelta sulla sede della nuova Autorità Portuale, segnalavando un inutile e dannoso ulteriore campanilismo proveniente dai banchi dell’opposizione dei Conservatori e Riformisti ,  con le dichiarazioni dell’ on. Antonio Di Staso.

Il deputato barese dei  Conservatori & Riformisti aveva dichiarato che “L’auspicio è che il colloquio fra il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, sul mantenimento dell’Autorità portuale nel capoluogo pugliese sia stato di natura istituzionale e non di natura politica, fra due esponenti del Partito democratico. La comunità barese merita di conservare l’autorevolezza del suo scalo portuale e, quindi, è auspicabile che in modo sinergico tutte le istituzioni e forze politiche locali si muovano con grande spirito di unità per ottenere un risultato che personalmente, insieme ai colleghi Nuccio Altieri e Benedetto Fucci, stiamo rincorrendo anche alla Camera. Il 18 novembre scorso, proprio al ministro Delrio, abbiamo presentato un’interrogazione nella quale abbiamo sottolineato proprio quelle caratteristiche che oggi il sindaco Decaro ha illustrato al ministro Delrio, a cominciare dall’importanza strategia sul piano geografico e strutturale che il porto di Bari ha rispetto ai Paesi dell’Est, non caso il porto di Bari viene definito la “Porta verso l’Oriente”, proprio per sottolineare quell’essere crocevia non solo di scambi materiali, ma anche di culture e popoli”.  

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nello foto, l’on. Antonio di Staso

Nello stesso tempo mi preme sottolineare   – aggiungeva Di Staso che questa non deve e non può essere una guerra di campanile fra Bari e Taranto, in quest’ultima città è indubbiamente  presente un sistema portuale di grande rilevanza commerciale e industriale. La speranza, visto che la Puglia paga sempre prezzi altissimi sul piano delle Infrastrutture a vantaggio di altre regioni del Nord, è quella che il Governo possa mantenere nella nostra regione, che ha 8oo chilometri di costa, anche due Autorità portuali, chiaramente con funzioni e servizi diversi. Ma per ottenere questo risultato, ribadisco, sinergicamente e trasversalmente dobbiamo tutti impegnarci nella stessa direzione“.

Le dichiarazioni ed interrogazioni parlamentari dell’ on. Di Staso,  erano in aperta contrapposizione con il loro collega di partito, il consigliere regionale Renato Perrini il quale dimenticando ( o contrastando ?)  le affermazioni dei suoi amici baresi di partito, strumentalizzava il fatto che Delrio e Decaro appartengono al medesimo partito politico. “Fuori le amicizie politiche dalle scelte strategiche della nostra regione – ha detto Perrini –  L’Autorità portuale pugliese deve essere Taranto, non per ragioni campanilistiche ma perché è obiettivamente la struttura portuale meglio attrezzata e più tecnologicamente avanzata. L’inaugurazione della ‘piastra logistica’, poi, la rende sicuramente adeguata a essere capofila dei porti pugliesi. Il ministro alle Infrastrutture, Delrio, lo sa e non cambierà idea solo perché a chiederglielo è il suo amico renziano, Decaro.

Il nostro articolo si concludeva con una riflessione: “Il deputato martinese Gianfranco Chiarelli invece stranamente tace. Nessuna interrogazione parlamentare. Ha forse paura di esporsi ?” Dopo  5 giorni di imbarazzante silenzio, l’on. Chiarelli  ha pensato di ritrovare il fiato in accoppiata con il “fido” consigliere regionale Renato Perrini per rilasciare al Nuovo Quotidiano delle dichiarazioni, pressochè inutili, e  che lasciano ben poche speranze per chi crede nella crescita ed evoluzione del movimento politico di Fitto:  “E’ in atto un tentativo di penalizzare, ancora una volta Taranto” hanno detto i due esponenti tarantini dei Conservatori e Riformistiaggiungendo “Taranto è la sede naturale per la rilevanza dei traffici, per la posizione strategica nel Mediterraneo, per quanto è stato garantito dal Governo“. Ma evidentemente nessuno dei due è abbastanza informato, altrimenti saprebbero anche che   il porto di Taranto è da mesi pressochè “paralizzato”.

Schermata 2015-12-09 alle 15.37.58La fuga dei terminalisti da Taranto è avvenuta in quanto i loro principali clienti hanno navi transoceaniche che non potevano attraccare al porto di Taranto per l’ assenza di dragaggi, né potevano costringere i loro clienti ad utilizzare navi piccole per fare un favore all’ Autorità Portuale di Taranto ! Nel 2010 Evergreen-Tct avvisò le autorità competenti che delle navi di grandi dimensioni sarebbero entrate in servizio dal 2014e   per questo venne firmato l’accordo del 2012 che prevedeva la realizzazione dei lavori infrastrutturali necessari entro due anni. Un accordo non mantenuto da parte dell’ Autorità Portuale di Taranto, con un ritardo di un anno, che ha costretto le compagnie a trasferire in altri porti le navi, come l’ Evergreen, che ha trasferito la flotta al Pireo ed i container nel Porto di Livorno,  che non a caso ha incrementato il proprio traffico del +33%.  Taranto si è “autopenalizzata” per dei ritardi ingiustificati, mentre altri porti del Mediterraneo si sono attrezzati stringendo anche rapporti commerciali che hanno  letteralmente “isolato” il porto tarantino.

Come non sorridere quindi quando l’on. Chiarelli e Perrini sostengono che per evitare quello che chiamano uno “scippo”, sia necessario che “il territorio affronti in modo coeso quella che si presenta come una vera e propria battaglia” ??? E Fitto come mai tace ? Ha dimenticato di essere un parlamentare europeo ?

Non vogliamo fare i difensori d’ufficio in questa sede del Ministro  Delrio o del Governatore Emiliano, ma è bene ricordare che nessuno dei due era in carica al Ministero o in Regione, quando si “celebrava” il disastro nel Porto di Taranto. Chiarelli e Fitto invece erano in Parlamento. Come mai si svegliano ed accorgono soltanto ora del disastro portuale tarantino e della disputa sulla decisione su dove collocare l’Autorità Portuale ? Si accusano gli esponenti del Pd di non mettersi d’accordo, ma nel frattempo anche all’interno del gruppo fittiano dei Conservatori e Riformisti in Puglia non sembra esserci la necessaria coesione politic, sopratutto in virtù del fatto che quest’ultimi non possano influire o influenzare minimamente sulle decisioni.




Scontro nel Pd . Mazzarano attacca Decaro sulla contesa sede per l’Autorità portuale

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nella foto, Michele Mazzarano (Pd)

La scelta della sede dell’Autorità portuale che il governo Renzi ha individuato in Taranto, viene ancora oggi contestata anche da Bari , e crea un corto circuito interno al Partito democratico in Puglia. Il capogruppo del PD in Regione, il tarantino Michele Mazzarano, attacca intelligentemente , senza mai citarlo, il sindaco di Bari Antonio Decaro che nei giorni scorsi, aveva riferito di aver ricevuto della rassicurazioni dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sulla la possibilità di ritornare sui suoi passi sulla decisione in merito all’ Autorità Portuale che qualora vera fornirebbe qualche possibilità per Bari. Ma Mazzarano non accetta questo “giochetto” barese e dice: “Il nuovo piano nazionale della Logistica è una buona occasione per rendere semplice, razionale e competitivo il sistema portuale italiano. La scelta di fare di Taranto la sede unica di Autorità portuale in Puglia è una scelta saggia che riconosce la primazia del porto jonico. Apprendere che sono in corso interferenze campanilistiche tendenti a mettere in discussione tali scelte, è sconfortante” aggiungendo “La ‘piastra logistica’ inaugurata mercoledì a Taranto dal ministro Delrio  è l’ennesima dimostrazione di forza e attrazione che rendono il porto jonico ancora più competitivo agli investitori nazionali ed esteri“.

Ma sulla questione tra Bari e Taranto , anche dai banchi dell’opposizione dei Conservatori e Riformisti si battaglia sullo squallido campanilismo.  Secondo l’ on. Di StasoL’auspicio è che il colloquio fra il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, sul mantenimento dell’Autorità portuale nel capoluogo pugliese sia stato di natura istituzionale e non di natura politica, fra due esponenti del Partito democratico. La comunità barese merita di conservare l’autorevolezza del suo scalo portuale e, quindi, è auspicabile che in modo sinergico tutte le istituzioni e forze politiche locali si muovano con grande spirito di unità per ottenere un risultato che personalmente, insieme ai colleghi Nuccio Altieri e Benedetto Fucci, stiamo rincorrendo anche alla Camera. Il 18 novembre scorso, proprio al ministro Delrio, abbiamo presentato un’interrogazione nella quale abbiamo sottolineato proprio quelle caratteristiche che oggi il sindaco Decaro ha illustrato al ministro Delrio, a cominciare dall’importanza strategia sul piano geografico e strutturale che il porto di Bari ha rispetto ai Paesi dell’Est, non caso il porto di Bari viene definito la “Porta verso l’Oriente”, proprio per sottolineare quell’essere crocevia non solo di scambi materiali, ma anche di culture e popoli”

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Nello stesso tempo mi preme sottolineare   – aggiunge Di Staso che questa non deve e non può essere una guerra di campanile fra Bari e Taranto, in quest’ultima città è indubbiamente  presente un sistema portuale di grande rilevanza commerciale e industriale. La speranza, visto che la Puglia paga sempre prezzi altissimi sul piano delle Infrastrutture a vantaggio di altre regioni del Nord, è quella che il Governo possa mantenere nella nostra regione, che ha 8oo chilometri di costa, anche due Autorità portuali, chiaramente con funzioni e servizi diversi. Ma per ottenere questo risultato, ribadisco, sinergicamente e trasversalmente dobbiamo tutti impegnarci nella stessa direzione“.

Ma controbatte  il consigliere regionale di Oltre con Fitto, (ora Conservatori e Riformisti) Renato Perrini, anch’egli di origine della provincia tarantina il quale dimentica le affermazioni dei suoi colleghi di partito e strumentalizza il fatto che Delrio e Decaro appartengono al medesimo partito politico. “Fuori le amicizie politiche dalle scelte strategiche della nostra regione . L’Autorità portuale pugliese deve essere Taranto, non per ragioni campanilistiche ma perché è obiettivamente la struttura portuale meglio attrezzata e più tecnologicamente avanzata. L’inaugurazione della ‘piastra logistica’, poi, la rende sicuramente adeguata a essere capofila dei porti pugliesi. Il ministro alle Infrastrutture, Delrio, lo sa e non cambierà idea solo perché a chiederglielo è il suo amico renziano, Decaro. Il deputato martinese GianfrancoChiarelli invece stranamente tace. Nessuna interrogazione parlamentare. Ha forse paura di esporsi ?

Molto più serio il giudizio del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, “Taranto e Bari, facendo parte dello stesso Corridoio della Rete TEN-T, hanno uguali criteri, per cui entrambi i porti hanno titolo di divenire sede di Autorità Portuale. Bisogna solo decidere se vale la pena averne due o solo una. I due porti in ogni caso dovranno lavorare in maniera coordinata , evitando inutili battaglie. Non deve esistere alcun derby tra i due porti. Non credo che la questione sia dirimente, si troverà certamente un accordo. Credo sia più importante concentrare l’attenzione sui clienti dei porti. Tutto il resto conta abbastanza poco“.




Fitto sfida Salvini, Meloni e Berlusconi: facciamo le primarie nel centrodestra

Raffaele Fitto ex governatore pugliese, di famiglia democristiana, europarlamentare, leader dei ‘Conservatori e riformisti‘,  dal palco del Teatro Olimpico di Roma, ha chiesto ancora una volta di fare le primarie del centrodestra, e lo ha chiesto pubblicamente a Silvio Berlusconi ed a Matteo Salvini, che erano a Bologna in una manifestazione comune con la Meloni.

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Dal palco del Teatro Olimpico , Fitto, ha lanciato una sfida agli ex-compagni di partito ed alleati, che erano in  Piazza Maggiore a Bologna: “Non è il centrodestra del vaffa di cui abbiamo bisogno. Non bisogna avere paura delle primarie. Facciamole e mettiamo in campo un centrodestra del futuro capace di costruire un’alternativa a questo governo“.

Come scenografia  il simbolo del partito, un leone gigante in legno “che vuole sfidare tutto e tutti“. La convention dura appena un’ora. La sala è piena. Ci sono circa 1500 persone arrivate con pullman da tutta Italia. “Questa è la posizione che cercavamo da anni”, dice qualcuno entrando. I sostenitori  sono giunti dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Veneto, dalla Toscana, dalla Campania e dalla Basilicata. Da molte zone del Lazio, mobilitate da Luciano Ciocchetti (un ex UDC)  e non potevano mancare i pugliesi” . Infatti,  ad ascoltare gli accenti in platea in realtà sembrava  di stare in Puglia. Presenti fra il pubblico l’on. Gianfranco Chiarelli ed il consigliere regionale Renato Perrini.

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Con questa mini-convention romana, Fitto esce dai confini della sua Puglia per lanciare come lui stesso l’ha definita “una sfida nazionale“. Dietro le quinte una vecchia “conoscenza” del centrodestra: Luigi Crespi, proprietario di Datamedia, ed primordiale sondaggista di Silvio Berlusconi, poi spin-doctor (non molto fortunato…) di Bobo Craxi, e di Gianni Alemanno durante il suo incarico di Sindaco di Roma. Era un anno fa, quando sul Corriere della Sera, Crespi dichiarava “Oh mamma mia. Usciamo dal film. Non siamo mica dentro House of cards . Io non sono lo spin doctor di nessuno. Io faccio comunicazione, creo eventi, non sono portavoce o ghostwriter di nessuno”.

Ma adesso gli eventi, Crespi li crea per Raffaele Fitto, il principale oppositore di Berlusconi dentro Forza Italia, prima di lanciare il suo nuovo movimento politici. “Veramente con Raffaele Fitto lavoro già dai tempi delle Europee, da marzo di quest?anno. Non capisco perché venga fuori adesso questa notizia. Io tiro la volata a tanta gente. Destra, sinistra” Ma, a destra e sinistra chi c’è, chiedeva il Corriere della Sera ? “Mara Carfagna e Stefano Caldoro, Bobo Craxi. Ma non ho voglia di fare nomi. Sono clienti che chiedono di costruire un?immagine ed avere consensi. Io cerco di accontentarli. Come devo ripeterlo che con il contenuto politico io non c’ entro niente? Io sono a favore dell’ eutanasia, dei matrimoni gay, della legalizzazione delle droghe leggere: pensa che uno come Fitto potrebbe seguire queste mie indicazioni politiche?“.  

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nella foto l’on. Chiarelli ed il consigliere regionale Perrini

Non siamo antagonisti alla piazza di Salvini – ha detto Fitto dal palcoscenico di Roma – ma in questo modo loro consegnano l’Italia a Renzi” citando con disinvoltura David Cameron “Noi in Europa siamo con il premier britannico. Come fa Berlusconi a parlare prima con la Merkel e poi con Salvini che in Europa è con la Le Pen?“.

Fitto non nasconde di non apprezzare la decisione del leader di Forza Italia di salire sul palco della Lega: ” Berlusconi ha sbagliato. Così facendo consegna a Salvini una leadership in modo frettoloso. Invece va costruito un centrodestra ampio“. Ad ascoltare Fitto c’è anche qualche fuoriuscito di Forza Italia. Maurizio Bianconi prova a fare due calcoli:  “Berlusconi  ha perso 13 milioni di voti. Ha il record mondiale. E il patto del Nazareno è un patto di potere tra Matteo Renzi e Denis Verdini“.

Questa non è una contro manifestazione – ha detto Fittoma bisogna dare, vogliamo dare voce ai milioni di italiani che hanno abbandonato il centrodestra, le elezioni e le istituzioni. A tutti coloro che non partecipano più“. In pratica i Conservatori e Riformisti chiedono un’alleanza di tutto il centrodestra e cercano di approfittare e pescare consensi dall’emorragia di Forza Italia per riconquistare tutti quei voti che sono andati perduti.

Il cammino è lungo, ed arduo, ma notoriamente a Raffaele Fitto piacciono le sfide impossibili. A volte le vince anche.