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13 Agosto 2022 15:04
13 Agosto 2022 15:04

Inchiesta Consip. Indagato un ufficiale dei Carabinieri del Noe, avrebbe falsificato l’informativa sul padre di Renzi

L’ufficiale risulta indagato al momento con l’accusa di falso perché autore di un’informativa che da un lato ha accreditato la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenenti ai servizi segreti e dall’altro per aver riferito un passo di una intercettazione ambientale, fatto non corrispondente al vero.

L’inchiesta su Consip della Procura di Roma, ha un colpo di scena con un nuovo indagato e cioè il capitano del Noe Giampaolo Scafarto. L’ufficiale risulta indagato al momento con l’accusa di falso perché autore di un’informativa che da un lato ha accreditato la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenenti ai servizi segreti e dall’altro per aver riferito un passo di una intercettazione ambientale, fatto non corrispondente al vero.  Il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Mario Palazzi hanno disposto l’analisi di tutti i nastri e hanno scoperto che in realtà quella frase era stata pronunciata dall’ex parlamentare Italo Bocchino.

Il capitano Scafarto nel corso dell’inchiesta avrebbe attribuito ad Alfredo Romeo il contenuto di un’intercettazione ambientale: Renzi (Tiziano) l’ultima volta che l’ho incontrato” in maniera sbagliata. La frase sarebbe stata infatti pronunciata dall’ex parlamentare di An, Italo Bocchino, cioè da  colui che l’ha effettivamente pronunciato. Convocato oggi in procura dal pm Mario Palazzi, l’ufficiale del Noe si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Gli atti secondo l’accusa sarebbero stati falsificati,  attribuendo persino ai Servizi segreti un ruolo di fantomatico pedinamento nei confronti degli investigatori dell’Arma. In realtà gli stessi Carabinieri avevano accertato che la persona notata mentre venivano recuperati i “pizzini” nella spazzatura adiacente gli uffici della “Romeo Gestioni”  in realtà era un “curioso” cittadino residente nella stessa strada. Quindi di fatto secondo la Procura sarebbe stato compiuto dunque un vero e proprio depistaggio prima della decisione, presa dagli stessi magistrati romani, di ritirare la delega al Noe e affidarla ai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.

L’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, ha avviato la procedura per il commissariamento della Romeo Gestioni Spa e del Consorzio Stabile Romeo Facility Services 2010. Entrambe le società fanno capo ad Alfredo Romeo, coinvolto nell’inchiesta sul mega-appalto Consip da 2,7 miliardi per l’Fm4, il facility management per le pubbliche amministrazioni. L’iter – a quanto si apprende – è partito nei giorni scorsi. L’ ha quindi avviato le verifiche che potrebbero sfociare nell’istanza di commissariamento al prefetto di Napoli.

L’avvocato Giovanni Annunziata, difensore del capitano del Noe Giampaolo Scafarto, contattato telefonicamente dal collega Carlo Bonini del quotidiano La Repubblica, spiega che “la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere del capitano Scarfato è stata mia ed è di natura puramente processuale, come ho tenuto a far verbalizzare oggi. Nel momento infatti in cui avrò avuto modo di prendere conoscenza del fascicolo dell’indagine principale Consip, sarò e saremo in grado di rispondere compiutamente alla contestazione che ci è stata mossa dalla procura di Roma“.

Matteo Renzi, a margine della registrazione di Porta a Porta, ha raccontato il versante “personale” della notizia di oggi sull’indagine al capitano del Noe sulla vicenda Consip: “Ho appreso la notizia questo pomeriggio dall’agenzia, ho chiamato io mio padre e la reazione è immaginabile, si è messo a piangere. E’ pure sempre un uomo di 65 anni e questa vicenda è una cosa grossa che colpisce come accadrebbe a qualunque famiglia. Infatti sto andando a casa perchè voglio portare i miei figli a cena dal nonno“.

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