TUTTI I VICE MINISTRI E SOTTOSEGRETARI DEL GOVERNO DRAGHI

TUTTI I VICE MINISTRI E SOTTOSEGRETARI DEL GOVERNO DRAGHI

Sono 39 i sottosegretari del governo Draghi: 19 donne e 20 uomini. Al Movimento 5 stelle ne vanno 11, alla Lega 9, al Pd e a Fi 6 ciascuno, 2 a Italia Viva, uno a Liberi e Uguali, uno a Noi con l’Italia, uno a +Europa, uno al Centro Democratico. La delega allo Sport, sarà assegnata successivamente, come è stato annunciato. Metodo da perfetto manuale Cencelli.

di REDAZIONE POLITICA

Dopo un’ora di interruzioni, di veti, di animate discussioni, il Consiglio dei ministri vara la lista dei sottosegretari. Mario Draghi ha affidato nelle mani del prefetto Franco Gabrielli, già capo della Polizia di Stato, la “pesante” delega ai Servizi segreti, un mondo che Gabrielli conosce bene avendo lavorato in passato anche al Sisde (ora Aise).

Spicca l’operazione di Matteo Salvini, che dopo la presenza influente di Giancarlo Giorgetti al governo, incassa una serie di fedelissimi su caselle pesanti. Così come pesanti sono alcune deleghe incassate da Forza Italia, a partire da quella all’Editoria, fra i principali motivi di scontro del burrascoso Consiglio dei Ministri dal quale è venuto fuori l’elenco.

Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini

Tra i 5 stelle ha prevalso la linea “governista”: Laura Castelli ottiene l’unico posto da viceministro all’Economia (che già occupava) , Anna Macina, considerata molto “vicina” alle posizioni di Luigi Di Maio, ha ottenuto una delle due poltrone di sottosegretario alla Giustizia, confermato alla Salute Pierpaolo Sileri apprezzato da tutti bipartizan . Il Pd esce fortemente ridimensionato numericamente, e nel complesso delle possibili deleghe, paga lo scotto più alto.

Forza Italia dopo aver lamentato scarsa considerazione nella composizione del governo incassa una serie di incarichi “pesanti” per ruoli ministeriali . La vera sorpresa è l’ assegnazione azzurra della delega all’Editoria. Sul nome di Giorgio Mulè (alla fine spostato al ministero della Difesa), considerato eccessivamente vicino a Silvio Berlusconi, si è opposto il veto dei 5 stelle, che ha portato all’interruzione del consiglio dei ministri, sbloccatosi poi sul nome di Giuseppe Moles, senatore forzista molto vicino all’ex-Cavaliere. Così come “pesante” è la poltrona di sottosegretario alla Giustizia affidata al deputato Francesco Paolo Sisto, esperto e stimato avvocato penalista del foro di Bari, così come importante è la poltrona quella di viceministro dello Sviluppo economico assegnata a Gilberto Pichetto Fratin. Storicamente di “fede” berlusconiana è Deborah Bergamini, sottosegretario ai rapporto con il Parlamento.

Anche Matteo Salvini ha occupato caselle chiave strategiche affidate a uomini e donne della Lega sui quali può fare totale affidamento. La casella più importante e di immagine è sicuramente quella assegnata a Nicola Molteni, che torna al Viminale dopo esserci stato da battagliero alfiere dei decreti sicurezza durante la gestione di Salvini all’ Interno, un ruolo che potrebbe essere fondamentale per condizionare l’agenda sui temi di sicurezza e immigrazione. Altra conferma è quella dell”ex-sindacalista dell’ UGL, Claudio Durigon, “salviniano” di ferro e luogotenente leghista nella Capitale, che rispetto alla precedenza esperienza nel governo gialloverde (Conte uno) dove era sottosegretario al Lavoro, passa all’Economia, così come Lucia Borgonzoni che ritorna alla Cultura e Gian Marco Centinaio, nuovamente al Ministero dell’Agricoltura di cui era stato ministro, una nomina indigesta per il nuovo titolare del dicastero, il grillino Stefano Patuanelli. Un volto nuovo ed altro uomo di fiducia del segretario è Alessandro Morelli, che conquista il pesantissimo posto da viceministro alle Infrastrutture.

Ad uscire malconcio dalla trattativa è il Pd, che vede la propria precedente truppa di sottogoverno più che dimezzata nei numeri (da 16 a 7) che sconta nella suddivisione dei sottosegretari l’aver richiesto ed ottenuto dei ministeri “pesanti”, e che si avvia verso altre ore delicate dopo le polemiche che lo hanno attraversato per l’assenza di donne nell’esecutivo, che giustifica la prevalente presenza femminile nelle nomine. Marina Sereni, è l’unica viceministra del Pd, riconfermata agli Esteri, mentre Simona Malpezzi rimane ai rapporti con il Parlamento, Anna Ascani trasloca dall’Istruzione al Mise. Dall’assessorato al Bilancio della Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti (segretario nazionale del Pd – n.d.r.) arriva al Mef Alessandra Sartore.

La nomina della barese Assuntela Messina ripaga l’area di Michele Emiliano (che si dichiara esterno al Pd ma continua a fare di fatto l’interno) dalla “bocciatura” di Francesco Boccia, mentre la componente di Andrea Orlando “paga” il suo ingresso al governo con l’assenza dei candidati a lui vicini, da Andrea Giorgis ed Antonio Misiani e Andrea Martella passando . Vincenzo Amendola ottiene la delega agli Affari europei dopo il lavoro svolto da ministro, un incarico che potrebbe avere un suo peso politico nella gestione del Recovery fund.

Queste le nomine:

Presidenza del Consiglio

Franco Gabrielli (Sicurezza della Repubblica); Deborah Bergamini (Forza Italia) e Simona Malpezzi (Pd) ai rapporti con il Parlamento; Dalila Nesci, (M5S) Sud e coesione territoriale; Assuntela Messina, (Pd) Innovazione tecnologica e transizione digitale; Vincenzo Amendola, (Pd) Affari europei; Giuseppe Moles, (Forza Italia) Informazione ed editoria; Bruno Tabacci, (Centro democratico)Coordinamento della politica economica .

Esteri e cooperazione internazionale

Marina Sereni, (Pd) viceministro; sottosegretari :Manlio Di Stefano (M5S); Benedetto Della Vedova (+Europa).

Interno

Nicola Molteni, (Lega) ; Ivan Scalfarotto (Italia Viva); Carlo Sibilia (M5S)

Giustizia

Anna Macina, (M5S); Francesco Paolo Sisto, (Forza Italia)

Difesa

Giorgio Mulè, (Forza Italia); Stefania Pucciarelli, (Lega).

Economia

Laura Castelli, (M5S) – viceministro. Sottosegretari: Claudio Durigon, (Lega); Maria Cecilia Guerra, (Leu); Alessandra Sartore, (Pd).

Sviluppo economico

Gilberto Pichetto Fratin, (Forza Italia) – viceministro; Anna Ascani, (Pd)- viceministro . Sottosegretari: Alessandra Todde (M5S).

Politiche agricole alimentari e forestali

Francesco Battistoni, (Forza Italia); Gian Marco Centinaio, (Lega).

Transizione ecologica

Ilaria Fontana, (M5S); Vannia Gava, (Lega).

Infrastrutture e trasporti

Teresa Bellanova, (Italia Viva) – viceministro; Alessandro Morelli, (Lega) – viceministro. Sottosegretario: Giancarlo Cancelleri, (M5S)

Lavoro e politiche sociali

Rossella Accoto, (M5S); Tiziana Nisini, (Lega)

Istruzione

Barbara Floridia, (M5S); Rossano Sasso, (Lega).

Beni e attività culturali

Lucia Borgonzoni, (Lega)

Salute

Pierpaolo Sileri, (M5S) ; Andrea Costa, (Cambiamo-Noi con l’Italia)

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