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19 Aprile 2026 12:25

Sparatoria in una discoteca a Bisceglie: muore a 43 anni un componente di un clan mafioso

La discoteca in cui è avvenuta la sparatoria è il Divinae Follie. Panico tra i presenti, ecco cosa è successo

L’ uomo Filippo Scavo 43enne, del quartiere Carbonara esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari è morto dopo essere stato ferito da un colpo di pistola all’interno della discoteca Divinae Follie di Bisceglie (Bari) colpito alle spalle da diversi proiettili mentre tentava di fuggire.. Soccorso dal personale sanitario del 118 ed è morto per una ferita alla base del collo, subito dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie dove i sanitari sarebbe arrivato in ospedale già in arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimazione messi in atto dal personale sanitario che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso alle 4:40 di questa mattina. Gli spari hanno scatenato il panico tra i presenti che hanno cercato riparo e una via di fuga nel tentativo di mettersi al riparo per non essere colpiti e coinvolti nella sparatoria. Sono intervenute le forze dell’ordine che stanno indagando sull’accaduto. La dinamica è in corso di accertamento da parte dei carabinieri del comando provinciale di Trani e della tenenza di Bisceglie.

Il suo nome è presente in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari in relazione ad episodi criminosi degli ultimi hanno che hanno visto fronteggiarsi in locali e discoteche gruppi composti da esponenti di clan baresi . Si fa riferimento a Scavo anche in alcune informative delle forze dell’ordine confluite nell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore in un conflitto a fuoco tra giovani rampolli dei clan, il 22 settembre del 2024 all’interno della discoteca Bahia di Molfetta, nel Barese. Negli atti di polizia giudiziaria, Scavo viene citato per un episodio in un locale di Bari, a marzo del 2024, in cui avrebbe affrontato un esponente del clan rivale dei Capriati.

Nnel 2015 fu tra le 40 persone arrestate nel blitz Agorà della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga tra Carbonara e Ceglie in cui vennero presi tra gli altri il boss Leonardo Campanale (successivamente condannato a 20 anni) e Sigismondo Strisciuglio, fratello di Domenico, che fino a quel momento era ritenuto il capo della consorteria criminale. Scavo ha riportato nel 2011 una condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi. In precedenza era stato coinvolto anche nell’operazione Eclissi del 2006 per la quale aveva riportato una condanna definitiva a 4 anni, 2 mesi e 29 giorni. Nel 2023 la Corte di Cassazione gli aveva negato il riconoscimento della continuazione tra le due condanne.

Le indagini della Dda di Bari hanno riguardato in particolare episodi dei qualierano “protagonisti alcuni giovani esponenti delle più blasonate organizzazioni criminali baresi e, più in particolare delle famiglie Capriati, Palermiti, Parisi e Strisciuglio” gruppi che controllano l’attività criminosa della cittè metropolitana di Bari . Il filo conduttore “dell’approfondimento su cui si è soffermata l’attenzione info investigativa è quello degli alterchi nei luoghi di aggregazione dei giovani, specie nelle discoteche” perché interno si fronteggiavano al loro “diverse fazioni riconducibili alle associazioni di tipo mafioso insistenti sul territorio”. Sull’accaduto di questa mattina coordina le indagini in corso per “omicidio” con l’aggravante mafiosa, la Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Bari

Secondo le prime indagini condotte dai carabinieri, alla sparatoria avrebbero preso parte alcune persone, due delle quali armate di pistola. Uno degli aggressori, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe uscito dalla discoteca attraverso un’uscita di emergenza per eludere i controlli e poi rientrato armato, facendo fuoco Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo e della Tenenza di Bisceglie unitamente a militari della sezione scientifica per i rilievi tecnici. Attualmente sono in corso le acquisizioni dei filmati registrati dai sistemi di video sorveglianza per identificare i partecipanti al conflitto a fuoco.

 

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