I “voltagabbana” della politica pugliese | 1a puntata

I “voltagabbana” della politica pugliese | 1a puntata

Un tema vecchio e ben noto quello degli “opportunisti” pronti a salire sul carro del vincitore. Incredibilmente la Costituzione difende il diritto di un politico a passare da uno schieramento all’altro, vietando espressamente il “vincolo di mandato“, rendendo possibile il trasformismo imperante sotto gli occhi degli elettori.

di Redazione Politica

Alla Camera dei Deputati nella corrente legislatura vi è stato un cambio di casacca alla settimana, e nonostante il Covid ed il blocco delle attività parlamentari e politiche il fenomeno dei voltagabbana è sistematicamente aumentato, ben 119 cambi di gruppo politico dall’ inizio della legislatura, 29 cambi dal gennaio 2020, e 16 dall’inizio del Coronavirus, con il 12,6% dei parlamentari che hanno cambiato sponda, alcuni anche con un triplice salto !

L’analisi della girandola di poltrone è impietoso. Nel 2018 il M5S contava 330 parlamentari diventati 294, con la fuga quindi di 36 parlamentari. fra questi, da ricordare l’ultima fuoriuscitadel deputato pugliese Paolo Lattanzio, in contrasto con i colleghi pugliesi, in quanto sostenitore di un’alleanza con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Prima di lui, ma per altri motivi vi era stata l’uscita della parlamentare tarantina (e collega giornalista) Rosalba De Giorgi passata al Gruppo Misto.

Salvatore Caiata, dal M5S al Maie e quindi a Fratelli d’ Italia

Ancor prima delle precedenti elezioni politiche l’imprenditore Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio, e candidato a marzo 2018 nelle liste del M5S, dal quale era stato espulso (a ma liste depositate) in quanto coinvolto in un’inchiesta giudiziaria che lo coinvolgeva come indagato per riciclaggio, venendo prosciolto nel successivo agosto, a seguito di archiviazione. Caiata eletto nel collegio Basilicata1-Potenza si iscrisse dapprima nel Gruppo Misto, per poi passare al MAIE (Movimento Associativo Italiani Estero) guidato da Riccardo Merlo, di cui era diventato coordinatore abbandonato dopo un anno per ritornare al gruppo Misto. Ma la girandola non è finita, con l’ultimo trasferimento di Caiata al gruppo di Fratelli d’ Italia nel maggio del 2019.

Ma Caiata non è stato l’unico “grillino” a passare alla corte di Giorgia Meloni. A fargli “compagnia” … il deputato Davide Galantino, eletto nel collegio plurinominale Puglia1 con il M5S, anch’egli protagonista di un triplice salto di casacca ! Inizialmente nel luglio 2019 Galantino ha lasciato il gruppo grillino, passando al Misto, per poi approdare tre mesi dopo, nell’ottobre dello stesso anno al gruppo di Fratelli d’ Italia.

Alessandra Ermellino dal M5S al Gruppo Misto

“Non vado via dal M5s ma dalle persone che si sono impossessate di un progetto tradendo le speranze di 11 milioni di cittadini”, ha spiegato la deputata “grillina” Alessandra Ermellino eletta in Parlamento per la prima volta nel maggio 2018 e membro della commissione Difesa della Camera., che lo scorso giugno ha lasciato il Movimento 5 Stelle dopo anni di militanza. Infatti, prima di vincere le ‘Parlamentarie‘ e candidarsi alle Politiche, nel 2013 si era presentata come aspirante consigliera comunale a Crispiano, suo paese natale, tra le fila della lista che sosteneva l’allora candidato Sindaco, Umberto Marchetti. Nel 2017 si candida al Comune di Taranto nella lista pentastellata ottenendo appena 86 voti, senza riuscire ad essere eletta. Di qui il salto in lungo…in Parlamento alle Politiche del 2018.

Ma la “regina” di tutti i trasformismi in Puglia senza alcun dubbio è stata la deputata Vincenza Labriola, eletta nelle Politiche del 2013 nelle liste del M5S, l’anno successivo alla sua imbarazzante performance di candidata consigliere comunale al Comune di Taranto, dove raccolse un solo voto nella lista del M5S.

La Labriola eletta alla Camera dei Deputati insieme al collega Alessandro Furnari passò dopo solo tre mesi insieme al suo collega al Gruppo Misto, per poi diventare “azzurra” nel giugno 2017 dimenticandosi…. di aver scritto nel 2013 su Facebook che “con Berlusconi l’Italia è nel Medioevo. Ma per un posto nel “listino bloccato” e quindi rielezione assicurata in Parlamento, si fa questo ed anche altro…

l’ex coordinatore pugliese di Forza Italia, Luigi Vitali “transfuga” nella Lega

Altro degno rappresentanti del trasformismo il senatore Luigi Vitali, ex coordinatore regionale pugliese di Forza Italia, salvatosi dopo essere stato bocciato dai suoi elettori nel collegio uninominale, vedendo eletto anch’egli nel “listino bloccato”. Ma poco dopo il suo ingresso in Senato, Vitali si è allontanato da Forza Italia, aderendo in un primo momento al Movimento politico “Cambiamo” facente capo al governatore ligure Toti, per poi avvicinarsi alla Lega, dove secondo fonti informate starebbe per aderire ufficialmente.

Raffaele Fitto e Gianfranco Chiarelli

Ma Vitali è in buona compagnia, anche se fuori dal Parlamento. E’ il caso dell’attuale vice coordinatore regionale pugliese della Lega, il martinese Gianfranco Chiarelli. che alle elezioni Politiche del 2013 venne eletto nelle liste del Popolo della Libertà (in quota Fitto) per poi passare in Forza Italia.

Nel maggio 2015, Fitto in disaccordo con le scelte politiche di Berlusconi abbandonò Forza Italia, con una pletora di seguaci al seguito fra cui Chiarelli, e diede vita pochi mesi dopo, a novembre, ad un nuovo movimento politico, “Conservatori e Riformisti” che aderì al Gruppo Misto della Camera e Senato. Alle ultime elezioni politiche del 2018 Chiarelli si è ricandidato, questa volta nella lista di Noi con l’ Italia, ma non è stato rieletto venendo sonoramente “bocciato” persino nella sua stessa cittadina di Martina Franca in provincia di Taranto.

Ma il trionfo del “trasformismo” è avvenuto la scorsa estate quando Chiarelli dichiarava pubblicamente di sostenere la candidatura alle Europee di Raffaele Fitto ( Fratelli d’ Italia), mentre nel frattempo aveva fatto entrare i due suoi più diretti collaboratori , Conserva e Pulito, nella Lega a Martina Franca, per farne ingresso lui stesso successivamente ufficialmente all’indomani del successo leghista alle elezioni europee 2019, nella speranza di poter ottenere un posto nel listino “bloccato” del Carroccio alle prossime elezioni Politiche.

Massimo Cassano e Michele Emiliano

Un altro “campione” di trasformismo al contrario è Massimo Cassano, un ex-giovane democristiano, entrato in Forza Italia a Bari nel 1988 diventandone vice-coordinatore regionale. Nel febbraio 2013 viene eletto Senatore con il Popolo della Libertà per “migrare” dopo solo 9 mesi nel Nuovo Centro Destra guidato da Angelino Alfano, di cui diventò coordinatore pugliese nel 2014.

Ma anche in questo caso, per una “poltrona” si può passare da destra sinistra, e così è stato quando a febbraio 2014 viene nominato sottosegretario di Stato al Lavoro nel governo guidato da Matteo Renzi.

Candidatosi alle Elezioni europee del 2014 nella circoscrizione Italia meridionale nella lista Ncd-Udc pur ottenendo 18.800 non venne eletto, ma nel dicembre 2016 viene riconfermato Sottosegretario sempre nel governo di centrosinistra con premier Paolo Gentiloni che era subentrato a Renzi.

Cassano nel marzo 2017, con lo scioglimento del Nuovo Centro Destra , confluisce in Alternativa Popolare, da cui pochi mesi dopo, a luglio, annunciando le proprie dimissioni dall’incarico di Sottosegretario al Ministero del Lavoro, per rientrare in Forza Italia, ed approdare alla fine fra i “nominati” di Michele Emiliano che lo ha “piazzato” come commissario all’ Arpal. Della serie: una poltrona a qualsiasi costo !

Un tema vecchio e ben notoquello degli “opportunisti” pronti a salire sul carro del vincitore. Incredibilmente la Costituzione difende il diritto di un politico a passare da uno schieramento all’altro, vietando espressamente il “vincolo di mandato“, rendendo possibile il trasformismo imperante sotto gli occhi degli elettori.

Cosa faranno i pugliesi alle Regionali 2020 ? Resteranno impassibili ad assistere a questi cambi di casacca pur di conquistare un seggio in consiglio regionale, in attesa di capire come, quando e soprattutto chi votare alle prossime politiche. Liste e partiti permettendo.

1a puntata | continua

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