MENU
22 Agosto 2026 11:55

LEGGE SULLA STAMPA. LA CONSULTA ANNULLA L’OBBLIGO DI RECLUSIONE DICHIARATO INCOSTITUZIONALE

Dichiarato incostituzionale l'articolo 13 della legge sulla stampa (numero 47 del 1948) che fa scattare obbligatoriamente, per diffamazione a mezzo stampa, la reclusione da uno a sei anni insieme al pagamento di una multa, per contrasto, tra l'altro, con l'articolo 21 della Costituzione e con l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

di REDAZIONE POLITICA

La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’articolo 13 della legge sulla stampa che in caso di condanna per diffamazione a mezzo stampa compiuta mediante l’attribuzione di un fatto determinato, faceva scattare obbligatoriamente, la reclusione da uno a sei anni insieme al pagamento di una multa. La Corte costituzionale ha esaminato ieri le questioni sollevate dai Tribunali di Salerno e di Bari sulla legittimità costituzionale della pena detentiva prevista per la diffamazione a mezzo stampa, per contrasto, tra l’altro, con l’articolo 21 della Costituzione e con l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Le questioni sono tornate all’esame della Corte un anno dopo l’ordinanza numero 132 del 2020 che sollecitava il legislatore a una complessiva riforma della materia. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte Costituzionale con una nota fa sapere che la Corte, preso atto del mancato intervento del legislatore, ha dichiarato incostituzionale l’articolo 13 della legge sulla stampa (numero 47 del 1948) che fa scattare obbligatoriamente, in caso di condanna per diffamazione a mezzo stampa compiuta mediante l’attribuzione di un fatto determinato, la reclusione da uno a sei anni insieme al pagamento di una multa.

È stato invece ritenuto compatibile con la Costituzione l’articolo 595, terzo comma, del Codice penale, che prevede, per le ordinarie ipotesi di diffamazione compiute a mezzo della stampa o di un’altra forma di pubblicità, la reclusione da sei mesi a tre anni oppure, in alternativa, il pagamento di una multa. Quest’ultima norma consente infatti al giudice di sanzionare con la pena detentiva i soli casi di eccezionale gravità. Resta peraltro attuale la necessità di un complessivo intervento del legislatore, in grado di assicurare un più adeguato bilanciamento – che la Corte non ha gli strumenti per compiere – tra libertà di manifestazione del pensiero e tutela della reputazione individuale, anche alla luce dei pericoli sempre maggiori connessi all’evoluzione dei mezzi di comunicazione, già evidenziati nell’ordinanza 132. La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Mattarella ha aperto i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026
Caldo estremo, la quarta ondata: Centro e Sud nel mirino riprende vigore
Mattarella al Castello Aragonese in occasione dell'apertura dei Giochi del Mediterraneo
Il presidente Mattarella: "L’ augurio è che Taranto torni ad abbracciare il futuro"
Ritrovato l'aereo scomparso in Calabria. Recuperati carbonizzati i corpi dei due avvocati
Ex Ilva, manifestazione d'interesse della Federacciai
Cerca
Archivi
Mattarella ha aperto i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026
Caldo estremo, la quarta ondata: Centro e Sud nel mirino riprende vigore
Mattarella al Castello Aragonese in occasione dell'apertura dei Giochi del Mediterraneo
Il presidente Mattarella: "L’ augurio è che Taranto torni ad abbracciare il futuro"
Ritrovato l'aereo scomparso in Calabria. Recuperati carbonizzati i corpi dei due avvocati

Cerca nel sito