Ma cosa lega Marco Travaglio, la Raggi e Raffaele Marra ?

Ma cosa lega Marco Travaglio, la Raggi e Raffaele Marra ?

Negli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Raffaele Marra, emerge come il “Raggio magico” della Raggi avrebbe trovato un solido alleato in Marco Travaglio . Ritorna spesso anche il nome di monsignor Giovanni D’Ercole, del cui favore Marra sembra essere sempre preoccupato…

di Antonello de Gennaro 

31 ottobre del 2016, fissate bene nella vostra memoria questa data.  Raffaele Marra mentre parla al telefono con Salvatore Romeo il capo della segreteria politica della Raggi in Capidoglio appena dimessosi (o meglio scaricato) viene intercettato . I due “fedelissimi” sodali  di Virginia Raggi parlano di come il Fatto Quotidiano stia trattando le vicende romane e concordano: “Stanno facendo un buon lavoro“.  Salvatore Romeo racconta di aver telefonato per complimentarsi con il direttore Marco Travaglio, proprio quando  Mentre tutti gli altri giornali sono pieni di critiche rivolte alla giunta Raggi e ai suoi più stretti collaboratori, Marra e Romeo apprezzano la linea editoriale di Travaglio.

Mentre tutta la stampa romana e nazionale lo attacca, in soccorso di Marra arriva il  sostegno (inaspettato…?) del giornalista Marco Travaglio, ormai da tempo uno dei sostenitori più incalliti del Movimento5Stelle, travestitosi da  “alleato”  per l’ex finanziere che ambiva ad entrare nei servizi segreti, e ringraziamo Dio e Gianni Alemanno che non ci sia mai entrato. Il direttore del Fatto Quotidiano, sotto la cui gestione il giornale ha perso circa il 50% dei suoi lettori, li supporta attraverso i suoi editoriali, come quello del 17 settembre in cui scrive: ” Raffaele Marra, ex finanziere plurilaureato, è un dirigente pubblico passato dal ministero dell’Agricoltura all’Unire, dal Comune alla Regione, dalla Rai di nuovo al Comune. Ha collaborato con le giunte Alemanno e Polverini, come pure con Zingaretti e di Marino, almeno finché non lo cacciavano, il che avveniva regolarmente perché troppo “giacobino” (parola di Alemanno), cioè perché denunciava un sacco di porcherie in Procura. Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria, l’appestato, l’uomo nero”. In poche parole… per Travaglio , Raffaele Marra è un eroe !

da sinistra Peter Gomez e Marco Travaglio

Il 5 novembre Marra dichiarava sempre a il Fatto Quotidiano la propria vicinanza politica: “Ora mi sento 5Stelle”  ed il giornale diretto da Travaglio lo esaltava : “ha sempre denunciato in procura le illegalità in cui si imbatteva… un sindaco ha diritto di scegliersi i collaboratori” ! Ma per fortuna non tutti, al Fatto  la pensano come Travaglio,  e stiamo parlando di Peter Gomez, direttore del sito del quotidiano, un vecchio amico ed ottimo collegache in una sua “diretta” su Facebook tra l’altro ha detto queste cose: ”Virginia Raggi è stata avvertita da più parti, anche dal suo movimento, del rischio che rappresentava Marra. Poi un giorno ha avuto una notizia: questo signore ha avuto uno sconto da 500mila euro su una casa dal costruttore Scarpellini, contro cui il suo Movimento si è scagliato più volte e che considerava un palazzinaro. Allora, uno si domanda o meno di quello sconto? Mezzo milione di euro sono un sacco di soldi. Gliel’avrà fatto perché gli sta simpatico?“.

Guarda caso, è sempre  dalle pagine del Fatto Quotidiano che  il “plurilaureato ex finanziere”  Marra  in un’intervista dello scorso  5 Novembre si difendeva dalle accuse “confessando” di aver chiesto alcuni anni fa una raccomandazione al monsignor Giovanni D’Ercole per poter entrare nei servizi segreti. Ma guarda un pò. Povero a chi crede che si entra per capacità e preparazione… Infatti Marra otterrà dal vescovo (ma i presti non dovrebbero occuparsi solo di anime ?) le referenze per incontrare Gianni Alemanno all’epoca dei fatti ministro dell’Agricoltura per Alleanza nazionale.

Esattamente  dopo tre  giorni dall’uscita dell’intervista sul Fatto Quotidiano la polizia giudiziaria su mandato della Procura di Roma intercetta ed ascolta una telefonata tra il Marra e un giornalista di nome “Marco” (il cui cognome viene coperto da “omissis” negli atti degli investigatori). Sarà Marco Travaglio o Marco Lillo ? Una cosa è certa: i due al telefono parlano dell’intervista a Marra pubblicata sul Fatto Quotidiano. Marco il giornalista racconta a Raffaele Marra di essere stato addirittura contattato e convocato da monsignor Giovanni d’Ercole, e dice “Mi ha chiamato quattro volte, penso per parlare di te” e lo informa che “Mi ha convocato domattina per le 8 “.

Travaglio nel suo editoriale di ieri, dal titoloResta solo il napalm”, Travaglio  racconta qualcosa di più. ““Noi, quando Marra balzò ai disonori delle cronache come l’Uomo Nero della Raggi, gli chiedemmo un incontro. Si presentò con una valigia di faldoni per documentare il suo curriculum, le sue lauree e la correttezza delle sue condotte, le denunce che aveva presentato contro il malaffare capitolino. Lo avvertimmo che avremmo verificato ogni carta. E così facemmo senza trovare nulla che smentisse la sua versione… Ovviamente non potevamo intercettarlo né introdurci nei suoi conti bancari”.

In effetti va ricordato: Travaglio è da sempre esclusivamente abituato a lavorare e scrivere sulle carte delle Procure e degli atti processuali. Ma il giornalismo è ben altra cosa, come ad esempio quello di  Emiliano Fittipaldi dell’ Espresso che a settembre del 2016  aveva svelato gli affari fra Marra e Scarpellini. Una cosa sono le fotocopie…caro Travaglio, un’altra il giornalismo d’inchiesta.

Ma chi è monsignor Giovanni D’Ercole ? E’ il vescovo di Ascoli Piceno. Già cardinale a L’Aquila dopo il terremoto, è noto alle cronache prevalentemente per la sua capacità imprenditoriali e di management, piuttosto che di anime.  Raffaele Marra è molto preoccupato e vuole continuare a godere dei “favori” del vescovo, al punto tale di arrivare a  chiedere al giornalista ” Marco” di riferire al prelato che  era stato proprio lui ad aver raccontato che  a farlo entrare nelle “grazie” iniziali  di Alemanno, sarebbe stato in realtà un tentativo utilizzato  nel corso dell’intervista al Fatto Quotidiano per prevenire ed anticipare ogni possibili indiscrezione ed aggiunge “tanto i giornalisti già lo sanno”.

Monsignor D’Ercole era tornato a prendere le difese di Marra due giorni fa, dopo la notizia dell’arresto, su Facebook:

Il giornalista ” Marco” invece di pensare a fare il suo lavoro, tranquilizza il Marra e gli riferisce che probabilmente la possibile motivazione della convocazione è proprio quella “di farti arrivare un messaggio“;  il giornalista….”Marco” anticipa al suo interlocutore telefonico  quello che lui dirà su di lui (Marra) a monsignor D’Ercole e cioè che “lui  è bravo” e che in realtà “l‘attaccano solo per attaccare la Raggi“. La conversazione tra i due riportata sui brogliacci  dopo essere stata sbobinata dalle intercettazioni  effettuata dalla Procura, procede ed i due interlocutori parlano della vicenda del fratello di Marra (Renato n.d.a) che è uno dei vice comandante della Polizia Locale di Roma Capitale , e  sulle conseguenze che potrebbero arrivare da nuovo attacco giornalistico al dirigente comunale il quale potrebbe essere accusato di conflitto di interessi. Renato Marra  dopo pochi giorni da vice comandante dei vigili urbani verrà promosso  a Dirigente della Direzione Turismo del Comune di Roma dal Sindaco Raggi  su proposta di Raffaele Marra . Una promozione che comporta un aumento di stipendio di 20mila euro.

Ma chi è il giornalista “Marco” del Fatto Quotidiano con cui parla Marra? Come mai ha questo comportamento così tanto reverente con il vescovo D’Ercole, al punto tale di andare ad incontrarlo alle 8 del mattino ? Come mai un giornalista così importante (Travaglio è direttore, Lillo vice direttore)  è così “devoto” e disponibile con un monsignore che è soltanto  il Vescovo di Ascoli Piceno nelle Marche ?

La domanda che alla fine occorre farsi è principalmente un’altra : come mai Marco Travaglio difende con tanto vigore un “faccendiere”  che cercava la “protezione” giornalistica di Caltagirone, e che  ambiva ad entrare nei servizi segreti?

A queste domande, siamo sicuri non arriveranno risposte. Come non dare ragione a Michele Santoro di aver preso da tempo le distanze da Travaglio…?

 

 

 

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