Il gip Francesco Maccagnano del Tribunale di Taranto ha fissato per il prossimo 3 novembre l’interrogatorio preventivo di Lucia Morselli, ex amministratore delegata di Arcelor Mittal Italia , che ha poi cambiato denominazione in Acciaierie d’Italia, e del dirigente dello stabilimento siderurgico di Taranto Alessandro Labile e Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra, nei confronti dei quali la procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari nell’ambito di una inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento tra il 2019 e il 2024 e sulle irregolarità ipotizzate nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets.
Insieme alle tre misure restrittive della libertà personale, i magistrati tarantini hanno chiesto l’applicazione di misure interdittive per altri dieci indagati, tra quadri, tecnici e figure di vertice della catena di controllo interno. Contestata la carente manutenzione degli impianti che avrebbe provocato emissioni dannose per lavoratori e cittadini. Per otto indagati, invece, la Procura ionica ha chiesto la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio: in pratica l’intero Comitato “Ets-Emissions Trading System” che è l’Autorità nazionale competente per l’attuazione del sistema di scambio delle quote di emissioni dei gas ad effetto serra previsto dalla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003. Le richieste di misure cautelari riguardano il presidente Alessandro Carettoni, il vice presidente Mauro Mallone, la coordinatrice della Segreteria tecnica Giulia Dramis, e i componenti Sergio La Motta, Giuseppe Marchese, Mauro Maurici, Mauro Rotatori e Antonio Sclafani.
L’inchiesta è relativa al periodo compreso tra il 2019 e il 2024 durante la gestione a guida ArcelorMittal. er fa luce sulle emissioni industriali prodotte nell’impianto siderutgico di Taranto L’indagine condotta dai pubblici ministeri Mariano Buccoliero, Francesco Ciardo (da qualche mese trasferitosi alla Procura di Lecce) e Francesco Sansobrino, delinea una gestione aziendale volta a preservare i volumi operativi e i ritorni economici a scapito del rispetto dei limiti ambientali e delle prescrizioni dell’Aia. Nel fascicolo sono 28 le persone fisiche indagate e 5 società (AdI Holding spa, Adi Spa, ArcelorMittal, Igq e Sogesa Consulting ). Nei confronti di otto di loro il reato contestato è l'”associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l’ambiente, la salute pubblica e la pubblica amministrazione”.


La procura di Taranto ha chiesto anche il il divieto di esercitare ruoli direttivi in imprese sottoposte ad AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale ) nei confronti dell’ ex direttore dello stabilimento Vincenzo Dimastromatteo e del direttore Finanze Tesoreria e Dogane di AdI-Acciaierie d’ltalia Antonio Mura. Indagati a piede libero Franco Bernabè, ex presidente di AdI-Acciaierie d’ltalia e del suo consulente Vito Di Marco, addetto alle relazioni con il Governo, , Aditya Mittal, Ceo della socieà lussemburghese ArcelorMittal SA, Cecilia Galimberti Aghion Responsabile del Gruppo di Verifica Ispettiva e Responsabile della verifica per Igq, Beatrice Pettinari Responsabile del Riesame Indipendente per Igq, Roberto Pieroncini Direttore tecnico Igq Giuseppe Nassisi responsabile Customs & Trade di AdI, Otradovec Ondra componente del cda di AdI-Acciaierie d’ltalia in quota Arcelor Mittal , Felice Sassi, dipendente di AdI e stretto collaboratore del direttore Alessandro Labile, Michele Zagaria, metallurgista di AdI-Acciaierie d’ltalia , Pierluigi Pireddu, socio della Sogesa Consulting e consulente di AdI-Acciaierie d’ltalia , Francesco Alterio, procuratore speciale di AdI-Acciaierie d’ltalia da luglio 2021 e Capo area cokeria e sottoprodotti dello stabilimento ex-Ilva di Taranto, Aldo Bove responsabile dei laboratori primari e ambientali dell’ex Ilva, Angelo Di Martino, capo della segreteria direzionale di AdI-Acciaierie d’ltalia e Nicola Petronelli direttore dell’Area ghisa dello stabilimento ex-Iva di Taranto

Lucia Morselli aveva ricevuto la notifica già nel marzo del 2024 di un avviso di proroga delle indagini a seguito di un indagine nei suoi confronti avviata dalla Procura di Taranto a seguito di un esposto sui picchi di benzene che furono registrati nello stabilimento. Nel successivo mese di luglio partirono le perquisizioni e i sequestri per la presunta truffa ai danni dello Stato sulle quote di Co2 a cui fecero seguito gli avvisi di garanzia all’ex manager e ad altri dirigenti, consulenti e dipendenti per le ipotesi di “associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, al disastro ambientale e alla truffa ai danni dello Stato”. La Morselli risulta coinvolta anche in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta avviata dalla Procura di Milano dopo una relazione dei commissari straordinari dell’ex Ilva.
“Sono convinto dell’assoluta innocenza della mia assistita, Lucia Morselli, che ha sempre agito rispettando tutte le regole“. Così l’avvocato Giuseppe Iannaccone sulla richiesta di arresti domiciliari nei confronti della ex presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Taranto sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dello stabilimento ex Ilva tra il 2019 e il 2024. “Sono altresì convinto – aggiunge il legale – di poter chiarire nel contraddittorio attraverso un sereno confronto con la magistratura inquirente e con il giudice, la trasparenza e correttezza del suo operato”. Come poteva il difensore della Morselli non essere solidale con la sua cliente ?
Sarà quindi il Gip Maccagnano a decidere, al termine delle audizioni preliminari di garanzia, se accogliere le richieste cautelari della Procura o respingerle.







