Ilva, il delirio di Di Maio: "Porteremo le carte in tribunale"

Ilva, il delirio di Di Maio: "Porteremo le carte in tribunale"

Il ministro dello Sviluppo sostiene che non è stata ancora detta l’ultima parola sulla legittimità della gara che ha assegnato l’acciaieria ad ArcelorMittal. L’ex viceministro Bellanova gli ricorda che l’esito del referendum tra i lavoratori, ha dimostrato la loro approvazione quasi all’unanimità dell’accordo

ROMA –  Dopo aver definito la gara dell’Ilvaun delitto perfetto“,   il vicepremier Luigi Di Maio intervenendo a un convegno a Nola sulle Zone Economiche Speciali, adesso annuncia: “Sulla legittimità della gara per l’Ilva non è finita qui. Adesso si prendono le carte e si portano in tribunale” sostenendo di aver concluso la gara perchè “l’obiettivo da centrare non era l’annullamento ma fare in modo che tutto fosse in regola”. “Non ho potuto annullare – continua – perchè su quella gara era stato compiuto il delitto perfetto, non si poteva annullare”.

Risulta lampante che Di Maio non abbia il coraggio di andare a spiegarlo agli elettori pugliesi, e di giustificare le farneticanti promesse fatte dai candidati, poi eletti, alla Camera del Senato, che millantavano la “chiusura e riconversione” dello stabilimento di Taranto.

Di Maio ancora una volta dimostra di non sapere di cosa parli, in quanto al massimo volendo portarle da qualche parte, quelle carte potrebbe portarle soltanto in Procura e non in un Tribunale. Un’ipotesi irreale, in quanto se vi fosse stata un’ipotesi di reato, una decisione del genere l’avrebbero adottata l’ ANAC l’ autorità nazionale anticorruzione e l’ Avvocatura Generale dello Stato. Se tutto ciò non è accaduto è conseguente ed evidente che non c’erano i presupposti ed alcuna ipotesi di reato. Ma chi glielo spiega questo all’ex steward dello Stadio San Paolo, privi di qualsiasi laurea e di competenze giuridiche-giudiziarie ?

Nel frattempo all’ Ilva tra poche ore nasce l’era di ArcelorMittal. La senatrice Pd ed ex viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova, ricorda che l’accordo con i lavoratori, è stato approvato con un quasi plebiscito: “Quel 94% con cui i lavoratori Ilva hanno accolto l’accordo sottoscritto da parti sociali e acquirente è la risposta più chiara che potesse arrivare al ministro Di Maio su quanto in questi mesi è andato dicendo spesso e volentieri a vanvera“.

“Il vicepremier Luigi Di Maio ci pare incerto e confuso. – aggiunge il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa durante il suo intervento di chiusura della festa dell’Udc a Fiuggi. – Un giorno vorrebbe chiudere l’Ilva, l’altro firma l’accordo per rilanciarla. Un giorno vorrebbe cancellare l’obbligo dei vaccini, un altro giorno lo conferma“. E se ci tocca dare  ragione a Cesa, allora vuol dire che Di Maio è arrivato proprio al capolinea !

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