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3 Luglio 2022 04:24
3 Luglio 2022 04:24

Nasce a Taranto SunRazor 01, la prima barca solare “made in Puglia” progettata dal Politecnico di Bari

A sostenere il progetto, il gruppo Comes di Taranto guidato da Vincenzo Cesareo, specializzato in grandi costruzioni in acciaio. Il progetto "SunRazor" è anche un esempio virtuoso di collaborazione tra accademia, ricerca e industria, Dopo le prove di Montecarlo, SunRazor sfiderà le altre 18 imbarcazioni solari in Olanda, a settembre in occasione della prossima gara di campionato. Si tratta di barche nate da spin-off universitari e da laboratori sperimentali, portate in gara da otto nazioni diverse, fra cui ben 11 presenze olandesi. ALL'INTERNO I VIDEO
La foto di gruppo dei concorrenti

ROMA – Si chiama Sunrazor 01 l’imbarcazione solare ad alta tecnologia sviluppata dal team italiano “BlueMatrix“, di ritorno dai primi test in acqua in occasione della sesta edizione del Monaco Solar & Energy Boat Challenge di Montecarlo svoltosi dal 2 al 6 luglio scorso, manifestazione che ha riunito oltre 400 concorrenti, espositori e oltre un migliaio di visitatori nell’arco di quattro giorni. Nell’evento erano presenti aziende che hanno selezionato e assunto una ventina di giovani professionisti. Ricordiamo alcuni nomi: il cantiere navale tedesco Nobiskrug,  Torqeedo ed Energy Observer.

Soddisfatto  Bernard d’Alessandri, segretario generale del Monaco Yacht Club: “La Monaco Solar & Energy Boat Challenge contribuisce alla riflessione sul futuro della nautica da diporto. Il Principato consente attraverso questo evento di far dialogare le esperienze di industriali, ingegneri, cantieri navali, studenti e armatori per affrontare le sfide energetiche e ambientali del settore nautico».

Più che una semplice barca al momento, Sunrazor 01  è la prima e unica imbarcazione italiana nella categoria “Solar” che si alimenta grazie ad un complesso insieme di sottosistemi elettronici, meccanici e fluidodinamici: unisce materiali avanzati e tecnologie aerospaziali, batterie agli ioni di litio di ultima generazione, un propulsore elettrico ad alto rendimento, complessi software di gestione e sistemi portanti nati da un attento studio fluidodinamico sviluppato con l’aiuto del Politecnico di Bari.

Grazie al potente motore elettrico e alla sua particolare elica da competizione, SunRazor si solleva sui foil di cui è dotato, vere e proprie ali che consentono di raggiungere velocità notevoli per un mezzo di questo genere. “I nostri obiettivi a breve termine – ha commentato Cristian Pilo, team manager di BlueMatrix e progettista dello scafo – sono quelli di effettuare un’ampia batteria di test in tutte le condizioni possibili, ottimizzando il comportamento dei foil e del gruppo motore-trasmissione nelle varie condizioni di navigazione, per poi finalmente testare le reali capacità di endurance di SunRazor e le sue prestazioni di punta“. SunRazor a settembre in occasione della prossima gara di campionato in Olanda sfiderà le altre 18 imbarcazioni solari, barche nate da spin-off universitari e da laboratori sperimentali, portate in gara da 8 nazioni diverse, fra cui ben 11 presenze olandesi.

Il progetto Sunrazor avrà come sede il Mar Piccolo di Taranto. A sostenere il progetto, il Gruppo Comes di Taranto guidato da Vincenzo Cesareo, specializzato in grandi costruzioni in acciaio. E lo fa per tre motivi principali: “primo, vediamo nella mobilità sostenibile sul mare un nuovo settore di sviluppo; secondo, per svolgere attività di monitoraggio di sistemi in mare, abbiamo bisogno di mezzi in grado di muoversi con grande efficienza energetica e, in un futuro non lontano, anche in maniera autonoma; terzo, sentiamo come vocazione e dovere quello di sostenere la ricerca, soprattutto se legata all’attività di giovani all’interno del mondo universitario”, spiega Cesareo, sino a qualche giorno fa presidente di Confindustria Taranto.

“Siamo consapevoli che il futuro delle nostre imprese sarà strettamente legato alla loro capacità di innovare e soprattutto di interpretare la sostenibilità – ha dichiarato  Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, – in un messaggio in occasione della presentazione del progetto ieri presso lo “Spazio Mastai” del Palazzo dell’Informazione a Roma, Accogliere il progetto di SunRazor con una base che avrà sede nel Mar Piccolo di Taranto esprime la nostra volontà di supportare progetti fortemente orientati alla sostenibilità, che diano concreta visibilità e opportunità di sviluppo a una Regione come la Puglia, oggi così ricca di competenze e di voglia di fare“. La Puglia, ha aggiunta  Emiliano, “è un concentrato di strutture all’avanguardia, in grado di competere a livello internazionale, a cominciare dal polo dell’industria aerospaziale. Siamo certi che questo progetto aiuterà la promozione di queste competenze a livello globale. Il progetto SunRazor è anche importante per l’ipotesi di accogliere in futuro competizioni internazionali che daranno risalto alla nostra Regione in chiave turistica.

 

 

Per il sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, “ricerca e innovazioni tecnologiche spendibili in futuro per il fine ultimo della tutela dell’ambiente sono costantemente al centro del nostro interesse. Penso, ad esempio, al monitoraggio nelle zone più sensibili, come le Aree Marine Protette, dove sarebbe vantaggioso operare con veicoli di elevata autonomia e basso impatto ambientale. Riteniamo quindi il progetto SunRazor tra le proposte interessanti in questo senso“.

“Vogliamo lavorare  a medio termine – continua il team leader – per sviluppare ulteriormente l’elettronica di navigazione, il sistema di controllo elettronico dell’assetto in portanza, ora puramente meccanico, e aumentare l’autonomia anche in condizioni di scarso irraggiamento solare”. Dopo le prove di Montecarlo, SunRazor sfiderà le altre 18 imbarcazioni solari in Olanda, a settembre in occasione della prossima gara di campionato. Si tratta di barche nate da spin-off universitari e da laboratori sperimentali, portate in gara da otto nazioni diverse, fra cui ben 11 presenze olandesi.

Mario Massimo Foglia

Il “progetto SunRazor” è anche un esempio virtuoso di collaborazione tra accademia, ricerca e industria.Al Politecnico di Bari ci siamo concentrati sullo sviluppo dei foil, le superfici portanti di cui è dotata l’imbarcazione – spiega Mario Massimo Foglia, professore del Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di BariIl team di BlueMatrix si è inoltre avvalso di un gruppo di nostri studenti che hanno supportato il coordinamento, la comunicazione e i primi collaudi di SunRazor. Di qui partirà un percorso di intensa collaborazione con BlueMatrix e le aziende e le istituzioni che hanno sostenuto il progetto, sono certo con grande entusiasmo e soddisfazione di tutte le parti coinvolte“.

 

 

 

 

 

 

 

 

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