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30 Giugno 2022 15:45
30 Giugno 2022 15:45

“Giù le mani della Gazzetta” ? Per gestirla come vuole il nuovo “padrone” e fare carriera…|

Che fine hanno fatto quegli accertamenti della Guardia di Finanza di Bari sull'asta fallimentare per l'assegnazione della Gazzetta del Mezzogiorno, piena di conflitti di interesse e presunte irregolarità. Asta in cui sono comparsi assegni per un milione di euro tratti illegalmente dai conti della CISA spa che non partecipava all'asta, la cui assegnazione è stata deliberata da un giudice ex-cognato dell' attuale amministratore delegato della nuova società editrice di cui Albanese detiene il 50%.

Vi ricordate le manifestazioni dell’ Assostampa di Puglia e dei sindacalisti della Gazzetta del Mezzogiorno durante la fase di assegnazione post-fallimento ? Gli striscioni “Giù le mani dalla Gazzetta” erano solo tentativi di ostacolare la gara fallimentare sulla quale secondo fonti confidenziali del Palazzo di Giustizia di Lecce sarebbe in corso un’indagine della magistratura salentina competente sugli eventuali reati d’ufficio della magistratura barese. Anche perchè ci risulta che un giornalista-sindacalista che votava nel comitato creditori del fallimento, abbia fatto più di qualcosa di anomalo, come la stessa Assostampa di Puglia denunciava in una mail in nostro possesso.

Nel frattempo accadeva di tutto e di più, e cioè che i due curatori fallimentari della EDISUD spa, ex-società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno fallita con un passivo di oltre 40 milioni di euro operavano indisturbatamente nonostante avessero rapporti professionali ed economici con le attività societarie del rag . Antonio Albanese presidente della CISA spa di Massafra, , diventato socio al 50% della EDIME srl, la nuova società editrice del quotidiano barese dal modesto capitale sociale di appena 10mila euro.

Il vero obiettivo di Albanese nell’entrare nel capitale sociale, era quello di “piazzare” ai vertici un giornalista da sempre a lui molto “vicino”, l’attuale capo redattore centrale Cosimo (Mimmo) Mazza, che addirittura voleva imporre come vicedirettore a Giovanni Valentini, l’ ex-direttore del settimanale L’ ESPRESSO e condirettore del quotidiano LA REPUBBLICA (sotto la direzione di Eugenio Scalfari) a cui Albanese aveva proposto la direzione del quotidiano barese, ricevendo un garbato ma secco rifiuto con l’aggiunta “il mio vice me lo sono sempre scelto io”.

Ed infatti sin dal primo giorno dalla ripresa delle pubblicazioni la Gazzetta del Mezzogiorno, giornale che anni fa proprio il quotidiano LA REPUBBLICA definì con un proprio titolo”la Mazzetta del Mezzogiorno”, ha iniziato ad attaccare Michele Emiliano e la Regione Puglia. Il motivo ? I più maliziosi ma bene informati sostengono che sia una ripicca conseguente al nuovo piano regionale dei rifiuti che di fatto ha estromesso ogni appetito di allargamento o apertura di nuove discariche che sono il “business” principale di Albanese.

Se ne è accorto persino il FATTO QUOTIDIANO che proprio ieri nella rubrica “Fake news” ha smascherato un articolo imbarazzante della Gazzetta del Mezzogiorno scrivendo testualmente:

“Parte da oggi 25 maggio il “reddito energetico” in Puglia, la prima in Italia ad applicarlo, stanziando 6,8 milioni a fondo perduto a favore dei nuclei familiari al di sotto dei 20 mila euro annui, per incentivare l’acquisto ed installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile fino ad un contributo di 8.500 euro. Un provvedimento che si ispira al modello del “reddito di cittadinanza” caro al M5S. Si apre così una fase di sviluppo delle energie “pulite” in una regione particolarmente ricca di sole e di vento. Ma proprio alla vigilia di questa operazione La Gazzetta del Mezzogiorno ha sferrato un duro attacco al progetto di un parco di pale off shore con un titolo sparato in prima pagina: “Eolico nel mare del Salento, anche Legambiente dice no

“Il piano presentato da Odra Energia” – continua l’articolo – “prevede l’installazione di turbine galleggianti fra Otranto e Santa Maria di Leuca, per una potenza di 1300 megawatt. Naturalmente il progetto è sottoposto all’esame ed eventuale approvazione del Ministero per la Transizione Ecologica. Un altro parco eolico intende realizzarlo la Kaila Energia al largo di Brindisi. Entrambi i progetti fanno capo alle società Falk Renewables e BlueFloatEnergy.

In realtà però scrive il Fatto Quotidiano, Legambiente non ha emesso finora nessun “no, ne ha preso posizione. I suoi dirigenti regionali hanno presentato osservazioni puntuali chiedendo al ministero di approvare una procedura per i progetti offshore. Mancano infatti, il piano per delimitare lo spazio marittimo, le linee guida per i progetti e l’introduzione di una procedura per il confronto con i territori. Al momento dunque si tratta di una questione di metodo più che di merito.

“Perchè allora questa “guerra sulle rinnovabili” in Puglia ?” aggiunge il Fatto Quotidiano. “E perchè la Gazzetta forzando la mano a Legambiente ha sparato a zero ? Si da il caso che il giornale sia passato in mano a due imprenditori locali, uno dei quali è Antonio Albanese, considerato il “re dei rifiuti” in Puglia: a suo carico sono stati aperti due processi dalla Procura di Taranto e da quella di Lecce” processi dei quali il quotidiano barese, sotto la nuova gestione “monnezzara”, finge di non conoscerne l’esistenza e non informa i suoi lettori non scrivendo nulla, preferendo attaccare il suo ex editore Ladisa (famiglia che controlla la Ledi srl) inventando fatti e circostanze inventate di sana pianta dal giudice barese De Benedictis (arrestato e condannato) assolutamente prive di alcun fondamento alle quali nessuna procura ha dato alcuna credibilità.

“Da tempo Albanese vuole realizzare un inceneritore nel “tacco d’ Italia” – spiega il Fatto Quotidianoma la Regione finora non ha concesso l’autorizzazione. E nell’attesa, il quotidiano di Bari non ha risparmiato critiche ed attacchi al governatore Emiliano. C’ è chi pensa, perciò, che l’eventuale installazione di un grande parco eolico, al largo del Salento, cioè a 10-12 miglia dalla costa, potrebbe interferire con il progetto e la realizzazione dell’inceneritore di Albanese”.

Quello che però ci chiediamo noi, è che fine abbiano fatto quegli accertamenti della Guardia di Finanza di Bari sull’asta fallimentare per l’assegnazione della Gazzetta del Mezzogiorno, piena di conflitti di interesse e presunte irregolarità. Asta in cui sono comparsi assegni per un milione di euro tratti illegalmente dai conti della CISA spa che non partecipava all’asta, la cui assegnazione è stata deliberata da un giudice ex-cognato dell’ attuale amministratore delegato della nuova società editrice di cui Albanese detiene il 50%. Ma forse qualcuno in Procura a Bari, particolarmente sensibile ad apparire sui media locali, è distratto…ed allora per fare clamore si indaga l’editore Mario Ciancio di Sanfilippo.

Tutto questo fino a quando ?

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