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4 Giugno 2026 22:32

Delfin, stop alle cause. Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico verso l’accordo

Nelle ultime ore il riavvicinamento tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico sembra riportare il sereno sull'intricata vicenda dell'eredità miliardaria del fondatore di Luxottica.

Si va verso una pace tra i due fratelli Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico che rinunciando così alle azioni legali annunciate nell’ultimo periodo starebbero definendo un accordo sul riassetto di Delfin la cassaforte lussemburghese che oltre a essere il maggior azionista di EssilorLuxottica ha in mano le partecipazioni finanziarie in Mps, GeneraliUnicredit . La notizia è stata diffusa dall’ Ansa, sentendo da fonti vicine al quartogenito del fondatore di Luxottica Leonardo Maria Del Vecchio, che esprimono soddisfazione per la ritrovata intesa con il primo figlio della madre, Nicoletta Zampillo, e del banchiere Paolo Basilico.

A fine maggio Nicoletta Zampillo aveva inviato una lettera al board di Delfin nella quale affermava di voler annullare la decisione di rinunciare a metà della quota del 25% a lei destinata dal marito a favore del figlio Rocco. Decisione che quest’ultimo sembrava voler impugnare intimando a Delfin di non procedere a modificare il suo status di socio. Nelle ultime ore, invece, il riavvicinamento tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico sembra riportare il sereno sull’intricata vicenda dell’eredità miliardaria del fondatore di Luxottica.

Rocco Basilico aveva deciso nelle scorse settimane di fare ricorso al Tribunale del Lussemburgo nel tentativo di bloccare il riassetto di Delfin. Il primo figlio della vedova Del Vecchio aveva impugnato davanti alla corte del Granducato le delibere dell’ultima assemblea Delfin sull’aumento del dividendo e sul trasferimento a Leonardo Maria Del Vecchio delle quote della sorella Paola e del fratello Luca.

Un ricorso quello di Basilico secondo Delfin “infondato”, che non ha bloccato il riassetto – con il quartogenito del fondatore di Luxottica pronto a salire al 37,5% con l’acquisto del 25% da sorella e fratello e vicino a un accordo per ottenere la nuda proprietà sulla quota, anch’essa pari al 12,5%, della madre Nicoletta Zampillo -, ma che rischiava di rendere più complicato il finanziamento da 10 miliardi di euro per l’acquisto del 25% dal momento che è previsto che il veicolo Lmdv Capital dia in pegno alla banche le azioni della holding lussemburghese.




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