Arriva il salvataggio per le imprese: prestiti bancari garantiti dallo Stato

Arriva il salvataggio per le imprese: prestiti bancari garantiti dallo Stato

L’azione di sostegno finanziario che consentirà la liquidità in arrivo alle imprese italiane passerà attraverso il Fondo di garanzia delle Pmi cioè quelle medio piccole che rappresentano il tessuto economico più diffuso in Italia. Su questo decreto persistono spigolature tecniche e politiche sull’entità della garanzia statale per i prestiti bancari alle aziende

ROMASi è svolta questa mattina a Palazzo Chigi una riunione tra il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e Fabrizio Palermo amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti . Al centro dell’incontro il decreto liquidità e il tema degli strumenti per mettere in campo le garanzie dello Stato per i prestiti bancari alle aziende. Un’altra riunione si era svolta nella serata di sabato a cui aveva partecipato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Finalmente il Governo si attiva: prestiti garantiti al 100% dallo Stato per le piccole e medie imprese, senza istruttoria bancaria e senza costi fino a 25.000 euro e nella misura massima del 25% del fatturato. Anche in questo caso i prestiti saranno  a 6 anni, salvo revisioni di percentuali e durate che potrebbero essere riviste dal Consiglio dei ministri. Prevista anche la garanzia totale fino a 800mila euro con la valutazione del merito di credito, mentre per le concessioni maggiori la garanzia scenderà al 90% con moduli semplificati di valutazione economico finanziaria. L’azione di sostegno finanziario che consentirà la liquidità in arrivo alle imprese italiane passerà attraverso il Fondo di garanzia delle Pmi  , cioè quelle medio piccole che rappresentano il tessuto economico più diffuso in Italia.  La dotazione di circa 7 miliardi da qui alla fine dell’anno com la capacità di generare circa 100 miliardi di euro di liquidità per le aziende fino a 499 dipendenti.

La strada, però, resta in salita in quanto mentre da un lato il Governo sembra voler percorrere la via di un dialogo che non sembra non facile con le opposizioni, lo spettro di nuove tensioni, anche nella maggioranza, si affaccia sull’ipotesi di una task force sulle riaperture. Con, sullo sfondo, quell’ Eurogruppo di martedì dove è tutt’altro che scongiurata la possibilità che sul tavolo finisca l’utilizzo del Mes.

Il fondo sarà rifinanziato con 7 miliardi garantendo liquidità per 100 miliardi.E’ uno strumento che le banche conoscono bene – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e tutto sarà più rapido: tempo qualche giorno e le persone potranno recarsi presso gli istituti i credito”. A valutare le grandi imprese, invece, sarà chiamata la Sace. Queste le ultime novità contenute nel decreto Imprese che arriverà domani al vaglio del  consiglio dei ministri che, oltre al capitolo “liquidità“, conterrà anche le norme per il rinvio delle scadenze fiscali e l’applicazione dal parte del Governo  scudo del “Golden Power” da utilizzare per evitare possibili scorrerie piratesche sulle aziende italiane di settori strategici.

PRESTITI , GARANZIE E LIQUIDITA’.  Liquidità è una delle parole “chiave”. Le attività imprenditoriali bloccate dal CoronaVirus non hanno incassi ma nello stesso tempo sono tenute  a dover fronteggiare dei pagamenti certi, quindi finanziarle equivarrebbe  a dare ossigeno all’economia nazionale. E’ su questo punto che subentra il “salvataggio” consentito dal Fondo di Garanzia per le Pmi che si baserà su tre direttive principali: garanzia al 100% per i prestiti fino a 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito; garanzia al 100% per i prestiti fino a 800.000 euro, con la valutazione del merito di credito; garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, potendo arrivare al 100% con la controgaranzia dei Confidi Prestiti più facili anche per le partite Iva. Sulla soglia del 90% c’è stata un confronto su chi sosteneva da una parte  che questo potessi bloccare molti prestiti verso imprese che hanno avuto qualche difficoltà, legando le mani al sistema bancario.

IL RUOLO DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI.  Il Governo chiamerà di nuovo Cdp a scendere in campo, su questo fronte della liquidità,  che già nel decreto Cura Italia ha ottenuto risorse per 500 milioni in grado di sostenere prestiti per 10 miliardi. La dote finanziaria adesso sarà ora alimentata in modo sostanzioso. Verrà definito anche il ruolo di Sace, società specializzata nel garantire le imprese nei loro impegni internazionali che è controllata dalla Cdp  e che resterà partecipata anche se si starebbe valutando lo spostamento per un controllo diretto dal parte del Ministero dell’EconomiaSace avrà un ruolo chiave nella valutazione delle garanzie per i prestiti nei confronti delle imprese medio-grandi, alle quali viene esteso l’intervento con il decreto imprese.

RINVIO DELLE TASSE: Un secondo capitolo del decreto,  è quello “fiscale” finalizzato a non toccare le  risorse finanziarie eventualmente disponibili nelle casse delle imprese, e prevede  il rinvio delle scadenze fissate al 31 maggio e un ampliamento della platea non solo alle filiere più colpite ma anche a chi abbia registrato perdite consistenti del fatturato, insieme alla creazione di un fondo per i futuri ristori. Accanto a questo, si sta pensando anche di abbassare gli acconti delle tasse di giugno-luglio – lasciando ad esempio ai Comuni la possibilità anche di rinviare l’Imu-Tasi-Tari – conseguenti alla riduzione di tutte le attività per le misure restrittive di contenimento del virus. Le norme fiscali sarebbero poi accompagnate da un alleggerimento della stretta per i rimborsi fiscali. Salterebbe anche l’esame di ‘fedeltà fiscale’ che le  pubbliche amministrazioni erano tenute ad applicare sui fornitori prima di pagarli.

Il Governo intende sospendere i pagamenti di Iva, ritenute e contributi per i due mesi. In questo caso slitterà in avanti anche il pagamento dell’Iva annuale dei contribuenti Iva che liquidano l’imposta ogni tre mesi. Importante precisare e ricordare che la sospensione sposterà anche la ripresa dei pagamenti per le partite Iva che a metà marzo hanno beneficiato dello stop dei pagamenti con il decreto Cura Italia.

Nel blocco degli adempimenti fiscali rientreranno anche quelli di Agenzia Entrate-Riscossione a partire dai pignoramenti presso terzi, ossia quelli che nel 90% della riscossione coattiva si trasformano in un blocco dei conti correnti o del quinto dello stipendio. Si presume che questo stop riguardi le operazioni messe in atto dall’agente pubblico della riscossione prima del decreto Cura Italia.  Il Governo potrebbe includere nel pacchetto delle misure di sterilizzazione per i prossimi due mesi dello stop a possibili compensazioni di crediti da parte di contribuenti che hanno somme iscritte a ruolo. Sullo steso filone si muove anche la rimozione del controllo preventivo su debiti fiscali superiori a 5mila euro da parte delle amministrazioni pubbliche sui fornitori della Pubblica Amministrazione che in caso di cartelle pendente potrà liquidare la fattura e il controllo ed un eventuale stop verrà applicato alle successive fatture.

GOLDEN POWER. Per difendere le imprese italiane  è previsto un rafforzamento dei ‘poteri speciali‘ per evitare che, con il calo dei titoli di Borsa, le imprese italiane operanti in settori strategici possano essere scalate ed acquistate a prezzi di saldo dall’estero. E’ prevista quindi un’estensione del “golden power“, che già esiste sui settori della difesa, telecomunicazioni, energia, anche per alimentare, sanità, banche e assicurazioni. Il Governo potrebbe prevederlo ed applicarlo anche per tutelare le imprese medio-piccole, con meccanismi preventivi senza attendere alcuna notifica di un “take-over”, proteggendo così facendo  le società italiane anche in ambito europeo.

In Consiglio dei ministri approderà anche il decreto scuola per salvare l’anno scolastico sotto Coronavirus. Il provvedimento prevede che l’ammissione alla maturità scatterà automaticamente per tutti i maturandi. A prescindere che le scuole riaprano prima o dopo il 18 maggio. Da scelta dal governo per decidere che tipo di esame dovranno affrontare a partire dal 17 giugno. Per quest’anno non costituiranno requisiti obbligatori la partecipazione alle prove Invalsi, in italiano, matematica, inglese, e lo svolgimento delle ore minime di alternanza scuola-lavoro. L’esperienza “on the job” svolta nell’arco dell’ultimo triennio troverà comunque spazio in sede di colloquio orale.

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