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24 Maggio 2026 22:52

Mattarella: “La strage di Capaci ha segnato la storia della Repubblica”

Meloni: "Non dimenticare chi ha sacrificato la vita per la giustizia". La Russa: "L'Italia si inchina alle vittime della strage". Fontana: "La memoria richiama responsabilità e coraggio"

“La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani. Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio MontinaroRocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo BorsellinoEmanuela LoiAgostino CatalanoWalter Eddie CosinaVincenzo Li MuliClaudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia”, ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mattarella: “Il 23 maggio fu l’avvio della riscossa civile”

“Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani ‘la Giornata della legalità’. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini.Un impegno che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani”, ha concluso il Capo dello Stato.

Meloni: “Non dimenticare chi ha sacrificato la vita per la giustizia”

“Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione del 34mo anniversario della strage di Capaci.

La Russa: “L’Italia si inchina alle vittime della strage di Capaci”

“In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa”. scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fontana: “La memoria richiama responsabilità e coraggio”

“A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, il pensiero va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta assassinati dalla mafia: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Quel giorno segnò profondamente la coscienza nazionale e mostrò tutta la brutalità della criminalità organizzata, contrastata con coraggio da uomini e donne che scelsero di servire il Paese, il bene comune e di difendere l’ordine democratico. La loro testimonianza continua a rappresentare un richiamo forte all’impegno e alla necessità di lottare costantemente contro ogni forma di minaccia mafiosa”. Lo afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Centinaia di giovani studenti si sono radunati davanti al Tribunale su iniziativa della Rete per la cultura antimafia nella scuola, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati. All’iniziativa hanno aderito 25 istituzioni scolastiche siciliane, il liceo delle scienze umane “Avogadro” di Biella, il liceo statale “Laura Bassi” di Sant’Antimo (Napoli), l’istituto comprensivo “Guglielmo Marconi “di Terni, l’istituto omnicomprensivo “Primo Levi” di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), l’associazione “Libera Palermo” e il Comitato Addiopizzo. “Studentesse e gli studenti delle istituzioni scolastiche aderenti alla nostra Rete, si esibiscono con canti, balli, letture e performance teatrali, perche’ costruire una cultura antimafia è la nostra principale missione educativa“, afferma la Rete per la cultura antimafia nella scuola.

La dedica a Falcone, Morvillo e agli uomini della scorta

Falcone, Morvillo, Montinaro, Dicillo, Schifani… Presenti!, si legge su un lenzuolo. “Giovanni Falcone vive nei nostri passi”, e’ impresso su un cartello. “Legalita‘”, e’ l’appello stampato sulle magliette bianche indossate dagli alunni. Gran parte dei partecipanti e’ arrivata in corteo sulle note di “Cento passi”, inno di liberazione dalla mafia ispirata alla vita di Peppino Impastato. Il corteo, organizzato dall’istituto comprensivo “Da Amicis-Leonardo Da Vinci” e dall’istituto comprensivo “Alberico Gentili”, ha sfilato da via Serradifalco fino a piazza Vittorio Emanuele Orlando, per l’abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia.

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