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2 Febbraio 2023 02:13
2 Febbraio 2023 02:13

Ecco come la Casaleggio vuole appropriarsi dei soldi pubblici

Tutti i deputati e senatori "grillini"  sulla base del Regolamento dei gruppi parlamentari del M5S sono tenuti a versare 300 euro al mese nelle casse dell’ Associazione Rousseau che così nell’arco di una legislatura grazie ai 346 parlamentari eletti nel  MoVimento incassano, senza pagare un euro di tasse, e senza alcun controllo, la bellezza di 6 milioni di euro di denaro pubblico !

ROMA –  Il Decreto legge Bonafede noto ai più come legge Spazza-Corrotti o Decreto Anticorruzione  recante “misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici” contiene delle norme che riguardano il finanziamento ai partiti. Norme che sono semplicemente inapplicabili. Come ha osservato Marco Canestrari , autore di “Supernova” in realtà potrebbe chiamarsi “legge salva Casaleggio”.

Come si fa a non dare ragione a Canestrari quando scrive: ” Volevano la democrazia partecipata, e adesso sono un’élite. Volevano fare politica senza soldi. E adesso si scannano per i soldi. Volevano lottare contro il sistema dei media. E adesso sono dipendenti dai media. Volevano eliminare la casta. E adesso sono la casta” ?

Cerchiamo di ricostruire con precisione questa ennesima “porcata” politica del M5S. Gli articoli da 7 a 11 del decreto legge che è all’esame del Parlamento si occupano di una materia delicata e più volte modificata nel corso degli anni, cioè quella dei meccanismi con cui i partiti politici finanziano la propria vita politica. Un esempio lo si trova all’articolo 7 che prevede che entro venti giorni dalla data delle elezioni (di qualsiasi livello) i partiti debbano pubblicare sul proprio sito Internet “il curriculum vitae dei loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario” pubblicazione per la quale “non è richiesto il consenso espresso degli interessati“. Una prescrizione questa che si scontra con i principi della  tutela della privacy infatti non a caso il casellario giudiziale non è consultabile online.

 

L’articolo 9  è quello che interessa più o meno implicitamente il perverso rapporto intercorrente tra il MoVimento 5 StelleDavide Casaleggio, figlio dello scomparso Roberto Casaleggio  co-fondatore insieme a Beppe Grillo del MoVimento che di fatto ha ereditato dal padre  il totale controllo sul partito.

La situazione attuale è che il M5S  è di fatto un partito politico  controllato da un’associazione privata cioè dall’Associazione Rousseau, di cui sono soci Davide CasaleggioMassimo Bugani, (che lavora nell’ufficio stampa del premier Giuseppe Conte) che però “formalmente” non ha alcun ruolo all’interno del M5S.

Davide Casaleggio con Max Bugani

Tutti i deputati e senatori “grillini”  sulla base del Regolamento dei gruppi parlamentari del M5S sono tenuti a versare 300 euro al mese nelle casse dell’ Associazione Rousseau che così nell’arco di una legislatura grazie ai 346 parlamentari eletti nel  MoVimento, senza pagare un euro di tasse, e senza alcun controllo dello Stato e del Fisco, incassano la bellezza di 6 milioni di euro di denaro pubblico !

Il decreto anticorruzione voluto dal ministro Alfonso Bonafede di fatto  è stato pensato per “salvare” Rousseau e Casaleggio.  Infatti al primo comma dell’articolo 9 si legge che “sono equiparate ai partiti e movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici ovvero che abbiano come scopo sociale l’elaborazione di politiche pubbliche“. Grazie a questo articolo di fatto si vuole dare per legge una dignità politica all’ Associazione Rousseau , associazione arrivata improvvisamente dall’alto in occasione dell’ultima revisione dello Statuto del M5S, quando si diceva che  avrebbe dovuto esclusivamente amministrare la gestione del “sistema operativo” del M5S. ma invece così non è stato.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio

Andando al comma 2 dell’articolo 9  è previsto che “un partito o movimento politico può essere collegato ad una sola fondazione o  ad una associazione o ad un comitato“. In pratica il MoVimento 5 Stelle, che è attualmente l’unico partito collegato ad un’associazione privata, potrà essere collegato solo all’ Associazione Rousseau  e non ad altre associazioni Quindi chiunque all’interno del M5S abbia intenzione di costituire nuove associazioni per fare  eventualmente “concorrenza” a quella del figlio  (mai  eletto)  di Gianroberto Casaleggio può rassegnarsi: non lo potrà mai fare. Alla faccia delle democrazia e degli slogan “uno vale uno“… !!!

Applicando l’articolo 9 voluto dal ministro guardasigilli Bonafede , accanto al M5S ci potrà essere  solo l’ associazione Rousseau, e così il ruolo di “padre-padrone” all’interno del M5S di Davide Casaleggio sarebbe “blindato” e garantito per Legge . C’è anche una parte che serve a “blindare” ancor di più Casaleggio: “i partiti o movimenti politici e le fondazioni, associazioni o comitati ad essi collegati devono garantire la separazione e la reciproca indipendenza tra le strutture direttive“.  Praticamente si stabilisce per legge in maniera inconfutabile che tramite l’ Associazione Rousseau, Davide Casaleggio ha anche il diritto di governare il M5S pur mantenendo l’indipendenza dal partito.  Casaleggio rimane a Milano nel suo ufficio e sin quando i soci non decideranno di estrometterlo…. non ci sarà alcun modo possibile per cambiare le cose.

Tutto questo dimostra e conferma che il gruppo dirigente del MoVimento 5 Stelle,  che non fa parte dell’ Associazione Rousseau  non ha alcun potere su questa associazione,  che di fatto controlla il M5S.

Alla faccia della democrazia e della legalità millantata dal M5S . Dove “uno in realtà vale molto “meno di uno…!

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