Bankitalia commissaria la Banca Popolare di Bari. Il blitz salva-banca fallisce: Governo ancora una volta diviso

Bankitalia commissaria la Banca Popolare di Bari. Il blitz salva-banca fallisce: Governo ancora una volta diviso

Il Governo si riunisce d’urgenza all’improvviso, dopo che Conte aveva escluso interventi: serve circa un miliardo. Gli esponenti di Italia Viva che poco prima della riunione si chiamano fuori: “Rottura nel metodo e nel merito”. Il Pd accusa: “Assenze per fare notizia”. Il decreto slitta al prossimo Cdm. Matteo Salvini e Giorgetti attaccano : “Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un Cdm d’urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell’istituto?

di Francesca Ranieri

ROMA – Alla Popolare di Bari  è stato nominato  un nuovo vertice al posto del board guidato finora da Vincenzo De Bustis ; “La Banca d’Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali“, si legge sul sito della banca pugliese, 3.300 dipendenti, 70 mila soci,  cercando di rassicurare i clienti: “La banca prosegue regolarmente la propria attività. La clientela può pertanto continuare ad operare presso gli sportelli con la consueta fiducia“.

Precedentemente Bankitalia aveva convocato il CdA e comunicato la decisione di commissariare l’istituto di credito pugliese, nominando commissari straordinari Enrico Ajello e Antonio Blandini  e come componenti del comitato di sorveglianza Livia Casale, Francesco Fioretto ed Andrea Grosso , ai quali è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all’intervento di rilancio della banca.

Nelle stesse ore il Consiglio dei Ministri veniva convocato a Palazzo Chigi per discutere di un decreto ed intervenire sulla crisi ed adottare provvedimenti straordinari per salvare la banca: la Popolare di Bari ha un’esigenza di maxi ricapitalizzazione per una cifra stimata tra 800 milioni e 1miliardo di euro  necessari per il salvataggio della banca più grande del sud, che nei giorni scorsi ha confermato una richiesta d’aiuto al fondo interbancario e l’avvio di un dialogo con il Mediocredito Centrale  meglio noto come Banca del Mezzogiorno – controllata del Tesoro tramite Invitalia – che a quel punto opererebbe da partner industriale per attivare il Fondo Interbancario per la tutela dei depositi (Fitd) e proverebbe a rilanciare l’istituto pugliese.

Alle dieci di sera seduti al tavolo del Consiglio dei ministri ci sono solo il premier Giuseppe Conte, i ministri Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Enzo Amendola, Roberto Speranza e Riccardo Fraccaro. Matteo Renzi ha appena reso noto che se andranno avanti senza ascoltare le ragioni di Italia Viva, i suoi non voteranno un decreto per salvare la Banca Popolare di Bari . A sua volta Luigi Di Maio, che aveva già esternato le sue perplessità, ritira la delegazione dei ministri M5S. Il decreto salta. Dario Franceschini si rivolge il premier e gli dice: “A questo punto non ci sta neanche il Pd. Se non riesci a farli ragionare, rischiamo che salti tutto“. E’ di fatto, l’apertura di vera e propria crisi interna al Governo. Il premier Conte decide che il Consiglio dei ministri si tiene lo stesso, ma non ci sono né i grillini né i renziani . Il premier è seduto al tavolo solo con i ministri espressi da Leu, e dal Pd ed una confusa ed imbarazzata Luciana Lamorgese.

Palazzo Chigi

Per  Popolare di Bari, non rispetta i requisiti patrimoniali minimi e necessita di circa un miliardo di euro, si è fino ad ora parlato di un salvataggio in tandem del sistema bancario, attraverso il Fitd (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi). Il ministro Roberto Gualtieri, si apprende da fonti del Tesoro, ha illustrato in Cdm i contenuti di uno schema di Decreto che prevede il potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie di Mediocredito Centrale. Il Governo fornirebbe quindi una dotazione patrimoniale che consentirebbe a Mediocredito centrale di operare come banca di investimento e, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) ed eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari.  Il Fondo interbancario, che ha in agenda due riunioni il 18 e il 20 dicembre, attende una richiesta d’aiuto corredata da un piano industriale che faccia emergere il fabbisogno di capitale. La vera “questione” Popolare di Bari è quindi solo rinviata.

L’ argomento banche è pero un tasto dolente dopo tanti anni di battaglia politica “dura” e senza sconti su Banca Etruria, che hanno visto i “renziani” e i “grillini” contrapposti ed agguerriti su posizioni molto distanti. L’effetto della tensione politica è che doveva essere varato un decreto ma le proteste di Italia Viva hanno di fatto fatto saltare il programma: il decreto infatti è stato soltanto illustrato da Roberto Gualtieri, mentre il Cdm ha avviato “un’ampia discussione”, come riporta la nota di Palazzo Chigi, ed esprime la “determinazione ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio”, non senza portare avanti “azioni di responsabilità volte ad accertare le ragioni” del commissariamento della banca.

La riunione del Consiglio dei Ministri insolitamente e improvvisamente convocata per le 21 di ieri sera – ha aperto una frattura probabilmente insanabile all’interno dell’alleanza di Governo. Italia Viva ha protestato e non ha voluto partecipare alla riunione denunciando una “gravissima rottura nel metodo e nel merito”. M5S sostiene che il loro obiettivo è salvare i risparmiatori e non le banche. Un vero e proprio caos politico in cui la Lega ha gioco facile a chiedere ancora una volta le dimissioni di Giuseppe Conte, definito una “persona instabile o incapace”. Questo perché il premier Conte poche ore prima, in occasione della conferenza stampa al termine dell’Eurosummit, aveva affermato rispondendo a una domanda sulla banca pugliese,  che “al momento non c’è nessuna necessità di intervenire per nessuna banca. Seguiamo con grande attenzione, ma abbiamo un sistema in buona salute, assolutamente”.

I renziani hanno disertano la riunione non assicurando i loro voti in Aula a un decreto sulla Popolare di Bari. “Le cose vanno fatte alla luce del sole, non con un Cdm convocato mezz’ora prima” ha dichiarato Luigi Marattin  “Non siamo contrari a salvare le banche, perché significa salvare i territori e tutelare i cittadini, ma le modalità sono sbagliate. Bisognava prima far emergere il problema, portarlo all’attenzione dell’opinione pubblica, valutare chi è responsabile e poi intervenire”. Anche  perché si spendono soldi pubblici, prosegue Marattin, dopo che “si è fatta una discussione infinita per un centinaio di milioni della plastic tax”. Senza risparmiare una stoccata ai 5 stelle, in ricorso di una “ferita”, quella di Banca Etruria, ancora oggi mai rimarginata: ”È quantomeno paradossale –  aggiunge il deputato di Italia Viva che usa questi modi chi per anni ci ha accusato di aver regalato soldi alle banche con dei blitz”.

La posizione non era però del tutto inattesa. Infatti Matteo Renzi ieri a Rete4  aveva  dichiarato: “Sembra che il Governo debba mettere dei soldi sulle banche: sorrido sotto i baffi perché noi non avevamo messo un miliardo per le banche, ma ci hanno fatto un sacco di polemiche, ora toccherà a M5s farlo. Se bisogna salvare i risparmiatori è giusto farlo, ma chi ha raccontato balle dovrà avere il coraggio di dire alla fine ‘lo abbiamo attaccato ingiustamente’. Il tempo è galantuomo”.

Matteo Salvini

La Lega osserva la situazione e attacca direttamente Giuseppe Conte. “Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un Cdm d’urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell’istituto? – hanno dichiarato congiuntamente Matteo Salvini e Giancarlo GiorgettiUn pacato “no comment” avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente”.

Il premier Conte non può permettersi di arrivare a lunedì senza aver trovato una quadra del problema: i mercati aggredirebbero le banche e di fatto metterebbero a rischio l’intero sistema. Vorrebbe provare ad andare avanti, insieme al ministro dell’Economia Gualtieri, cercando di forzare la mano, ma si rende conto che non può permetterselo: al termine dalla riunione, viene fuori solo un imbarazzante comunicato pieno di buone intenzioni. Servirà tutto il fine settimana per trattare e convocare un nuovo Cdm, forse domenica, e comunque prima della riapertura delle borse, per fare il decreto cercando di tenere dentro l’intesa tutta la maggioranza.  L’avventura di questo governo sembra essere arrivata ai titoli di coda.

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