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20 Maggio 2022 19:04
20 Maggio 2022 19:04

Da oggi si vota per il nuovo Presidente della Repubblica

La prima votazione che si svolgerà per oggi pomeriggio, trova centrodestra e centrosinistra contrapposti. La partita vera comincerà in realtà da giovedì, quando dal quarto scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei 1009 grandi elettori per eleggere il nuovo capo dello Stato.

di REDAZIONE POLITICA

Quasi tutti pensavano e dicevano che eliminando dal tavolo dei giochi parlamentari l’ingombrante candidatura di Silvio Berlusconi, la trattativa per il Quirinale sarebbe stata molto più veloce e facile. Ma invece è ancora tutto in discussione. La prima votazione che si svolgerà per oggi pomeriggio, trova centrodestra e centrosinistra contrapposti. Senza accordi di convergenza sul nuovo presidente. I Dem ha già deciso di votare scheda bianca e molto probabilmente anche altri partiti opteranno per questa soluzione. La partita vera comincerà in realtà da giovedì, quando dal quarto scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei 1009 grandi elettori per eleggere il nuovo capo dello Stato.

La convocazione odierna da parte del presidente della Camera, Roberto Fico, è per le ore 15: la procedura di voto — già normalmente complessa — è stata ulteriormente complicata, quest’anno, dalle norme messe in atto contro la pandemia di Covid.

Nelle prossime ore della giornata la situazione potrebbe però sbloccarsi dopo l’atteso incontro tra Matteo Salvini ed Enrico Letta e domani o mercoledì forse si svolgerà un vertice plenario proposto dal centrosinistra tra tutti i leader e tutti i capigruppo parlamentari. “Sono ottimista entro mercoledì si troverà il candidato condiviso” ipotizza il segretario del Pd che dietro le quinte lavora per portare Mario Draghi sul Colle: “Il nome è sul tavolo. Quando vedrò Salvini per prima cosa gli chiederò se il suo stop al premier è ultimativo oppure no“, ha detto intervenendo nel programma tv “Che tempo che fa”.

Ma non solo di questa opzione Letta parlerà con Salvini, proponendo anche un “bis” di Sergio Mattarella: “Sarebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta” dice il segretario del Pd. . Nonostante le resistenze del capo dello Stato uscente, si potrebbe confermare lo schema attuale: Mattarella sul Colle, Draghi a palazzo Chigi. E tutti (o quasi) vivrebbero felici e contenti. Ma sopratutto le istituzioni sarebbero garantite al massimo livello e si potrebbe arrivare alla fine della legislatura, con una nuova legge elettorale.

“Abbiamo tre, quattro idee e proposte che faremo nelle prossime ore ha detto il leader della Lega. Anche se le parole di Salvini lasciano pensare che la “rosa” sarà un po’ più ampia di quella che circola da giorni. Il nome della direttrice del Dis Elisabetta Belloni si sente sempre più spesso e, nonostante alcune riserve, il nome dell’ex ministro Franco Frattini attuale nuovo presidente del Consiglio di Stato, non ha mai smesso di circolare.

Matteo Renzi con il quale Enrico Letta sostiene di lavorare “di comune accordo” dichiara che “al Quirinale non si va contro i partiti, serve un’iniziativa politica”. Quindi, “la prima possibilità è che si vada su un presidente che garantisca Draghi a Palazzo Chigi, perché non possiamo permetterci di perderlo“. In realtà lo scacchiere della trattativa è così confusione, che appare lontana l’ipotesi di un accordo per il Colle che replichi quel patto di unità nazionale capace di garantire la permanenza dell’ex capo della Bce alla guida del governo. Letta ha respinto i nomi fatti filtrare da Salvini: Elisabetta Casellati, Marcello Pera, Letizia Moratti, Carlo Nordio. Ed a sua volta Salvini ha bocciato le ipotesi fatte filtrare da Letta, a cominciare da Giuliano Amato.

In conclusione, a causa di questo assurdo meccanismo di azzoppare i candidati della controparte, non sarà possibile trovare un Presidente che piaccia allo schieramento dell’attuale maggioranza di governo. Quindi alla fine “si tornerà su Draghi per non perderlo e non fare un danno irreparabile al Paese“, sostiene un autorevole esponente del Pd, “oppure ci dovrà essere un’amplissima convergenza per spingere Mattarella ad accettare il bis“. Altra ipotesi, che continua a essere ritenuta “forte” nonostante lo stop di Salvini che ha subito chiarito “non è una proposta nostra” quella di Pier Ferdinando Casini, apprezzato come ottimo presidente bipartisan della Camera. Se quest’ultima opzione, dovesse passare con i voti della maggioranza di unità nazionale, potrebbe permettere a Draghi che ieri a passeggio per Città della Pieve con il suo amato bracco, di restare a Palazzo Chigi. “Non è vero che Mario rimarrà premier solo se al Quirinale resterà Mattarella. Lui non fa ripicche, è al servizio del Paese”, dice chi ha parlato con l’attuale premier.

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