Il governo salva l’ Ilva ed arrivano tre commissari. Renzi: “E’ il mio regalo ai cittadini di Taranto, spesso umiliati dalla politica”

Il governo salva l’ Ilva ed arrivano tre commissari. Renzi:  “E’ il mio regalo ai cittadini di Taranto, spesso umiliati dalla politica”

Via i privati senza scrupoli, ritorna la gestione pubblica. Garanzie sull’ambiente con tre manager che godranno di immunità: non potranno essere indagati se viene rispettato il piano ambientale. Allungati i tempi per la bonifica definitiva. Oltre alla vendita, prevista anche la possibilità di affitto degli impianti. Disponibili 500 milioni di fondi europei e da Fintecna. Finanziamenti in arrivo anche per il Porto ed il Museo di Taranto

Per me è l’atto più importante, il modo in cui voglio dare il buon Natale ai cittadini di Taranto, città spesso umiliata dalla politica” ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi.  Con sei  articoli il suo  governo ha ridisegnato il futuro di Taranto, ovviando a quanto l’ incapace classe politica ed industriale italiana non era stata capace di fare negli ultimi 50 anni . Il consiglio dei ministri svoltosi oggi a Palazzo Chigi, ha dato via libera ed approvato il “decreto salva ILVA“, dopo che  proprio ieri il premier aveva lanciato un vero e proprio guanto di sfida all’ Unione Europea, sull’eventuale accusa di aiuti di Stato dichiarando : “Se l’Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa. Io sono più fedele agli impegni con quei bambini che a qualche regolamento astruso dell’Ue. Faremo il risanamento ambientale

Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando dell’ ILVA di Taranto ha detto: “L’intervento pubblico è ora fondamentale per salvare il polo industriale. E’ stato l’atto più emozionante del consiglio dei ministri. La responsabilità ci chiama, e noi rispondiamo prendendo in faccia il vento che serve. Su di noi ricade di rimediare agli errori fatti in quella città che merita un grande diretto, investimento dello Stato italiano. Perchè il rilancio dell’ ILVA non può andare a discapito dell’ambiente. La responsabilità ce lo impone“.

Da gennaio 2015 lo stabilimento siderurgico di Taranto, verrà gestito da tre commissari straordinari e quindi finalmente non sarà più  succube delle decisioni gestionali senza scrupoli dei Riva, una famiglia che porta sulla coscienza la morte di tante gente, donne e bambini compresi. Un vero e proprio commissariamento “di Stato” a tempo, che avrà una durata prevista di 36 mesi al massimo, in quanto  è previsto che successivamente l’azienda siderurugica  tarantina possa essere ceduta al miglior offerente reale (cioè ad un prezzo congruo) che possa offrire non solo le garanzie produttive, ma anche quelle ambientali, e riconsiderare  i numeri dell’attuale presenza occupazionale.

L’ ILVA – ha spiegato Renziandrà in amministrazione straordinaria a gennaio: avremo la possibilità di usare la Legge Marzano come fu per Alitalia nel 2008, spero con risultati migliori. Nomineremo tre commissari che gestiranno rilancio azienda e risanamento ambientale, accompagnati da un investimento pubblico che avrà successo se avrà un tempo limitato ragionevolmente tra un minimo di 18 a un massimo di 36 mesi“.

Previsto un vero e proprio salvacondotto penale per il commissario incaricato, il quale, se rispetterà i tempi del piano ambientale non potrà essere indagato. Allungati i tempi necessari per la riqualificazione ambientale dello stabilimento di Taranto,  che prevedono l’ 80 per cento di applicazione nelle norme, entro luglio del 2015 , mentre il restante 20%  verrà stabilito successivamente per  decreto dal Presidente del Consiglio. In questa maniera, quindi, alcune opere fondamentali come ad esempio la copertura dei parchi minerali, potranno essere realizzate e posticipate a data da definire. Chiarito anche un punto fondamentale: non ci sarà alcun privilegio per eventuali investitori privati che  dovranno impegnarsi e garantire di attuare le prescrizioni contenute nel piano ambientale.

Secondo il Presidente del Consiglio “ci sono momenti in cui l’intervento pubblico è fondamentale per salvare le sorti di un polo industriale. E’ la grande scommessa di sviluppo di quell’aerea. Credo sia l’atto più emozionante del consiglio dei ministri. La responsabilità ci chiama e prendiamo in faccia il vento che serve cercando di rimediare agli errori fatti in passato. Ci sarà  – ha concluso Renzi–  un grande e diretto investimento dello stato. Almeno un miliardo per l’ambientalizzazione e 800 milioni per gli altri investimenti“.

Innanzitutto il decreto la legge “salva ILVA” modificando la precedente vecchia Legge Marzano include anche la possibilità di accedere all’amministrazione straordinaria per le aziende che gestiscono almeno un sito-stabilimento di interesse strategico nazionale come è appunto l’ ILVA di Taranto.  Il testo prevede poi la nomina un commissario che dovrà vendere, o anche affittare, l’azienda con trattativa privata.

L’affittuario o l’acquirente dovranno garantire continuità produttiva e rapidità dell’intervento” ha precisato il Governo senza garantire alcuna tutela scritta dal punto di vista dell’ occupazione.  Il commissario invece avrà  le necessarie tutele per fare partire i progetti previsti dal piano ambientale, e potrà evitare tutta una serie di autorizzazioni, attraverso l’applicazione del principio del silenzio-assenso in solo venti giorni. Inoltre i commissari godranno di una speciale immunità:  i commissari non potranno essere perseguiti penalmente per le proprie condotte, se il piano ambientale verrà rispettato. E sarà “immune” anche da un coinvolgimento un un possibile reato di bancarotta, se i finanziamenti a disposizione verranno utilizzati per le necessarie misure per la tutela ambientale e sanitaria o per la continuazione dell’ attività di impresa.

Rimane intatto e saldo quanto era stato previsto dal piano ambientale e industriale predisposto innanzitutto dal commissario Enrico Bondi e successivamente dal suo successore  Pietro Gnudi.

Precise e  dettagliate anche le voci per la relativa copertura finanziaria. Al commissario verranno messi a disposizione attinti dai fondi regionali (suddivisi tra il piano di azione e coesione e i Fesr)  375 milioni per il 2015 (ed il 2016)  unitamente ai 137 milioni di finanziamento per il 2015 che arriveranno dalla Cassa depositi e prestiti attraverso la partecipazione di  Fintecna. A garanzia di questa operazione è stata utilizzata una vecchia dimenticata clausola del contratto di vendita dell’ Ilva dall’ holding statale Iri al Gruppo Riva, grazie alla quale la quale la  Fintecna, per conto di Iri, offre la “garanzia ambientale” a tutta l’operazione.

Accanto a tutto ciò ci sarà un “pacchetto” dedicato alla rinascita di Taranto. Lo ha precisato il sindaco di Taranto , Ippazio Stefàno che proprio  ieri ha avuto un lungo colloquio con il sottosegretario Graziano Delrio. “Ci sarebbero buone notizie per la bonifica del Mar Piccolo, del quartiere Tamburi, della città vecchia e per il porto, e anche per le tutele occupazionali” ha dichiarato Stefàno, riferimendosi a dei programmi di sostegno per la rigenerazione urbana di alcune zone di Taranto.

Nel decreto sono presente quattro voci importanti per il futuro della città tarantina con circa 2 miliardi di interventi finanziati per Taranto.  Dallo sblocco di alcuni investimenti strutturali necessari per il porto e le bonifiche per cui sono già disponibili 800 milioni di euro, il finanziamento di 30 milioni di euro alla Regione Puglia per programmi di riqualificazione dell’ospedale  riqualificare l’ospedale di Taranto e aprire un centro di ricerca contro i tumori in particolare per i tumori dei bambini, e persino per lo sviluppo di nuove attività culturali per il Museo di Taranto.

Adesso, dopo le annunciate dimissioni dell’attuale commissario Piero Gnudi, che ancora una volta ha dato dimostrazione di lavorare con il vero “senso” dello Stato, c’è grande trepidazione e curiosità attenzione sui nomi dei tre “super-commissari”. Ma almeno Taranto ha un progetto su cui contare e la forza finanziare per rialzarsi.

Con l’intervento pubblico nell’ ILVA –  ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al termine del Consiglio dei Ministri  – si apre una fase nuova e decisiva per il risanamento ambientale, il rilancio produttivo dello stabilimento e il futuro della città di Taranto. C’era bisogno di una scelta forte, che garantisse l’assoluto rispetto delle prescrizioni del piano ambientale, ponendolo al centro di un ambizioso piano industriale in grado di rilanciare una realtà strategica del Paese. Con questo decreto  il governo si fa carico delle tante questioni aperte, ambientali e occupazionali, che affliggono la comunità tarantina  – ha spiegato  Galletti – e raccoglie una grande sfida: risanare l’ Ilva in tempi brevi e con procedure trasparenti, per poi riportarla sul mercato in condizione di essere competitiva, anche grazie alle performance ambientali, con i giganti mondiali della siderurgia. Il governo  si prende questo impegno- ha concluso Galletti – con la consapevolezza che restituire un’ ILVA completamente risanata a Taranto e all’Italia sia una necessità economica ma soprattutto una responsabilità etica”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, incontrerà a Roma il 29 dicembre alle ore 14  presso il Ministero i rappresentanti sindacali  nazionali metalmeccanici della Fim, Fiom e Uilm. per un confronto sul decreto ILVA

 

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