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27 Maggio 2026 19:16

Confindustria, tutti alla corte di Orsini. La mappa del potere in poltrona

Al Roma Convention Center La Nuvola, a partire dalla prima fila del fronte palco, era presente l'intero architrave costituzionale

La platea dell’assemblea di Confindustria, è stata la fotografia fedele della mappa del potere politico ed economico italiano, mai come quest’anno in passato. Non mancava nessuno, o quasi, alla corte di Emanuele Orsini. Partendo dalla prima fila fronte palco, al Roma Convention Center La Nuvola era presente l’intero architrave costituzionale: dal centro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e, accanto a lei, il padrone di casa Orsini , i presidenti del Senato e della Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e quello della Camera Giorgio Mulè, e buona parte del governo: Matteo Piantedosi, Antonio Tajani, Giancarlo Giorgetti, Carlo Nordio, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin.

Sempre in prima fila, ma seduti nei due blocchi laterali, della platea altri ministri Marina Calderone, Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci, Luca Ciriani, Gianmarco Mazzi, Alfredo Mantovano intervallati con i past president di Confindustria (Antonio D’Amato, Luigi Abete, Giorgio Fossa, Emma Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo, Vincenzo Boccia). A completare la prima fila, la presidente del Consiglio regionale Lazio Roberta Angelilli, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, il presidente del Cnel Renato Brunetta, il presidente di Unioncamere Andrea Prete, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Gennaro Masiello, il vicedirettore generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari.

Come da protocollo, in seconda fila spazio alle opposizioni : la segretaria del Pd Elly Schlein e i due leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. In una posizione di rilievo ci sono anche Gianni Letta, i viceministri Maurizio Leo, Edoardo Rixi e Vannina Gava, il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto. La seconda fila fronte palco è appannaggio del Dg Maurizio Tarquini e di parte della squadra di presidenza di Viale dell’Astronomia, distribuita ai due lati delle posizioni centrali occupate dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti, dal segretario generale del Senato Federico Toniato, dal segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi, dal segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Deodato e dal segretario generale della Corte Costituzionale Umberto Zingales.

In terza, quarta, quinta e sesta fila, sempre rimanendo fronte palco, altri nomi importanti del mondo dell’impresa, dell’economia, della finanza e del sindacato, insieme al capo della segreteria particolare della Presidenza del Consiglio Patrizia Scurti: Pietro Labriola, Francesco Somma, Annalisa Sassi, Aurelio Regina, Simone Guerrini, Daniele Cabras, Gianfranco Astori, Lara Ponti, Stefano Pan; Marco Nocivelli, Natale Mazzuca, Giorgio Marsiaj, Maurizio Marchesini; Sergio Dompe’, Diego Della Valle, Marco Tronchetti Provera, Pietro Salini, Mario Moretti Polegato, Alberto Marenghi, Pierroberto Folgiero, Fedele Confalonieri, Matteo Colaninno, Francesco Gaetano Caltagirone, Barbara Beltrame Giacomello, Giampaolo Angelucci, Matteo Zanetti, Mario Zanetti, Alberto Tripi; Giovanni Gorno Tempini, Pier Carlo Padoan, Antonio Patuelli Antonio, Gian Maria Gros-pietro, Claudia Cattani, Fabrizio Di Amato, Pasqualino Monti, Matteo Del Fante, Lorenzo Mariani, Claudio Descalzi, Agostino Scornajenchi, Alberta Figari, Giuseppina Di Foggia, Francesco Macrì, Stefano Cuzzilla; Maurizio Landini, Daniela Fumarola, Rita Carisano, Paolo Boccardelli, Ubaldo Colaiacovo, Maria Carmela Colaiacovo, Giovanni Baroni, Michelangelo Agrusti, Baniamino Quintieri, Dario Scannapieco, Kamel Ghribi, Stefano Barrese Stefano, Sergio Schisani, Bernardo Mattarella, Arrigo Emilio Giana.






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