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16 Aprile 2024 18:06
16 Aprile 2024 18:06

La lacrime di coccodrillo del sindaco Decaro, ed il silenzio imbarazzato di Emiliano

Sono stati 379 in totale i comuni sciolti per mafia. A Bari, invece, al momento si è soltanto insediata una commissione d’accesso e non è conseguente che l’amministrazione comunale venga sciolta per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nonostante la più importante società del Comune di Bari, l' AMTAB i cui vertici erano stati nominati dall'attuale sindaco Decaro, sia stata messa sotto amministrazione giudiziaria dai magistrati della Procura di Bari per le evidenti infiltrazioni mafiose.
di Antonello de Gennaro

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nei suoi poteri e doveri d’ufficio invia gli ispettori al comune di Bari. Apriti cielo a sinistra. La propaganda sinistrorsa reagisce scomposta ed i protagonisti della vicenda indossando i panni delle vittime urlano allo scandalo, parlano di complotto. “È un atto di guerra” ha detto il sindaco del capoluogo regionale pugliese Antonio Decaro prima di lasciarsi andare ad un pianto liberatorio. Da cosa ?

E l’ombra del complotto viene utilizzata per accusare il ministro dell’ Interno, “reo” (secondo Decaro) di aver usato il suo potere per prestarsi ad un’operazione politica, così facendo campagna elettorale. “Ma stiamo scherzando?!” commentano lapidari i vertici dirigenziali del Viminale. Ahimè, purtroppo questa polemica a sinistra non è una “boutade” d’avanspettacolo perché dalle parti di via del Nazareno, ove ha sede la direzione nazionale del Pd ci credono eccome ! Credono al complotto, all’uso politico della commissione d’accesso in vista delle prossime elezioni. Una maniera secondo loro per scoraggiare gli elettori, ed insinuare nell’elettorato il dubbio del sospetto. Ma, spesso, a sinistra dimenticano la realtà.

Infatti, la storia passata delle commissioni d’accesso è lunga e variegata. Rinfreschiamo la memoria agli smemorati, partendo dall’ultimo governo prima dell’avvento a Palazzo Chigi di Giorgia Meloni. Alla guida di Palazzo Chigi Mario Draghi, che ha governato il Paese insieme al Partito Democratico il Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Forza Italia, che ha sciolto 1 e 8 mesi del proprio Governo, la bellezza di ben 20 comuni . Che non sono pochi. In quel caso il presidente nazionale dell’ Anci Antonio Decaro si guardò bene dal gridare allo scandalo e parlare di “complotto“. Non caso, alcuni di quelle amministrazioni comunali sciolte dal Viminale erano guidate dal centrodestra, a parire dal Comune di Foggia, capoluogo di provincia della Puglia.

Il 5 agosto del 2021 l’allora ministro dell’Interno in carica Luciana Lamorgese notoriamente non simpatizzante della destra, prefetto ed ex capo di gabinetto del ministero dell’ Interno esattamente come Piantedosi, firmò lo scioglimento per mafia del capoluogo di provincia foggiano. Alla guida della città c’era il sindaco neo-leghista Franco Landella (un ex Forza Italia) il quale si dimise dopo l’arresto di alcuni consiglieri comunali. Per molti si trattò di un atto dovuto, necessario a ristabilire la legalità. Anche il governo “tecnico” di Mario Monti, per la cronaca e per le memoria dei “compagni” del centrosinistra smemorati, in passato tra il 16 novembre 2011 e il 21 dicembre 2012 aveva sciolto ben 25 comuni, fra i quali il Comune di Reggio Calabria guidato dall’allora sindaco Demetrio Arena, espressione del centrodestra, espressione dell’allora Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti.

il Viminale, sede del Ministero dell’ Interno

Il partito di Arena e Scopelliti ? Facile ricordarlo: il Pdl, il Popolo della Libertà la creatura politica di Silvio Berlusconi con la quale i partiti del centrodestra si riunirono e compattarono . Reggio Calabria fu il primo comune capoluogo di provincia ad essere sciolto. “Un atto sofferto, fatto a favore della città” commentò l’allora ministro dell’Interno Anna Maria Cancelleri, un ex prefetto anche lei, proprio come l’attuale ministro Piantedosi, ma in quell’occasione nessun esponente del centrodestra e neanche il sindaco Arena parlò di “guerra“, di “attacco” come ha fatto Antonio Decaro. Nessun parlamentare parlò di atto ostile nei confronti del comune e della democrazia, nonostante i partiti si trovassero in piena campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento del 24 e 25 febbraio 2013. Fu un colpo duro alla coalizione “centrista” che dovette faticare non poco per ripulirsi dall’onta delle accuse di mafia.

Ma torniamo ai giorni nostri, a quelli più recenti. Il presidente del Consiglio  Giuseppe Conte, nel suo secondo mandato alla guida del governo, a braccetto insieme al Partito Democratico, in 1 anno, 5 mesi e 8 giorni da premier sciolse 21 Comuni, tra i quali il Comune di Ostuni, la “città bianca”, sempre in Puglia. Il Comune di Valenzano (che fa parte della Citta Metropolitana di Bari) che venne sciolto per un semplice inchino durante la processione sotto la casa del “boss” malavitoso locale. Non si ricordano prese di posizione di Antonio Decaro da presidente dell’ ANCI. Come mai, si chiederà qualcuno ? Semplice: alla guida di quel comune pugliese nel 2021 c’era il sindaco Guglielmo Cavallo insieme ad una coalizione di centrodestra. E non dimentichiamo il governo a guida del premier “dem” Paolo Gentiloni che sciolse ben 25 comuni.

Sono stati 379 in totale i comuni sciolti per mafia. A Bari, invece, al momento si è soltanto insediata una commissione d’accesso e non è conseguente che l’amministrazione comunale venga sciolta per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nonostante la più importante società del Comune di Bari, l’ AMTAB i cui vertici erano stati nominati dall’attuale sindaco Decaro, sia stata messa sotto amministrazione giudiziaria dai magistrati della Procura di Bari per le evidenti infiltrazioni mafiose. arrestata una consigliera comunale che faceva parte della maggioranza di Decaro, e che non era certamente una condomine del palazzo dove abita il sindaco di Bari, che sarebbe stato costretto a trovarsela in assemblea condominiale quale diritto di partecipazione della condomine !

Nel suo piagnisteo in conferenza stampa Decaro ha attaccato Olivieri, indicandolo come uomo delle destra che lui “ha cacciato dalla Multiservizi” (società del Comune di Bari n.d.r.). Il sindaco “piagnone” ha dimenticato, o omesso di ricordare che Olivieri nel 2009 era stato vice sindaco di Michele Emiliano , che lo aveva nominato presidente della Multiservizi nel 2013, che e nel 2014 aveva quasi vinto le primarie contro Decaro, il quale deve dire grazie al suo “protettore”mentore” Michele Emiliano che lo aveva fermato quel 22 febbraio con telefonate continue fino alle 19.37 di sera, come hanno dimostrato le intercettazioni riportate dalla stampa nelle scorse settimane.

Antonio Decaro e Michele Emiliano

Se Olivieri era così di destra come mai il suo braccio destro Vincenzo Brandi era stato nominato vice sindaco da Decaro ed assessore nella sua prima consigliatura ? Forse Decaro è un pò smemorato e non ricorda che Mari Lorusso la compagna di Oliveri , attualmente ai domiciliari, l’aveva nominata lui stesso nel 2015 presidente dell’Oiv per verificare l’operato dei suoi dirigenti. O forse quelle nomine altro non erano che la ricompensa per l’appoggio incondizionato alle amministrative baresi del 2014 che lo elessero sindaco ?

A proposito delle giravolte alla barese di esponenti politici che passano dal centrodestra al centrosinistra e viceversa Decaro ha dimenticato Di Rella, a quei tempi iscritto al Pd, che era stato suo Presidente del Consiglio comunale ed altri “compagni” che erano stati stati con te fino a pochi mesi prima delle amministrative 2019, quando Di Rella si candidò a sindaco del centrodestra, tutti quei “compagnucci” andarono ad inquinare le primarie del centrodestra nel 2019, impedendo la riuscita al leghista Romito ed all’attuale senatore Melchiorre (Fratelli d’ Italia), e non fecero nessuna campagna elettorale per il centrodestra. Raccontano a Bari che Di Rella chiuse persino il suo comitato elettorale durante la campagna elettorale ed Antonio Decaro venne eletto con il 67% delle preferenze.

Come mai il sindaco De Caro non hai mai voluto rispondere alle interpellanze in consiglio comunale presentate da consiglieri comunali di maggioranza e minoranza sull’ AMTAB ed adesso pensa di nascondersi con le sue patetiche accuse di complottismo? D’altro canto il vincere facile era caratteristica del cosiddetto “campo largo”, che in realtà come ultime elezioni politiche, amministrative e regionali dimostrano, sono più abituati negli ultimi tempi a “perdere facile”.

Sul banco del piagnisteo di Decaro è state utilizzato persino il “plauso” a dire poco imbarazzante del procuratore di Bari Roberto Rossi (notoriamente esponente della magistratura correntizia sinistrosa) per l’impegno del Comune di Bari nella lotta all’illegalità ed alla malavita. Il procuratore Rossi così facendo in realtà ha di fatto delegittimato l’operato dei magistrati della DDA della Procura di cui è a capo e delle forze dell’ ordine che hanno portato all’arresto di oltre 130 persone nell’ultima operazione che ha portato all’ amministrazione giudiziaria della società municipalizzata dell’ AMTAB decisa dal Tribunale di Bari. Strano che alla Procura Generale della Cortedi Cassazione ed al CSM nessuno se ne sia accorto…proprio loro che avevano messo sotto procedimento anni prima Michele Emiliano (in veste di magistrato in aspettativa) per una semplice lettera anonima, accusandolo di fare politica !

il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi

Il sindaco di Bari Antonio Decaro dovrebbe avere un comportamento più serio ed istituzionale ed a nostro parere, ma deve lasciare che il Ministero dell’ Interno faccia serenamente e compiutamente tutti gli accertamenti che la Legge prevede e che compia quanto necessario per assumere la decisione che riterrà più giusta e, soprattutto, crediamo il sindaco di Bari, ancora per qualche mese (a giugno 2024 si vota nel capoluogo barese, e non potrà più candidarsi avendo raggiunto i due mandati previsti per Legge) debba smettere il suo “teatrino” cercando di passare incredibilmente per vittima. Di chi ? Per che cosa ? O forse teme che emerga qualcosa di poco lecito ? Se il sindaco Decaro non ha nulla da nascondere perché ha così tanta paura e si rivolta contro lo Stato? Come direbbe il suo vecchio amico e leader di riferimento nazionale Matteo Renzi (quando era segretario nazionale del PD): “Antonio stai sereno”.

Matteo Renzi ed Antonio Decaro

© CDG1947MEDIAGROUP – RIPRODUZIONE RISERVATA |

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Grazie, Antonello de Gennaro

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