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24 Maggio 2024 19:37
24 Maggio 2024 19:37

La Commissione Parlamentare Antimafia ascolterà il procuratore Roberto Rossi ed il governatore Michele Emiliano

La Procura di Bari ha inoltrato alla commissione parlamentare antimafia gli atti dell'indagine, archiviata, sul sindaco di Bari Antonio Decaro. Atti che la Procura ha secretato nonostante il procedimento sia stato archiviato a suo tempo, e quindi di dominio pubblico per gli interessati.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, verranno convocati ed auditi nei prossimni giorni dalla Commissione Parlamentare Antimafia guidata da Chiara Colosimo (Fdi), in relazioni alle ultime vicende ed inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari connesse alle evidenti infiltrazioni mafiose nel territorio pugliese e in particolare nel capoluogo regionale pugliese: lo ha deciso l’ufficio di presidenza della commissione. Le date non sarebbero ancora state fissate per aspetti di ordine tecnico, da quanto si apprende da fonti della Commissione.

La Procura di Bari ha inoltrato alla commissione parlamentare antimafia gli atti dell’indagine, archiviata, sul sindaco di Bari Antonio Decaro, relativamente all’ incontro (secondo le rivelazioni di un collaboratore di giustizia) presumibilmente intercorso nel quartiere “Torre a Mare” con Massimo Parisi – fratello del boss Savinuccio , quando l’attuale primo cittadino era assessore ai Trasporti della giunta comunale guidata oltre dieci anni fa da Michele Emiliano. Atti che la Procura di Bari ha secretato nonostante siano state archiviate a suo tempo, e quindi dominio pubblico per gli interessati.

Parisi Massimo è stato mio amico e collega dell’Amtab. (l’ azienda municipale del Comune di Bari n.d.r.) Sono numerosi gli affiliati del quartiere Japigia assunti nella società e per citarne solo alcuni vi erano Tommaso Lovreglio, Michele Lafirenze Nicola Lafirenze, Michele De Tullio, Franco Gaetano. A riferirlo in un interrogatorio del gennaio 2019 era stato il pentito Nicola De Santis. Questo è uno dei dettagli salienti che emerge della recente maxi inchiesta che ha comportato l’emissione di ben 137 misure cautelari. QIn quella circostanza è stato notificato al Comune di Bari un provvedimento di amministrazione giudiziaria notificato all’Amtab spa, il cui consiglio di amministrazione è stato affiancato da un amministratore giudiziario. L’azienda sarebbe stata “infiltrata da parenti di affiliati al clan Parisi i cui esponenti agivano nella totale convinzione di poter disporre della società uti dominus, potendo decidere chi doveva essere assunto e in quale ordine”. Questo è quanto si legge nella motivazione del Tribunale di Bari che ha nominato amministratore l’ avvocato romano, Luca D’Amore.

la sede dell’ AMTAB ed il sindaco di Bari Antonio Decaro

Per quanto riguarda l’assunzione di Massimo Parisi all’AMTAB, ricordo che questi si era impegnato nelle campagne elettorali di Decaro e Giorgio D’Amore alla circoscrizione zona Japigia Torre a Mare tra il 2008 e il 2010. Gli incontri sono avvenuti circa 7 mesi prima o al massimo un anno prima dell’assunzione successiva di Massimo Parisi all’AMTAB – le dichiarazioni contenute negli atti della Procura – Si trattava di elezioni locali e Decaro era all’assessorato dei Trasporti. Alla riunione che avvenne nei pressi di un bar nella piazza di Torre a Mare, area pedonale, partecipai anche io e vi erano Decaro, il padre Giovanni, Giorgio D’Amore, Massimo Parisi, Michele De Tullio ed altri. Michele mi disse che dovevamo sostenere Decaro e Massimo Parisi sarebbe stato così assunto. Ricordo che avevano contatti con lo Studio Staff di Roma. Questa agenzia ha organizzato il concorso per autisti e questi avevano agevolato molti candidati con il trucco del cambio del codice a barra che, di fatto, ha agevolato soggetti non preparati che usufruivano dei risultati positivi di altri. Tra questi vi era Massimo Parisi che aveva avuto garanzie da Nunzio Lozito all’epoca direttore dell’Amtab.

il procuratore di Bari, Roberto Rossi

Ma incredibilmente mentre accadeva tutto ciò il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, a posteriori dichiarava pubblicamente che “il Comune di Bari ha sempre collaborato con la Procura”, così di fatto delegittimando la maxi-indagine dei suoi colleghi magistrati della Dda di Bari guidati del procuratore aggiunto Giannella, che si sono chiusi in un silenzio tombale. Adesso il procuratore Rossi, notoriamente schierato con le correnti sinistrorse della magistratura, dovrà spiegare tutto alla Commissione Parlamentare Antimafia, dove non troverà il sostegno e fiancheggiamento che ebbe dai colleghi che lo salvarono in occasione di un procedimento disciplinare dinnanzi al Consiglio Superiore della Magistratura.

Adesso chissà se il procuratore Rossi dopo questo nostro articolo presenterà nuovamente un esposto contro il nostro direttore al Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti del Lazio, come ha fatto in un recente passato. Esposto che è stato archiviato all’unanimità a favore del direttore de Gennaro. La verità non diffama, anche se fa male…

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