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22 Aprile 2026 12:58

Dossieraggi, sequestrati migliaia di documenti. Analisi su cellulari e pc

Sono migliaia i documenti e file, sequestrati dai carabinieri del Ros durante le perquisizioni compiute ieri nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma sulla ‘squadra Fiore’. Gli investigatori analizzeranno anche computer e cellulari sequestrati a undici persone, fra cui Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore del Dis con un passato anche nell’Aisi, indagato per “peculato” ed “accesso abusivo a sistema informatico”. Tutto questo materiale, “una gran massa di dati – spiegano gli inquirenti – verrà analizzato per trovare eventuali elementi utili alle indagini”.

In procura a piazzale Clodio intanto nelle prossime ore dovrebbe svolgersi un incontro fra inquirenti e investigatori per fare il punto e decidere i prossimi passi da compiere. Nell’indagine dei magistrati romani si procede per accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione. Le perquisizioni riguardano anche il filone di indagine dello stesso procedimento in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi.

La ‘squadra Fiore’ puntava ad attivarsi,per finalità di profitto, su richiesta di committenti” con “interesse ad influenzare settori della politica e dell’imprenditoria” e realizzava, “anche su sollecitazione di altri sodali, report e dossier contenenti informazioni abusivamente e illecitamente raccolte, ‘nascoste’ sotto forma di notizie giornalistiche” secondo gli inquirenti della Procura di Roma, come si legge nel decreto di perquisizione eseguito ieri. Un sistema di ‘ricatti’ da realizzare attraverso dossier illeciti contenenti “video e audio di conversazioni e incontri privati” e “destinati a “essere successivamente diffuse”. Per ottenere questo, secondo chi indaga, c’era il progetto di raccogliere nelle mani di una sola ‘holding’ l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche.

Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore del Dis con un passato anche nell’Aisi,

Il sospetto della procura di Roma è che Giuseppe Del Deo, l‘ex numero due dei servizi segreti, che l’anno scorso è stato “pensionato” dal Governo in anticipo, possa avere avuto accesso agli archivi interni e a informazioni riservate, attraverso rapporti fiduciari con dipendenti dell’intelligence, «pur essendo cessato dalla carica istituzionale ricoperta». Ma gli inquirenti vogliono anche verificare se «l’eventuale ed attuale acquisizione di informazioni possa essere stata utilizzata da Del Deo nell’incarico di presidente di Cerved», la società che si è dichiarata estranea alla vicenda, mentre l’ex funzionario indagato, lunedì, dopo la perquisizione del Ros, si è autosospeso e ha rimesso le deleghe. Del Deo scrivono i pm nel decreto di perquisizione notificato lunedì “Aveva un potere di fatto di negoziazione con i fornitori, tanto da determinare l’importo delle fatture e da rivendicare come una scelta personale l’emissione di documenti fiscali con generica descrizione del tipo di prestazione eseguita”.

Si cercano nei suoi dispositivi i file cancellati, «ma recuperabili». E poi committenti, affiliati e vittime della cosiddetta “Squadra Fiore“, la centrale dello spionaggio e dossieraggio illeciti. Nel frattempo il Copasir ha chiesto gli atti alla procura, dai decreti firmati dal sostituto procuratore della Dna, Barbara Sargenti, dall’aggiunto Stefano Pesci e dai pm Vittoria Bonfanti e Alessia Natale, essendo emerso che ad aprile alcuni indagati siano stati avvertiti di intercettazioni in corso.

Le carte acquisite e sequestrate dal Ros descrivono gli altri affari e lo stretto legame economico intercorrente tra Del Deo e gli imprenditori soci della Sind spa i quali, con il placet dell’ex 007, avrebbe truffato la Presidenza del consiglio vendendole software con scarse prestazioni e attraverso un sistema di false fatturazioni così consentendo allo stesso Del Deo di sottrarre milioni di euro all’ Aisi.

l’imprenditore Carmine Saladino

I rapporti tra l’ex numero due dei servizi e gli imprenditori Enrico Fincati e Nicola Franzoso, soci della Sind, spa controllata da Carmine Saladino società che di fatto aveva un unico cliente: la Presidenza del Consiglio dei ministri, hanno avuto inizio molti anni fa I. Gli inquirenti hanno focalizzato “un parallelismo tra la carriera imprenditoriale dei due e lo sviluppo del percorso professionale del funzionario pubblico”. Nel 2012 la madre dell’allora 007, Lidia Montano, aveva costituito la società Cedi con Fincati e Franzoso. ma dopo pochi mesi la società, che si occupava di diagnostica e clinica medica, prenotazione e riscossione compensi dei pazienti, era stata liquidata e i soci si erano divisi il capitale sociale e la cassa.

Invece, la Frafin, di Fincati e Franzoso, che più tardi avrebbe avuto una quota nella spa che ha fornito software milionari all’intelligence, ha ottenuto due anni dopo, un appalto da circa un milione di euro con il 184esimo Battaglione Sostegno Tlc “Cansiglio” di Treviso, proprio quello “dove, già in quell’anno e per gli anni a seguire – si legge nel decreto – il fratello minore di Del Deo Giuseppe ha prestato servizio in qualità di ufficiale del ruolo amministrativo“.

L’anno della svolta per la società che fornisce software è stato il 2017: con il valore della produzione e il cash flow, cioè la liquidità operativa, sono passati da 1.828 euro del 2016 ad 1 milione e 171mila euro l’anno successivo (2017) . Sono state proprio le commesse pubbliche a consentirealla srl di sviluppare due progetti di riconoscimento facciale basati su intelligenza artificiale e i software anti-malware. Tra il 2017 e il 2018 la Presidenza del Consiglio attraverso il conto bancario dei “servizi” sul quale dal 2016 aveva la firma Del Deo ha effettuato pagamenti per bonifici per 2,8 milioni di euro.

È stata un’intercettazione ad avviare i sospetti della Procura di Roma sulla cessione di alcune quote di MaticMind di Carmine Saladino e azionista di maggioranza della Sind spa, partecipata dalla srl di Fincati e Franzoso, a Cassa depositi e prestiti ed al fondo Cvc . Le quote sono state cedute nel 2022 con l’opzione di “earn out”, un meccanismo contrattuale che prevede il pagamento differito di una quota ulteriore rispetto al prezzo sulla base dei risultati conseguiti dalla spa a breve termine. In questo caso si trattava di 8 milioni di euro. Il 31 dicembre 2022 è stata emessa una fattura di contabilità per costi imputabili al 2023. Il costo della fattura, messo a bilancio, è stato “markuppato” (il “markup” è la percentuale che si aggiunge al costo di un bene o un servizio in una fattura per determinare il prezzo di vendita) con un margine stabilito sulla base della previsione di commessa.

Nel conto economico del 2023, sarebbero così stati calcolati valori fittizi incrementando l’indice di profitto della società per oltre 40 milioni di euro. Per questo sarebbe stata costituita una società in Danimarca controllata da una business unit. Un anno dopo all’incasso dell'”earn out”, la fattura è stata annullata mediante emissioni di note di credito. E nel 2024 e nel 2025 la fattura è stata posta nel conto economico come perdita.

Il sospetto degli inquirenti è anche che Del Deo sia socio di Fincati e Franzoso di un agriturismo vicino a Orvieto, il “Relais Gli Ulivi”, acquistato nel 2019 per 850mila euro e controllata dalla Sind, che per anni ha finanziato a vuoto le casse: 921mila euro nell’anno della costituzione un milione 316mila euro nel 2020. Nel 2021, 2022 e 2023 la partecipazione di Sind nella struttura alberghiera è aumentata per coprire le perdite di esercizio ma, nonostante i tentativi, la società ha generato perdite che hanno comportato una svalutazione. A ottobre 2025 la tenuta è stata messo in vendita per oltre un milione.

La ristrutturazione a casa della Belloni

Un caso emblematico è quello che riguarda i lavori di ristrutturazione effettuati a casa di Elisabetta Belloni, ex numero uno dei Servizi. Nominata a capo del Dis, la Belloni viene informata che sono necessari alcuni lavori di sicurezza nell’abitazione di campagna dove passa molto tempo. La informa direttamente Del Deo, che si occupa dei lavori. E li gira alla Sind, la società a cui la sua agenzia aveva affidato appalti per circa 40 milioni nel giro di pochi anni. I 331 mila euro per la sicurezza di casa Belloni sono poca cosa. Ma per il Ros rappresentano un metodo: perché, a credere alla fattura acquisita e ai lavori effettivamente realizzati, esisterebbe uno squilibrio rilevantissimo, con lavori eseguiti per circa la metà della cifra spesa. Belloni, però, di tutto questo non sa nulla: le è stato detto che era necessario fare quei lavori ed è stata inviata a casa sua un’azienda.

Che potesse crearsi un problema, però, la Belloni se ne rende conto soltanto il 23 febbraio, quando il quotidiano Domani ne scrive. La Belloni chiama Del Deo per chiederne conto e lui la tranquillizza, sostenendo che è tutto in regola. Omettendo però di raccontare che i lavori fossero stati affidati a suoi referenti della Sind. E soprattutto che i conti non tornavano. Ne sa qualcosa Lorenzo Forina, attuale amministratore delegato di Maticmind (società proprietaria di Sind), acquistata da Saladino. Interrogato dai pm (Forina non vuole riconoscere un’ultima tranche di pagamento ai venditori, che ritiene «incoerente»), ha messo a verbale che Sind è nata e cresciuta «come società mono-cliente» per i Servizi. Ma che, a partire dal 2024, quando loro l’hanno comprata e Del Deo è stato allontanato, nessun contratto è stato più ricevuto e firmato. “Maticmind e Sind hanno una perizia di parte da cui risulta che i prodotti hanno una scarsa validità tecnica, poiché i profili di sicurezza sono carenti e si tratta di prodotti raffinati su un database pubblico e non qualificato”.

“L’imprenditore ha dichiarato che i due manager gli avevano fatto capire — si legge ancora negli atti — che il mandante della commessa fosse Del Deo e che anche Saladino parlava di rapporti e frequentazioni“. “Forina ha riferito di aver appreso, da un socio di Cvc, che, quando Cvc aveva acquisito le quote, era stata predisposta una due diligence nell’ambito della quale Del Deo lo aveva rassicurato sul legame commerciale di Sind con l’Agenzia“. Un legame interrotto non appena l’azienda è stata venduta.







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