La gestione “privata” dell’Ilva di Taranto ancora una volta è al centro di un’inchiesta della Procura di Milano con l’accusa di bancarotta fraudolenta formulata dai pubblici ministeri che hanno già iscritto nel registro degli indagati Lucia Morselli, ex presidente e amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia e poi di Acciaierie d’Italia. Ad attivare il procedimento sono stati i commissari straordinari che a giugno, hanno depositato una relazione alla Procura che ha dato origine al fascicolo. Il management è accusato di una serie di ipotesi distrattive e falsi in bilancio, con l’unico obiettivo – secondo la ricostruzione – di indebolire il gruppo siderurgico a favore della multinazionale franco-indiana.
I commissari straordinari, assistiti dall’avvocato Andrea Zoppini, sono già stati ricevuti dal procuratore capo di Milano Marcello Viola prima dell’apertura delle nuove indagini coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dal sostituto Luigi Luzi. Nel frattempo a Taranto è ancora in corso, intanto, un’inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets che vede, tra gli altri, indagata la stessa Morselli per “associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale” e “truffa ai danni dello Stato”.
La segnalazione alla Procura è arrivata in seguito all’azione di responsabilità civile che, a gennaio, gli stessi commissari hanno avviato davanti alla sezione specializzata Imprese del Tribunale di Milano con una richiesta di risarcimento dei danni da 7 miliardi di euro contro ArcelorMittal. L’udienza è fissata il 30 novembre. Al centro delle contestazioni le presunte decisioni gestionali della Morselli che avrebbero fatto precipitare la situazione economica e patrimoniale dell’azienda fino alla dichiarazione di insolvenza. Una strategia per i commissari “unitaria, consapevole e protratta nel tempo” che avrebbe impoverito gli impianti e la capacità produttiva dell’azienda italiana a favore delle altre acciaierie del gruppo. In pratica, nell’ottica dei commissari, l’unico vero scopo di ArcelorMittal sarebbe stato quello di azzoppare il competitor italiano.

Il prossimo passaggio nella nuova inchiesta milanese per bancarotta fraudolenta sulla gestione dell’ex Ilva di Taranto, che vede indagata Lucia Morselli ex numero uno di ArcelorMittal Italia ed Acciaierie d’Italia,sarà l’acquisizione di tutta una serie di documenti, anche dalle società. E ci sarà pure uno scambio di atti con i magistrati tarantini che stanno già indagando da tempo con ipotesi di associazione per delinquere, sempre a carico, tra gli altri, della Morselli.
Da quanto si è appreso, il procuratore aggiunto di Milano Roberto Pellicano e il pm Luigi Luzi a luglio, prima della pausa estiva, hanno iscritto Morselli, dopo la relazione di giugno trasmessa in Procura dai commissari straordinari che avevano individuato ipotesi di reato per condotte distrattive e falsi in bilancio. E i pm hanno chiesto e ottenuto dalla Gip Silvia Perrucci la riapertura del fascicolo, perché già un altro pm, Pasquale Addesso, dopo l’insolvenza delle società della galassia Acciaierie d’Italia, aveva indagato per bancarotta su Morselli e poi chiesto e ottenuto dal gip l’archiviazione. Nelle nuove indagini la data di consumazione del reato contestato è quella della dichiarazione di insolvenza decretata dal Tribunale fallimentare milanese, che per Acciaierie d’Italia spa, ossia l’ex Ilva, risale a febbraio 2024.
Acciaieria d’Italia era entrata in amministrazione straordinaria nel 2024 . Quando Invitalia, che detiene il 30 per cento del capitale, ha chiesto alla sezione Fallimentare del Tribunale di Milano di dichiarare lo stato d’insolvenza della nuova società, a quel punto i magistrati di Milano hanno riacceso un faro sulla gestione dell’ex Ilva, che era strettamente collegato all’inchiesta tarantina ancora in corso sulle presunte irregolarità nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets che vede, tra gli altri, indagata la stessa Morselli per associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato.
Secondo l’ avvocato Giuseppe Iannaccone che con l’ avvocato Daniele Ripamonti assiste la Morselli attuale presidente di Pininfarina . “Lucia Morselli è una persona integra che si è messa al servizio di questa azienda e ha sempre lavorato per il suo bene. Proprio per questo siamo intenzionati a intrattenere una interlocuzione attiva con i magistrati per consentire una ricostruzione corretta della vicenda da cui, siamo certi, emergerà la sua completa innocenza”. Potrebbero mai affermare il contrario ? Dalle carte in possesso degli inquirenti al momento sembrerebbe non esserlo.





