MENU
18 Febbraio 2026 21:55

La Procura di Bari chiede il fallimento della Edisud spa, società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno

L'editore Ciancio, che ha la quasi totalità delle azioni, ha disertato ancor una volta l'assemblea confermando il suo disimpegno dalla gestione editoriale della Gazzetta del Mezzogiorno

ROMA – I pm Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio della Procura della Repubblica di Bari con il coordinamento del procuratore aggiunto Roberto Rossi,  hanno chiesto al competente Tribunale fallimentare del capoluogo barese il fallimento della Edisud spa, la società editrice del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. Lo riferisce sul proprio sito lo stesso quotidiano, spiegando che “con l’istanza depositata in tribunale, il procuratore aggiunto Roberto Rossi ha chiesto altresì la concessione dell’esercizio provvisorio. La prima udienza è stata fissata il 9 giugno”.

la nuova sede della Procura di Bari

“La decisione è arrivata in concomitanza con l’assemblea dei soci che è andata deserta. A mancare l’appuntamento strategico ieri, – come si legge sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno – è stata la famiglia Ciancio Sanfilippo , proprietaria della quasi totalità delle azioni della Spa, alla quale spettava nominare il nuovo Consiglio di amministrazione. Mossa prevedibile, dopo l’annuncio di volersi disimpegnare dalla gestione del giornale attraverso una procedura di liquidazione, che non si è potuta comunque realizzare”.

La Edisud s.p.a. era finita sotto gestione commissariale il 24 settembre del 2018 a seguito di un provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania che aveva disposto il sequestro di beni per 150 milioni di euro dell’editore Ciancio indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel marzo scorso la decisione della Corte di appello di Catania che ha restituito i beni all’editore ritenendo la non sussistenza alcun legame con la mafia.

Il Tribunale di Catania

A fine aprile, dopo il rigetto di una istanza della Procura di Catania per il congelamento del dissequestro in attesa del ricorso in Cassazione, la Gazzetta del Mezzogiorno – insieme ad altri beni- è tornata definitivamente nella disponibilità dell’editore. 

Mario Ciancio Sanfilippo 

Nei giorni successivi, però, Ciancio – intervenuto tramite un suo delegato all’assemblea del 4 maggio che avrebbe dovuto nominare il novo organo gestionale dopo le dimissioni del CdA in gestione commissariale – ha contestato la validità della seduta per un vizio di forma rinviando l’appuntamento. Nelle more ha fatto sapere di voler mettere in liquidazione la società.

Di qui il rinvio al 14 maggio e l’ennesima seduta a vuoto dell’assemblea. Attualmente la società è gestita dal Cda «uscente» (ri)nominato dal Tribunale di Catania dopo le dimissioni presentate anche del presidente del Collegio sindacale al quale – in base al codice civile – sarebbe stata affidata la gestione ordinaria della società in base.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

"L'ambasciatore Attanasio era un obiettivo designato", ipotesi uno 007 russo nel commando
In arrivo il sole con l'anticiclone delle Azzorre
Studio sui tatuaggi pericolosi. Effetti sul sistema immunitario ed i rischi
Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per evasione fiscale
Tre poliziotti corrotti arrestati: fornivano informazioni riservate sullo spaccio ed arresti su richiesta
Intelligence italiana, al via campagna di reclutamento
Cerca
Archivi
"L'ambasciatore Attanasio era un obiettivo designato", ipotesi uno 007 russo nel commando
Mattarella oggi al Csm: "Serve rispetto vicendevole tra istituzioni"
In arrivo il sole con l'anticiclone delle Azzorre
Studio sui tatuaggi pericolosi. Effetti sul sistema immunitario ed i rischi
Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per evasione fiscale

Cerca nel sito