Terzo rigetto da parte del Consiglio Superiore della Magistratura alla richiesta della giunta regionale della Puglia di conferire l’incarico da consulente giuridico del presidente, Antonio Decaro, al suo predecessore Michele Emiliano magistrato in aspettativa da oltre vent’anni . Ieri la terza commissione del Csm, presieduta dal consigliere togato Marcello Basilico, ha esaminato la questione e respinto per la terza volta bocciandola la richiesta della Regione Puglia.
Il ragionamento che hanno fatto i togati, è che Emiliano, non può essere messo “fuori ruolo” perché questo non comporterebbe nessun vantaggio per la sua futura attività da magistrato, mentre l’istituto (diverso dall’aspettativa) è pensato proprio in quella prospettiva. Michele Emiliano a luglio compirà 67 anni , e dal 2003 prima di entrare in politica era nella Dda di Bari, ed è fuori dai tribunali ed a questo punto non ritornerà evidentemente a svolgere l’attività di pubblico ministero o di giudice. La legge Severino, infatti, vieta espressamente che possano essere concessi con l’aspettativa, incarichi nelle pubbliche amministrazioni, anche come consulente giuridico di cui Emiliano usufruisce da 23 anni.
Emiliano, che ha smesso da mesi di percepire uno stipendio, adesso in realtà mira a un incarico pro-tempore fino al 2027, anno in cui punterà con tutta probabilità a un posto in Parlamento che gli sarebbe stato garantito dal Partito Democatico, partito nel quale Emiliano in suo precedente procedimento disciplinare dinnanzi alla Disciplinare ha sempre negato di militare,.
Rimane in piedi come ciambella di salvataggio l’ipotesi di un assessorato in un Comune governato dal centrosinistra o il conferimento di un incarico da capo dipartimento in Regione. È possibile anche che arrivino le dimissioni dalla magistratura l’ipotesi che è stata smentita dal suo entourage. Contrariamente Emiliano potrebbe ancora tornare a vestire la toga ma soltanto in un tribunale fuori regione, ma anche questa ipotesi viene valutata non percorribile.





