Fumata bianca per il nuovo decreto "Salva-Ilva"

Fumata bianca per il nuovo decreto "Salva-Ilva"

Ancora una volta il destino dell’ex-Ilva sembra appeso a un filo per colpa della politica. Di una politica che giorno dopo giorno si rivela inadeguata per le sorti del Paese. Come è noto, infatti, la misura “salva-Ilva” è stata congeniata per evitare il rischio di un recesso del contratto di affitto (e successiva acquisizione definitiva) da parte di Arcelor Mittal Italia, qualora entro il prossimo 6 settembre non verranno garantite  le tutele penali previste per chi gestisce il polo siderurgico.

ROMA –  Rinviata contrariamente a quanto previsto ed annunciato dal Mise la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del “decreto-imprese” ribattezzato in “decreto Salva-Ilva” che ridisegna il precedente sistema di immunità penale per i commissari dell’ amministrazione straordinaria, ma sopratutto per i dirigenti e proprietari dell’ex-Ilva ora passata ad ArcelorMittal. Il testo  che comprende anche un importante pacchetto di misure per il sostegno delle imprese in crisi, la tutela dei lavoratori precari, dei raider, la proroga degli ultimi lavoratori socialmente utili (Lsu) – dovrebbe comunque ricevere l’ok finale in settimana.

Palazzo Chigi

Uscito dal consiglio dei ministri del 6 agosto il testo  con la dicitura “salvo intese”, è in stand-by, in quanto. la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale era prevista per ieri, mentre adesso si parla del 22 agosto prossimo, ovvero dopo che il Parlamento deciderà il futuro del Governo Conte. Esiste quindi il rischio che una serie di misure importanti possano finire coinvolte nella crisi agostana. Le varie disposizioni contenuto dal decreto sono frutto di un accordo fra M5S e Lega, ma potrebbero non avere vita facile in Parlamento con il rischio di non poter essere convertite in legge entro i 60 giorni canonici.

Ancora una volta il destino dell’ex-Ilva sembra appeso a un filo per colpa della politica. Di una politica che giorno dopo giorno si rivela inadeguata per le sorti del Paese. Come è noto, infatti, la misura “salva-Ilva” è stata congeniata per evitare il rischio di un recesso del contratto di affitto (e successiva acquisizione definitiva) da parte di Arcelor Mittal Italia, qualora entro il prossimo 6 settembre non verranno garantite  le tutele penali previste per chi gestisce il polo siderurgico.

ArcelorMittal aveva contestato la precedente decisione del ministro Di Maio, di revocare l’immunità penale, chiedendo una proroga a fronte del quale i “burocrati” del Mise hanno ideato  un nuovo “scudo” penale attenuato per tutti quei comportamenti messi in essere da ArcelorMittal in ottemperanza dell’attuazione del nuovo Piano Ambientale. Affinchè venga emanato  il nuovo lo scudo occorre la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

All’interno del “decreto-imprese” sono contenute e previste anche altre norme a cuore soprattutto del Movimento Cinquestelle. Ci sono le risorse necessarie (10 milioni nel 2019 e 6,9 nel 2020) per salvare lo stabilimento di Napoli della Whirlpool e le norme a tutela dei “riders”, tanto a cuore al Ministro Di Maio, dopo più di un anno dal primo incontro del ministro “grillino” con i ragazzi che fanno consegne a domicilio in bicicletta, per garantire loro un inquadramento con tutele economiche e assicurative, mediante il riconoscimento di una «paga oraria», a condizione che si accetti almeno una chiamata in quell’ora, e la possibilità del cottimo purché questa componente retributiva non sia prevalente.

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