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4 Ottobre 2022 06:38
4 Ottobre 2022 06:38

Operazione “Fisheye” della Polizia di Stato nella città vecchia. Effettuati 16 arresti

Roberto G.Petitto
Roberto G.Petitto

Nelle prime ore di ieri mattina, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto, 150 poliziotti della Squadra Mobile e delle Volanti della Questura di Taranto coordinati  dal dirigente Roberto Giuseppe Petitto, coadiuvati dagli omologhi uffici di Bari, Brindisi, Lecce e Matera, da 6 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Bari , 5 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, 3 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Potenza, due squadre del Reparto Mobile di Taranto, due unità cinofile della Questura di Bari ed un elicottero, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.  Al momento sono state eseguite 16 delle 18 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Lecce.

Antonio Pizzolla
Antonio Pizzolla

L’indagine ha preso origine dall’agguato a colpi di pistola dello scorso 6 gennaio 2014 nei confronti del pluripregiudicato Antonio Pizzolla, a capo di una nota famiglia malavitosa della Città Vecchia, avvenuto proprio nel circolo ricreativo di via Cava, in cui venne “gambizzato” cioè colpito dai colpi d’arma da fuoco alle gambe con una prognosi di 20 giorni. Il giorno dopo gli agenti della Polizia di Stato nel corso delle conseguenti indagini, durante un sopralluogo nel circolo ricreativo, video al loro arrivo un giovane darsi alla fuga nei vicoli della città vecchia, nascondendo nella tasca di un giubbotto qualcosa che aveva in mano.

Margherita Lombardi
Margherita Lombardi

Nella porta del circolo gli agenti rintracciarono un proiettile conficcato, di calibro 7.65. Fu da lì che gli uomini della squadra Mobile che decisero di indagare nel mondo dello spaccio, e venne quindi piazzata una microcamera che filmò tutte le attività che hanno dato origine all’operazione-blitz di ieri che ha letteralmente paralizzato la città vecchia. Secondo le accuse, la presunta organizzazione sgominata era dedita allo spaccio di cocaina, eroina, hascisc, marijuana e metadone. Sono state documentate fino a 100 cessioni al giorno di sostanze stupefacenti fra cui cocaina, eroina, hascisc,   marijuana e metadone.

Nel solo mese di aprile 2014 sono state accertate ben 660 cessioni di sostanza stupefacente anche alla presenza dei figli minorenni degli indagati. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 6.000 euro la gran parte in possesso del Pizzolla, e numerose dosi di eroina, cocaina ed hashish.

Denise Pizzolla
Denise Pizzolla

Grazie all’ausilio di alcune telecamere appositamente installate nei vicoli della città vecchia, si è potuto documentare l’esistenza di un gruppo criminale capeggiato da Antonio Pizzolla, coadiuvato dalla moglie Margherita Lombardi, dai suoi figli Alessandro Pizzolla, Moris Pizzolla, Denise Pizzolla, e dal genero Giuseppe Pavone, in veste di promotori, dirigenti e organizzatori. Base dell’organizzazione era la città vecchia, che era diventata il baricentro dello spaccio a cielo aperto.

Giuseppe Pavone
Giuseppe Pavone

Gli altri arrestati a vari titolo avevano l’incarico di approvvigionare il gruppo e di organizzare l’acquisto ed il trasporto delle partite di droga da immettere nel mercato. Inoltre avevano anche il compito di spacciare le sostanze stupefacenti nella zona esterna ad un circolo ricreativo riconducibile al capo dell’organizzazione, Antonio Pizzolla, ubicato in Largo San Gaetano, dove era ubicata anche l’abitazione dei Pizzolla, e di fronte ad un altra unicazione distante una decina di metri utilizzata come rifugio in base alle esigenze delle “famiglie” dell’ “organizzazione” malavitosa, anche in caso di presenza di pattuglie delle forze dell’ordine. Nel corso dell’indagine ai fini di un riscontro si è proceduto al sequestro amministrativo a carico di numerosi “tossici” di varie tipologie di sostanze stupefacenti: cocaina, eroina, hashish, metadone e marijuana.

i pm Coccioli e Buccoliero
i pm Coccioli e Buccoliero

Gli uomini della Polizia di Stato hanno provveduto ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmati dal Gip del tribunale di Lecce dr. Vincenzo Brancato su richiesta del pm della Dda di Lecce, dr. Alessio Coccioli e dal collega dr. Mariano Buccoliero della Procura di Taranto per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nei confronti dei componenti dell’organizzazione criminale in cui ogni componente aveva un ruolo “assegnato”. Gli investigatori hanno identificato anche i ruoli ricoperti dai componenti del gruppo. Dal collettore di denaro, al “palo”, dallo spacciatore all’addetto al trasporto della droga.

Pizzolante
Michele Pizzolante

A capo dell’organizzazione erano il pluripregiudicato Antonio Pizzolla,  47 anni, e sua moglie Margherita Lombardi, 45anni, anch’ella pregiudicata, ed il figlio pregiudicato Moris Pizzolla 21enne e Denise Pizzolla, di 26 anni quest’ultima convivente del pregiudicato Giuseppe Pavone, 27enne. Dell’ acquisto e trasporto si occupavano Paolo Ciccolelella, di anni 50 pluripregiudicato, e già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Taranto, insieme al pregiudicato Alessandro D’ Antoni, 28anni, il pluripregiudicato Giuseppe D’ Antoni, di anni 34, ed il pregiudicato Majco D’ Antoni di anni 20,  Cosimo Marinò di anni 22 pregiudicato, e  Mario Resta di anni 21, pregiudicato.

CdG Ida Chioppa
Ida Chioppa

All’esterno del circolo ricreativo,  dove in realtà c’era prevalentemente lo spaccio di di droga facevano da “palo” e di spacciatori stradali,  la pregiudicata 26enne Ida Chioppa, il pregiudicato di 23 anni Cosimo Damiano Caforio, ed i pregiudicati componenti della famiglia Pizzolante, Michele  53 anni, Salvatore  46 anni e Simone di 23 anni. Fra i “clienti” identificati dalla Polizia di Stato persino un sottufficiale della Marina Militare ed un architetto.

Cosimo D. Caforio
Cosimo D. Caforio

La “clientela” dedita all’uso di droghe proveniva da tutti i quartieri di Taranto,  ma anche dai comuni della provincia. Carosino, Castallaneta, Ginosa, Grottaglie, Lizzano, Massafra e Martina Franca. Fra le persone identificate dalla Polizia di stato anche “clienti” provenienti da Alberobello, Bari, Cisternino, Francavilla Fontana, Gioia del Colle, e persino Reggio Calabria !

Alla conferenza stampa tenutasi presso la Questura di Taranto, hanno partecipato il dr. Cataldo Motta Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, il dr. Franco Sebastio capo della Procura della Repubblica di Taranto, i pm Coccioli e Buccoliero, il nuovo Questore di Taranto dr. Stanislao Schimerra ed il capo della Squadra Mobile tarantina dr. Roberto Giuseppe Petitto. 

Alessandro D' Antoni
Alessandro D’ Antoni
Simone Pizzolante
Simone Pizzolante
Morris Pizzolla
Morris Pizzolla
Mario Resta
Mario Resta
Salvatore Pizzolante
Salvatore Pizzolante
Giuseppe D' Antoni
Giuseppe D’ Antoni
Marinò
Cosimo Marinò
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