Scandalo rimborsi M5S. Per il programma TV Le Iene” “I morosi sono 14”

Scandalo rimborsi M5S. Per il programma TV  Le Iene”  “I morosi sono 14”

ROMA – Lo scrivono “Le Iene” sul sito della trasmissione di Mediaset : “Sarebbero 14 i parlamentari Cinque stelle che hanno pubblicato dei bonifici che non sono mai arrivati a destinazione nel fondo per il microcredito. Questo il numero che risulta alla nostra fonte” e  e che quindi “contraddirebbe quanto detto da Luigi Di Maio“.

“Di Maio ha così comunicato che sarebbero otto i parlamentari morosi, con un buco di quasi 800mila euro –  si legge nella nota delle Iene – Ma secondo la nostra fonte sarebbero quasi il doppio. E alcuni di questi parlamentari morosi, ancora senza nome perché prima vorremmo incontrarli per chiedere conto, avrebbero escogitato un altro giochino originale per trattenere più soldi nelle loro tasche. Non si tratterebbe, quindi del solito metodo di annullamento del bonifico appena inviato, che permetteva così di inviare la ricevuta al sito tirendiconto.it e quindi di risultare formalmente in regola, che in tanti hanno praticato“.  

Un altro senatore pugliese Barbara Lezzi, “intercettata” dall’inviato  Filippo Roma  durante un appuntamento elettorale in Puglia accanto proprio a Luigi Di Maio, secondo la preziosa “fonte” del programma  “dichiara di aver fatto un versamento di 3500 euro, che non compare nel fondo del microcredito”. La senatrice ha contattato la redazione del programma, sostenendo di essere in regola con i bonifici e lo staff delle Iene ha anticipato che la incontreranno appena possibile. Al momento candidato premier del Movimento 5 Stelle sembrerebbe volerla “salvare” nonostante tutto.

Filippo Roma nel frattempo ha provato ad avvicinare Beppe Grillo durante un comizio, ma questa volta l’impresa è stata resa impossibile. Il fondatore del Movimento il giorno successivo, sul suo novo blog personale che si  è”staccato” da quello dei 5 Stelle,  ha dichiarato che i parlamentari non in regola sono affetti da “sindrome compulsiva di donazione retroattiva“, e ha chiuso la questione glissando che “c’è rimasto male”. La Iena ha persino accompagnato il candidato premier M5S Luigi Di Maio preso la filiale di Montecitorio del gruppo Banca Intesa per verificare che i suoi conti fossero tutti in regola.

Filippo Roma conclude: “Di Maio è perfettamente in regola con le restituzioni”. Il candidato premier grillino si è detto rammaricato, perché alcune persone “per qualche decina di migliaia di euro hanno danneggiato l’immagine del Movimento e fatto perdere un po’ di fiducia, che ora recupereremo pubblicando i documenti”. Di Maio ha annunciato che chiederà  ai parlamentari “furbetti” di rinunciare al seggio e ha garantito alla Iena che sicuramente non faranno parte nel gruppo parlamentare del Movimento.  Ma in realtà  nessuno può garantire che una volta eletti, i  “furbetti” del Movimento 5 Stelle escano per aderire ad altri gruppi parlamentari portandosi a casa un lauto stipendio anche per la prossima legislatura. E non sarebbero i primi….
La redazione delle “Iene” ha annunciato che  prossimi giorni verranno resi noti i chiarimenti forniti dai vari parlamentari che non sono presenti nella lista di Di Maio (se saranno riusciti a incontrarli). Infatti secondo la fonte “confidenziale”, i parlamentari grillini coinvolti nella mancata restituzione di parte del loro stipendio sarebbero 14,  anticipando che nei prossimi giorni verranno forniti ulteriori aggiornamenti.

Un vero e proprio stillicidio. I candidati del M5s “furbetti” saltano come birilli ed in pratica ci sarebbero già i numeri per formare, ancor prima delle elezioni, un vero e proprio gruppo parlamentare di “epurati”.  Un primo scossone arrivava nel pomeriggio, quando ilfoglio.it rivelava che Piero Landi, candidato a Lucca, è iscritto alla massoneria. Poche ore dopo si scopriva che anche un altro candidato in Calabria, Bruno Azzerboni, appartiene a una loggia: dopo il campano Vitiello, i massoni salgono a tre. “Non possono stare nel M5s e gli sarà richiesto di rinunciare al seggio”, dicono dal Movimento. Ma in realtà non c’è modo di cancellarli dalle liste né tantomeno di buttarli fuori dal Parlamento, neppure attraverso il “modulo Dessì”, l’autorinuncia firmata dal candidato escluso per l’affitto a 7 euro. Ormai la “frittata” è fatta ! I due massoni cadono tra capo e collo sul movimento, mentre l’attenzione è puntata sugli “scrocconi”.

Il gruppo parlamentare degli espulsi può raggiungere la doppia cifra. Della Valle è irreperibile, il padre dice che è fuggito a Casablanca, ma lui nel pomeriggio smentisce. Dalla lista delle “Iene” sono state salvate Barbara Lezzi e Giulia Sarti. Quest’ultima ha denunciato per i mancati rimborsi l’ex fidanzato: nonostante il loro rapporto fosse finito, “la nostra convivenza è continuata fino ad ora anche se non ci vediamo dallo scorso dicembre”, ha detto.  Le credete ?

 

 

 

 

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