ANTITRUST UE: SEMAFORO VERDE ALL’ACCORDO INVITALIA-ARCELOR MITTAL

ANTITRUST UE: SEMAFORO VERDE ALL’ACCORDO INVITALIA-ARCELOR MITTAL

L’obiettivo più imminente da ragione è definire la trattativa con i sindacati e restituire un ruolo “pubblico” alla nuova Ilva , dove dovranno scomparire alcune decisioni e posizioni arroganti del gruppo franco-indiano, con l’arrivo dell’ amministrazione trasparente ed i bandi di gara pubblici per i fornitori. E’ finito il tempo delle black-list dell’ accoppiata Morselli-Ferrucci.

di REDAZIONE ECONOMIA

L’ Autorità Antitrust dell Unione Europea ha avvallato ufficialmente l’operazione Invitalia-ArcelorMittal e deciso di “non opporsi all’operazione di concentrazione con cui Invitalia e ArcelorMittal acquisiscono il controllo congiunto dell’intera Am InvestCo Italy, controllata da ArcelorMittal e di dichiararla compatibile con il mercato interno e con l’accordo sullo spazio economico europeo (SEE)“. 

La Commissione ricordando che la proposta è datata 6 gennaio 2021 spiega che “Invitalia, agenzia nazionale italiana per gli investimenti interni ed economici, attualmente controlla diverse aziende attive nei settori delle infrastrutture di telecomunicazioni, banche, turismo e sviluppo urbano; che l’attività principale di ArcelorMittal è la produzione, distribuzione, marketing e vendita di prodotti in acciaio per vari applicazioni tra cui automotive, edilizia, elettrodomestici e confezione. Produce una gamma di semilavorati e prodotti finiti in acciaio, compresi i prodotti piatti e lunghi in acciaio al carbonio; che AM InvestCo, una controllata di ArcelorMittal, controlla alcuni rami d’azienda siderurgici italiani di proprietà del Gruppo Ilva attivi nella produzione, lavorazione e distribuzione di prodotti piani in acciaio al carbonio e tubi saldati in acciaio“.

Il documento firmato dal direttore generale Olivier Guersent ha chiarito che la Commissione europea , dopo aver esaminato il dossier ha ritenuto che l’operazione rientra nell’ambito di applicazione del regolamento sulle concentrazioni e del paragrafo 5, lettera b, della comunicazione della Commissione su una procedura semplificata per il trattamento di determinate concentrazioni. 

Non essendoci più eventuali ostacoli a livello normativo la joint-venture pubblico-privato è stata autorizzata anche dall’ Unione Europa. L’intesa prevede un aumento di capitale per 400 milioni di euro riservato a Invitalia nell’ azionariato di Am Investco Italy la società che è affittuaria dei rami di azienda di Ilva in Amministrazione Straordinaria . L’ingresso di Invitalia consentirà alla società del Mef di avere il 50% dei diritti di voto.

A maggio del 2022 è previsto dagli accordi negoziali raggiunti, un secondo aumento di capitale fino a 680 milioni riservato ad Invitalia e fino a 70 milioni ad ArcelorMittal. Al closing dell’operazione quindi lo Stato italiano tramite Invitalia ritornerà a controllare la produzione dell’ acciaio, diventando l’azionista di maggioranza con il 60%, mentre ArcelorMittal si fermerà al 40%. L’ accordo finale di questa operazione societaria , raggiunta con il prezioso supporto legale dello studio Bonelli, Erede e Lombardi, è colllegata al soddisfacimento di varie condizioni sospensive che comprendono la modifica dell’attuale piano ambientale per adeguarsi alle modifiche del nuovo piano industriale, la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto, l’assenza di misure restrittive nell’ambito dei procedimenti penali che vede Ilva in A.S. responsabile nei confronti di Am Investco. 

Adesso bisognerà passare all’ insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione che prevede la nomina del presidente indicato da Invitalia e l’amministratore delegato nominato da Arcelor Mittal, nomine queste che contribuiranno ad una accelerazione nella trattativa sindacale sul piano occupazionale, industriale ed ambientale. L’obiettivo più imminente da ragione è definire la trattativa con i sindacati e restituire un ruolo “pubblico” alla nuova Ilva , dove dovranno scomparire alcune decisioni e posizioni arroganti del gruppo franco-indiano, con l’arrivo dell’ amministrazione trasparente ed i bandi di gara pubblici per i fornitori. E’ finito il tempo delle “black-list” dell’ accoppiata Morselli-Ferrucci.

Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia intervenendo nello stabilimento ex-Ilva di Genova Cornigliano, in occasione della commemorazione di Guido Rossa, il sindacalista dell’Italsider ucciso 42 anni fa dalle Br ha detto: “Quanto alla presenza di Invitalia nel capitale vi dico solo due cose: senza industria non c’è sviluppo possibile, ma senza acciaio non ci può essere industria. L’ingresso dello Stato non è avvenuto pensando a investire solo in un singolo territorio, lo Stato vuole prendersi cura di tutti gli stabilimenti che ci sono in Italia. Tra qualche settimana questo ingresso sarà avvenuto e chiedo un impegno: dobbiamo metterci a lavorare come fanno le persone normali”.



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