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28 Giugno 2022 14:41
28 Giugno 2022 14:41

pm Luisiana Di Vittorio

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L’uscita di un giornale, che dovrebbe essere garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione non può essere soggetto a censure postume di un giudice, avendo un titolo legittimo (autorizzazione del tribunale) e sopratutto non può essere un giudice a decidere se un giornale è simile ad un altro ancor prima che esca. Quanto accaduto a Bari è a dir poco assurdo ed oltraggioso in quanto calpesta il dettato costituzionale.
20 Novembre 2021
il provvedimento firmato dal giudice dr.ssa Simone, presidente del collegio della sezione fallimentare del tribunale di Bari, giudice delegato della procedura spiega che “la prosecuzione è stata autorizzata nei limiti della sostenibilità economica” mentre i curatori hanno segnalato che invece ad oggi, la gestione continua a perdere 6-8 mila euro al giorno , producendo un ulteriore passivo per circa 240mila euro al mese
4 Novembre 2020
La sezione fallimentare del Tribunale di Bari, renderà note nei prossimi giorni le propria decisioni sulle istanze di fallimento delle due società che hanno accumulato complessivamente un’esposizione debitoria per circa 50 milioni di euro, e sulla richiesta di esercizio provvisorio .
9 Giugno 2020
L’editore Ciancio, che ha la quasi totalità delle azioni, ha disertato ancor una volta l’assemblea confermando il suo disimpegno dalla gestione editoriale della Gazzetta del Mezzogiorno
15 Maggio 2020

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