"Monnezzopoli": chiesto giudizio immediato per Tamburrano ex-presidente della Provincia di Taranto e la sua "cricca"

"Monnezzopoli": chiesto giudizio immediato per Tamburrano ex-presidente della Provincia di Taranto e la sua "cricca"

Proseguono invece le indagini per gli altri indagati Rosalba Lonoce (figlia di Pasquale), l’ingegnere Federico Cangialosi ex presidente dell’ Amiu di Taranto , e Mimmo Natuzzi  direttore tecnico dell’Amiu, e nei confronti di Antonio Albanese, presidente del Gruppo CISA di Massafra, che rivelò alla “cricca” attraverso il Venuti  che venivano intercettati dalla Guardia di Finanza.. I reati contestati sono, a vario titolo, corruzione e turbata libertà degli incanti.

Martino Tamburrano

TARANTO – Il procuratore aggiunto Maurizio Carbone ed il sostituto procuratore della repubblica Enrico Bruschi della Procura di Taranto hanno formulato richiesta al Gip del tribunale jonico il giudizio immediato per l’ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano (esponente di Forza Italia), per Pasquale Lonoce  di San Marzano di San Giuseppe, amministratore di fatto dell’ azienda 2Lecologica Srl,  operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, per Lorenzo Natile dirigente del quarto settore Pianificazione e Ambiente della Provincia di Taranto, e per Roberto Venuti procuratore speciale della società Linea Ambiente Srl proprietaria della discarica di Grottaglie,  che comunque restano nel proprio stato di detenzione.

La discarica di Grottaglie (TA) in località La Torre Caprarica, denominata “III lotto”,

I reati contestati sono, a vario titolo, di “corruzione che viene contestata ai quattro indagati, in concorso con tre figli di Lonoce, e “turbata libertà degli incanti” nei confronti di Tamburrano e Lonoce, in concorso con Cangialosi e Natuzzi.

I quattro vennero arrestati e portati in carcere dalla Guardia di Finanza lo scorso 14 marzo a seguito dell’ordinanza di arresto convalidata dal Gip dr.ssa Vilma Gilli nell’ambito di un’indagine che portò alla lucegrazie ad una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali  gli affari illeciti e accordi corruttivi della “cricca” che manovrava al di fuori della legalità ottenere per l’autorizzazione e l’ampliamento della discarica Torre Caprarica di Grottaglie e per aggiudicarsi la gara d’appalto per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti del Comune di Sava. poi revocato in autotutela dall’ente comunale savese guidato dall’ Avv. Dario Iaia.

Proseguono invece le indagini per gli altri indagati Rosalba Lonoce (figlia di Pasquale), l’ingegnere Federico Cangialosi ex presidente dell’ Amiu di Taranto , e Mimmo Natuzzi  direttore tecnico dell’Amiu  nelle sue vesti di presidente e membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani nominata dal Comune di Sava , tutti finiti agli arresti domiciliari,  e nei confronti di Antonio Albanese, ( a lato nella foto) presidente del Gruppo CISA di Massafra, che rivelò alla “cricca” attraverso il Venuti  che venivano intercettati dalla Guardia di Finanza.

Il gruppo di faccendieri che faceva riferimento all’ex presidente della Provincia Taranto, secondo l’impianto accusatorio della Procura di Taranto alla luce delle approfondite indagini delle Fiamme Gialle,  avrebbe ricevuto vantaggi in denaro e beni attraverso degli atti corruttivi che hanno portato loro dei notevoli guadagni illeciti .   Tamburrano  tuttora ristretto nel carcere di Taranto  avrebbe richiesto e percepito una tangente di 5mila euro al mese, un Suv Mercedes del valore di oltre 50mila euro ed un contributo di 250mila euro come finanziamento della campagna elettorale di sua moglie, Maria Francavilla, candidatasi al Senato alle Elezioni Politiche del 2018 per Forza Italia, senza riuscire ad essere eletta, per sbloccare l’autorizzazione all’ampliamento della discarica Torre Caprarica di Grottaglie e pilotare la gara d’appalto per la gestione dei rifiuti solidi urbani a Sava,
A seguito della della richiesta di rito immediato della Procura di Taranto, i difensori degli imputati possono scegliere due strategia, e cioè o andare a giudizio direttamente, sperando di poter dimostrare nel processo la propria assoluzione ed estraneità ai fatti che vengono contestati agli imputati; o in alternativa richiedere il rito abbreviato, che comporta la riduzione ad 1/e della pena massima prevista dal codice penale. La decisione inaspettata della Procura ha bloccato ieri  gli avvocati Giuseppe Modesti e Carlo Raffo difensori di Martino Tamburrano , i quali hanno rinunciato al previsto ricorso davanti al tribunale del Riesame, che era fissato proprio per ieri .

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