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24 Giugno 2024 12:39
24 Giugno 2024 12:39

Continuano le diffamazioni “seriali” della Gazzetta del Mezzogiorno. Il direttore del giornale barese denunciato per diffamazione

ARTICOLO AGGIORNATO CON DOCUMENTI ESCLUSIVI Se i "fotocopiatori-diffamatori" della Gazzetta del Mezzogiorno ed il suo direttore credono di farci paura venendo ispirati e spalleggiati dal solito magistrato sinistrorso "esperto" come Mazza di attività sindacale ed associativa per fare carriera, poverini non hanno capito nulla.
di Antonello de Gennaro

Ancora una volta il giornale barese si conferma un organo diffamatorio (e non di stampa) attivando una macchina del fango diffamatoria nei miei confronti e del giornale da me diretto, non potendo competere sul piano giornalistico come i pietosi numeri di diffusione, i bilanci societari fortemente deficitari e l’ingente numero di dipendenti che hanno messo in cassa integrazione scaricando i loro costi nelle tasche dei contribuenti dimostrano senza alcuna obra di dubbio. Ed i numeri hanno sempre ragione !

Non entro nei particolari di quanto hanno falsamente scritto annunciando un processo che non c’è, così come non posso rivelarvi le illegalità procedurali, e le calunnie sostenute dal querelante Maurizio Carbone, ex procuratore aggiunto di Taranto ora consigliere del Csm dove è stato eletto grazie al meccanismo elettorale che premia il 1° dei non eletti (è stato questo il suo risultato elettorale nelle ultime votazioni interne alla magistratura) in quanto sono oggetto di querele-denuncia che i miei legali stanno predisponendo in queste ore, e che coinvolgeranno anche (per opportuna e dovuta competenza) la Procura Generale della Cassazione, la Sezione Disciplinare del Csm, e l’ Ispettorato del Ministero di Giustizia competenti sull’operato di qualche magistrato.

Se i “fotocopiatori-diffamatori” della Gazzetta del Mezzogiorno ed il suo direttore credono di farmi paura venendo ispirati e spallegiati da qualche magistrato sinistrorso “esperto” come Mazza di attività sindacale ed associativa per fare carriera, poverini non hanno capito nulla. E se ne accorgeranno molto presto. Non è chiaramente una minaccia, ma legittimamente una forma di legittima difesa per fare emergere e trionfare la verità.

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La memoria corta… di Mimmo Mazza

Come mai il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno non ha pubblicato la notizia delle decisioni in mio favore adottate dalla giudice barese dr.ssa Flavia Lombardo Pijola del Tribunale di Taranto, che ha annullato i decreti penali di condanna che qualche incapace Pm della procura di Taranto (incompetente territorialmente) aveva richiesto contro di me, convalidati da qualche altrettanto incompetente giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Taranto, a seguito delle denunce presentate nei miei confronti a suo tempo alla procura di Taranto che non era competente, dal giornalista Mimmo Mazza e della sua gentile consorte Sabrina Brescia la quale, è bene ricordare è stata condannata con sentenza definitiva della Cassazione per diffamazione nei miei … vedere i coniugi Mazza e Carbone che sostengono le stesse teorie e presunte competenze territoriali addotte dal magistrato Maurizio Carbone, puntualmente smentite da ben tre giudici dei Tribunali di Taranto e di Potenza.

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Il giornalismo “comprato & svenduto”

Non è nel mio stile giornalistico intervistare politicanti condannati con sentenza definitiva per voto di scambio, o presenziare a festival musicali o fiere vinicole a ruota di qualche collaboratrice in gonnella. Preferisco occuparmi a livello nazionale di istituzioni, economia e politica di alto livello e frequentare solo persone per bene ed eventi delle più alte Istituzioni del Paese. Lo confesso, cari amici e lettori, a questo punto sono veramente curioso di vedere che spazio daranno giornalisticamente alla Gazzetta del Mezzogiorno ai processi (molto più importanti di una mia presunta diffamazione) in cui è coinvolto ed imputato il loro co-editore Antonio (Tonino) Albanese. Vorrei capire se come si mormora in giro sono giornalisti “comprati o svenduti” o se hanno ancora un barlume di etica professionale e deontologica, che sinora però non hanno manifestato, pur di compiacere il nuovo “padrone” che li mantiene a libro paga.

Posso garantire alle migliaia e migliaia di nostri lettori, che presto, non appena la Legge me lo consentirà, farò parlare e pubblicherò gli atti di giustizia anche su questa ultima pietosa vicenda con la quale un magistrato dalle infelici indagini vorrebbe mettere un “bavaglio” alla nostra libertà di stampa. Ma con noi non ci riuscirà. Purtroppo (per loro) alla Gazzetta del Mezzogiorno non riescono ad avere il nostro successo di lettori che abbiamo conseguito in questi dieci anni di giornalismo libero ed indipendente, data la pochezza e miseria dei contenuti che pubblicano e che li hanno portati al fallimento editoriale e quindi giornalistico, essendo troppo impegnati a fare i “confidenti” nei Palazzi della politica ed i “ventriloqui” della magistratura pugliese sinistrorsa. E negli ultimi tempi nascondere i processi in corso a carico del loro co-editore massafrese Tonino Albanese (noto anche come “Surgicchio“).

Statene pur certi, e ve lo garantisco personalmente che molto presto ci sarà da ridere e non poco, mentre qualcuno dovrà nuovamente mettere mano al portafoglio personale e pagare i danni e le spese legali. Ma questa volta senza alcuna concessione di rateizzazione….chi sbaglia paga e lo farà senza dilazioni mensili.

P.S. Quello che l’accoppiata Carbone-Gazzetta non racconta….

| © CDG1947MEDIAGROUP – RIPRODUZIONE RISERVATA |

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Grazie, Antonello de Gennaro

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