Il Quirinale non ha dubbi: un Governo "vero" o elezioni.

Il Quirinale non ha dubbi: un Governo "vero"  o  elezioni.

Mattarella in realtà probabilmente preferirebbe una soluzione di nuova stabilità al ritorno alle urne, sopratutto  perché occorre mettere in sicurezza l’economia nazionale alla vigilia di scadenze decisive, che richiederebbero delle scelte fortemente “politiche”. Ma questa volta, non indicherà in alcun modo agli attori della partita alcuna soluzione. Dal Quirinale fanno sapere che il capo dello Stato concederà un supplemento temporale per i negoziati, soltanto allorquando gli venga esplicitamente chiesto. E non sarebbe un “supplemento” di settimane, ma soltanto di “giorni” dopodichè non potrà che mandare tutti al voto

di Antonello de Gennaro

Il presidente della Repubblica aveva seguito la seduta in diretta tv dal Senato, ascoltando bene le parole pronunciate dai vari protagonisti della politica. Giuseppe Conte non ha avuto quindi bisogno di riassumere le proprie comunicazioni fatte al Senato, né di commentare la replica del leader della Lega o gli altri interventi in aula.

Il risultato del confronto per Sergio Mattarella è stato chiarissimo : quello del capo del governo è stato il passo d’addio di chi salutava un’esperienza personale, ed al tempo stesso, il de profundis del governo a guida M5S. Il capo dello Stato ha accolto all’ora di cena il premier dimissionario dicendogli “ho visto tutto… grazie per l’impegno profuso, auguri” ed i soliti convenevoli di rito. E’ finito così il Governo che voleva autocelebrarsi come il “governo del cambiamento” retto da un “contratto”, un evento questo, per la prima volta nella storia della Repubblica, e che invece alla fine di fatto ha governato soltanto 18 mesi.

Ancora una volta tocca al Presidente della Repubblica guidare ed indicare la gestione dalla crisi, risultato di un sistema elettorale ibrido, che non tiene conto del volere degli elettori di tornare al voto “ad personam”, stanco dei listini bloccati e dei parlamentari scelti e “nominati” dalla segreterie dei vari partiti. Mattarella comincerà a farlo fin da oggi, aprendo sul Colle un rapido giro di consultazioni, sentendo come da prassi istituzionale in un paio di giorni il suo predecessore Giorgio Napolitano, il presidenti del Senato Casellati e della Camera Fico, e dopodichè e le delegazioni delle forze politiche.

Un consulto sui carboni ardenti, anche perché nella confusione politica totale e nel ginepraio dei veti contrapposti,  i leaders politici  dichiarano di volersi affidare a lui, “arbitro saggio, serio e imparziale“, persino il M5S che solo 18 mesi fa, per bocca di Luigi Di Maio  chiedeva il suo “impeachment” cioè di mettere sotto accusa il presidente della Repubblica !  Ma questa volta la totale e iena responsabilità di trovare una soluzione alternativo al voto d’autunno, attraverso nuove maggioranze ed intese politiche, e compito esclusivamente dei partiti. Ecco perchè le elezioni sono la soluzione forse più seria e democratica all’orizzonte.

Mattarella in realtà probabilmente preferirebbe una soluzione di nuova stabilità al ritorno alle urne, sopratutto  perché occorre mettere in sicurezza l’economia nazionale alla vigilia di scadenze decisive, che richiederebbero delle scelte fortemente “politiche”. Ma questa volta, non indicherà in alcun modo agli attori della partita alcuna soluzione. Pressochè impossibile la possibilità di una riformulazione del governo tra 5 Stelle e Lega, che di fatto si sono auto-eliminati reciprocamente, non resta che verificare l’ ipotetica alleanza prospettata tra Pd e M5S, che costituirebbe di fatto il trionfo dell’incoerenza e dell’inattendibilità reciproca..

L’ “alleanza impossibile ” fra Pd e M5S potrebbe avere luce esclusivamente sulla base dei numeri parlamentari  l’unica soluzione per non sciogliere le Camere. Probabilmente ai potenziali partner di un governo questa volta “giallorosso” sarebbe necessario qualche giorno di riflessione ed approfondimento, per chi volesse analizzare questa soluzione, e mettere a fuoco un nuovo contratto di programma e relative strategie politiche .

 

Dal Quirinale fanno sapere che il capo dello Stato concederà un supplemento temporale per i negoziati, soltanto allorquando gli venga esplicitamente chiesto. E non sarebbe un “supplemento” di settimane, ma soltanto di “giorni” dopodichè non potrà che mandare tutti al voto per la soddisfazione dell’alleanza Lega-Fratelli d’ Italia che vuole portare all’incasso il reciproco risultato elettorale delle ultime elezioni europee. Nuove elezioni quindi a cui non si potrebbe arrivare con questo Governo dimissionario, ma un governo di garanzia elettorale insediato personalmente da Quirinale.

Una mossa obbligata, che non ci sarebbe neppur bisogno di spiegare. Non a caso il  ministro dell’Interno Matteo Salvini si candida già a premier, minacciando di convocare la gente nelle piazze se dovesse nascere un nuovo governo  di convenienza, cioè fatto solo per non lasciare le poltrone (M5S) e ritornare a sedercisi sopra (Pd). La partita è appena iniziata.

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