FdI NELL’OSPEDALE COVID ALLA FIERA DEL LEVANTE DI BARI:”UNO SPRECO: SPESA RADDOPPIATA”

FdI NELL’OSPEDALE COVID ALLA FIERA DEL LEVANTE DI BARI:”UNO SPRECO: SPESA RADDOPPIATA”

Sopralluogo dell’eurodeputato Raffaele Fitto assieme al parlamentare Marcello Gemmato e a sei consiglieri regionali di Fratelli d’ Italia: “Spesi 17 milioni per 28 posti di rianimazione: a settembre la cosa accadrà con la campionaria?”

di ANTONELLO de GENNARO

In occasione del sopralluogo all’interno della struttura del nuovo ospedale temporaneo realizzato presso la Fiera del Levante a Bari, il co-presidente del gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto insieme al deputato e coordinatore pugliese di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato con i sei consiglieri regionali di Fdi, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo, hanno espresso non poche perplessità sulla realizzazione di questo ospedale.

“Abbiamo voluto verificare con mano – ha dichiarato Raffaele Fittovisitando sul posto questa struttura, e prendiamo atto di alcuni elementi che ci aumentano le preoccupazioni. La spesa preventivata di circa 10 milioni si è quasi raddoppiata, superando a oltre 17 milioni. E prendiamo atto che per questa struttura sono previsti 14 posti letto di terapia intensiva, che potrebbero diventare potenzialmente 28″

Secondo Fitto si tratta di un vero e proprio spreco di denaro pubblico. “Sarebbe bastato distribuire i 14 posti letto di rianimazione in tutti i reparti Covid in Puglia e avremmo aggiunto 3-4 posti in ogni ospedale, evitando di realizzare una struttura sulla cui funzionalità abbiamo forti dubbi e, soprattutto, avremmo evitato lo spreco di danaro. Oltre ai costi di realizzazione, va aggiunto anche un affitto di 111mila euro al mese. E poi ha concluso ci sono forti dubbi anche sul futuro di questa struttura: quanto tempo durerà, come sarà organizzata e per fare cosa? E con quale personale?“. 

“Appare evidente ieri lo spreco di danaro pubblico, il costo è quasi raddoppiato, 17 milioni per soli 14 posti letto di terapia intensiva estensibili a 28 – ha ribadito l’ on. Marcello GemmatoPer tutto il resto si parla di ricoveri ordinari Covid che potevano essere allocati in altre strutture, a cominciare da quelle chiuse da Emiliano. Che ne sarà poi della Fiera del Levante? A settembre dovrebbe esserci la Campionaria, come potranno mai convivere una una esposizione fieristica ed i visitatori con un ospedale Covid?“.

“Siamo qui per questo per capire, cose che non sono date sapere. Questi posti potevano essere creati riavviando strutture già esistenti, basti pensare a Terlizzi e Triggiano – ha aggiunto Gemmatoospedali chiusi in questi anni dalla sinistra di Vendola ed Emiliano. Nelle linee guida del ministero della Salute non sono previste strutture lontane da quelle esistenti”.

Il consigliere regionale capogruppo di Fratelli d’ Italia, Ignazio Zullo invece ha contestato tutta la pianificazione sanitaria regionale. “Se abbiamo dei tassi di mortalità fra i peggiori d’Italia e un numero di contagi elevato è perché le scelte strategiche in tema di sanità sono sbagliate. E questo è uno degli esempi. Si pensa alla terapia intensiva e non alla prevenzione e all’assistenza territoriale e domiciliare, con presa in carico più precoce possibile del paziente Covid per evitare che arrivi in terapia intensiva. Dovremmo guardare al futuro con meno letti su terapia intensiva”.

Il personale destinato a questa struttura resta il problema principale, La struttura non ha ancora aperta ufficialmente voluta da Emiliano e Lopalco comincerà ad operare con l’apertura di un solo modulo di rianimazione che può ospitare sino a 14 pazienti, e qualora la pandemia non dovesse bloccarsi si aprirà un secondo modulo per altri 14 posti. Gli altri posti invece verranno dedicati alla sub intensiva o medicina Covid (malattie infettive, pneumologia). , ed i primi pazienti forse saranno trasferiti a metà febbraio, .

Una struttura ospedaliera con 154 posti letto prevede almeno 3 infermieri e 1 medico per ogni posto, e quindi conseguentemente saranno necessari circa 600 operatori sanitari. Per questo motivo inizialmente non saranno attivati tutti i posti letto, che dovranno essere attivati in base al numero di operatori sanitari a disposizione.

Il commissario del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, ha deciso per il momento di trasferire cinque reparti con tutto il personale a seguito, quindi verranno trasferiti in Fiera i posti letto di Terapia intensiva, Terapia intensiva respiratoria, Nefrologia e quelli di area internistica relativi alle unità operative di Medicina Interna Murri ospedaliera e Medicina Interna Baccelli. Al Policlinico invece resteranno i posti letto Covid dei plessi di Malattie Infettive della clinica D’Agostino e della palazzina Brienza.

E’ stato proprio Dattoli a fare da padrone di casa in occasione della visita della delegazione di Fratelli d’ Italia, il quale non ha nascosto che per attivare di un maggior numero di posti letto di terapia intensiva è necessario un conseguente potenziamento del personale sanitario.

Dattoli ha dichiarato che sono in corso le assunzioni di diverse decine di infermieri, “il bando è scaduto il 29 gennaio, di operatori socio sanitari che prenderemo dalla graduatoria regionale fatta dagli Ospedali Riuniti di Foggia, e diverse decine di medici”.

Il piano prevede, per ora, l’attivazione di uno o due moduli di terapia intensiva, chiaramente anche gli altri moduli un domani, se dovesse servire, potrebbero essere trasformati in reparti di rianimazione” ha spiegato Dattoli “L’attivazione di 28 posti letto, per adesso, è coerente con il momento pandemico che viviamo. Da un punto di vista impiantistico tutti i moduli possono essere trasformati in reparti di rianimazione, poi è chiaro che una organizzazione di posti letto di terapia intensiva, in termini di personale, presenta altre problematiche che dovranno essere affrontate”.

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