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15 Agosto 2022 08:05
15 Agosto 2022 08:05

Inchiesta Procura di Roma sulle nomine della Raggi: perquisizioni in Campidoglio

Acquisiti dalla Polizia tutti i documenti relativi ai primi cinque mesi di governo della sindaca grillina. In serata la Guardia di Finanza ha raccolto documenti per conto dell'Anac in merito alla realizzazione della rotatoria Cassia-Giustiniana

L’inchiesta della Procura di Roma affidata al procuratore aggiunto Paolo Ielo ed al pm Francesco Dall’Olio verte sulle nomine deliberate dalla giunta Raggi nei primi cinque mesi di governo, è arrivata in Campidoglio . Ieri infatti, un gruppo di agenti in borghese del reparto della Polizia di Stato specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione guidato da Maurizia Quattrone si è presentato a Palazzo Senatorio  in Campidoglio per acquisire tutti i documenti, compresi pareri e determine sui compensi, relativi alle assunzioni effettuate dalla sindaca di Roma. Una marea di atti portati via dal Comune in una serie di scatoloni, documenti che  ora verranno messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per confluire nel fascicolo, al momento senza indagati né ipotesi di reato, ed aperto in seguito all’esposto presentato dall’ex capo di gabinetto, il magistrato Carla Romana Raineri a seguito delle segnalazioni dell’Anac di Raffaele Cantone

Il blitz degli investigatori della Polizia è correlato all’inchiesta avviata della Procura di Roma che procede a modello 45, cioè contro ignoti e senza ipotesi di reato nè indagati. Le nomine al vaglio degli inquirenti sono quelle dei dirigenti Raffaele Marra, Carla Raineri,  Salvatore Romeo decise dalla sindaca Virginia Raggi.  Ma c’è dell’altro, e cioè  un primo esposto depositato da Fratelli d’Italia nel quale si ipotizzava il reato di abuso d’ufficio. Da oggi quindi inizierà lo studio dei dossier ed è facilmente ipotizzabile che vengano convocati a breve in procura a Piazzale Clodio le prime persone “informate sui fatti” per descrivere le varie fasi che le hanno precedute.

nella foto al centro Salvatore Romeo


Sotto i riflettori degli investigatori ci sarebbe
, innanzitutto, la nomina di Salvatore Romeo, il dipendente comunale attivista del Movimento Cinque stelle che dopo la vittoria alle elezioni amministrative si è messo in aspettativa dal Campidoglio dove percepiva uno stipendio di 39mila euro l’anno per essere riassunto dallo stesso Comune di Roma Capitale come “capo della segreteria politica” della sindaca Raggi percependo circa 110 mila euro quindi il triplo dello stipendio comunale percepito in precedenza . Un incarico già giudicato anomalo dall’Autorità Anticorruzione  guidata da Raffaele Cantone.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, anche la Guardia di Finanza, su mandato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha effettuato una serie di acquisizioni documentali al Comune di Roma con riferimento ad un appalto del XV municipio. Secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie e militari, fra ieri ed oggi, gli uomini dell’Unità operativa speciale del Nucleo Anticorruzione hanno acquisito documenti e informazioni negli uffici del Campidoglio sull’appalto per la realizzazione della rotatoria Cassia-Giustiniana, nella zona nord della capitale, i cui costi – originariamente previsti in 280mila euro – sono aumentati a dismisura arrivando fino a 717 mila euro.

Le prime verifiche erano scattate su impulso dell’Autorità guidata da Raffaele Cantone, nel dicembre 2015 nell’ambito di una serie di controlli sugli appalti per il Giubileo. Sempre secondo quanto si apprende,   il Campidoglio – a seguito dei rilievi sollevati dall’Anac –  avrebbe sostenuto di aver dovuto rivedere il valore dell’appalto in quanto il progetto iniziale avrebbe provocato, nella realizzazione dell’opera, insufficienze strutturali. Il dubbio dell’Autorità è invece che, essendo diventate più stringenti le norme dopo l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, e quindi più complesso introdurre delle varianti in corso d’opera, si sia comunque cercato di far lievitare i costi rispetto al reale valore dell’opera. La nuova verifica dell’Anac intende stabilire come mai il Campidoglio non abbia riscontrato per tempo lo scarso livello di progettazione dell’opera stessa e sia dovuto ricorrere successivamente ad un sostanziale raddoppio dei costi.

 

 

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