CDA ACCAIERIE D’ITALIA (EX-ILVA): SCOPPIA IL “CASO MAPELLI”

CDA ACCAIERIE D’ITALIA (EX-ILVA): SCOPPIA IL “CASO MAPELLI”

Una cosa è certa: con questa diatriba è iniziata la guerra di Lucia Morselli a Franco Bernabè per la governance dell’ azienda, che dal prossimo anno passerà sotto il controllo pubblico. Mapelli: “non si tratta in alcuna misura di un concorrente di Acciaierie d’Italia (neppure sotto il profilo di acquisizione della materia prima, perché non vi è alcuna acciaieria a ciclo integrato) il mio incarico non risulta incompatibile e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi”.

di REDAZIONE ECONOMIA

A pochi giorni dall’Assemblea degli azionisti in programma il prossimo 21 luglio per la nomina dei membri del nuovo CdA di Acciaierie d’Italia esplode il caso del consigliere designato Carlo Mapelli indicato in quota Invitalia . A creare il caso una lettera dell’avv. Fabio Giuseppe Montin legale di Acciaierie d’Italia (la nuova ragione sociale della società Amco Invest Italy) , inviata mercoledì scorso 14 luglio all’ avvocato Pasquale Ambrogio legale di Invitalia, , nella quale si fa riferimento a una bozza di verbale dell’assemblea nella quale “si dà atto (come già nella bozza di aprile scorso) delle dimissioni dell’Ing. Mapelli dalla carica di consigliere di Finarvedi Spa. Tuttavia – prosegue il legale – ciò non corrisponde con quanto risulta dalla visura camerale estratta ieri e qui allegata. Tale documento evidenzia altresì in capo all’ingegner Mapelli ulteriori cariche consiliari in società nostre dirette concorrenti”

da sinistra Franco Bernabè, Carlo Mapelli e Stefano Cao, i consiglieri di amministrazione indicati da Invitalia

Dalle visure camerali allegate risulta che Mapelli riveste attualmente anche la carica di consigliere in Jsw Steel Italy Piombino (atto di nomina 17 gennaio 2020 e durata in carica fino alla scadenza dell’attuale consiglio) e in Piombino Logistics spa (dato atto di nomina il 17 gennaio 2020 e durata in carica fino a scadenza attuale consiglio).

Ha origine da queste due visure camerali la richiesta, avanzata dal legale di Acciaierie d’Italia, di “verificare con l’Ing. Mapelli se tali risultanze siano o meno frutto di un mancato tempestivo del pubblico registro presso la Cciaa, fornendoci in ogni caso ogni opportuna evidenza documentale e informazione circa l’assenza di qualsivoglia causa di incompatibilità del designato consigliere“.

L’avvocato Ambrogio sempre il 14 luglio ha scritto per Invitalia al diretto interessato Mapelli. “Riceviamo oggi da parte di Acciaierie d’Italia Holding spa una comunicazione con la quale, nel mentre si dà atto delle Sue dimissioni dalla carica di consigliere di Finarvedi spa, si allega anche la visura camerale estratta ieri e qui allegata. Tale documento evidenzia, in realtà ulteriori cariche consiliari da Ella ricoperte in società concorrenti di AdIH“. Di qui la richiesta rivolta a Mapelli di confermare “se tali risultanze corrispondano a verità ovvero siano frutto di un mancato tempestivo aggiornamento del pubblico registro presso la Cciaa“. A Mapelli viene anche richiesto “di fornire, in ogni caso, ogni opportuna evidenza documentale e informazione circa l’assenza di qualsivoglia causa di incompatibilità o conflitto anche potenziale di interessi“.

il prof. Carlo Mapelli

La risposta di Mapelli all’avvocato di Invitalia non è tardata ad arrivare: “In merito al mio incarico come consigliere di amministrazione di JSW Italia e società controllate, Le comunico che tale impresa siderurgica non opera nel settore dei prodotti piani (coils e lamiere) né dei tubi ma trasforma solo semilavorati in acciaio per rotaie, vergella e barre (prodotti lunghi). Dato che quindi non si tratta in alcuna misura di un concorrente di Acciaierie d’Italia (neppure sotto il profilo di acquisizione della materia prima, perché non vi è alcuna acciaieria a ciclo integrato) il mio incarico non risulta incompatibile e non ho alcuna intenzione di rinunciarvi”.

Mapelli professore del Politecnico di Milano esperto in siderurgia  negli scorsi anni affiancò anche l’ex commissario dell’ ILVA Enrico Bondi (nominato dal Governo guidato da Enrico Letta )con il quale aveva collaborato per la stesura di un primo piano industriale che prevedeva l’utilizzo di forni elettrici e preridotto a fianco del ciclo integrale per poter ridurre l’impatto ambientale del siderurgico.

la “zarina smemorata” Lucia Morselli

Un braccio di ferro quello provocato da Arcelor Mittal che rischia di portare ad uno scontro. Infatti fonti non ufficiali di ArcelorMittal riferiscono che potrebbe non votare la nomina di Mapelli essendo espressione di un competitor di Acciaierie d’Italia. Ma probabilmente l’attuale AD di Lucia Morselli dimentica che lei è arrivata in Arcelor Mittal proprio dalla cordata concorrente guidata da Jindal, passando da una consulenza per il MISE (gestione ministro Luigi Di Maio) proprio sul dossier Ilva ! E che inoltre è stata proprio Arcelor Mittal la prima a non rispettare il contratto sottoscritto a seguito dell’aggiudicazione della gara internazionale. Ma forse i “furboni” indiani e la signora Morselli hanno la memoria corta.

Una cosa è certa: con questa diatriba è iniziata la guerra di Lucia Morselli a Franco Bernabè per la governance dell’ azienda, che dal prossimo anno passerà sotto il controllo pubblico. Conoscendo la storia manageriale di Bernabè siamo certi che la Morselli da martedì 21 luglio avrà più di qualche problema. Il suo stile manageriale da “zarina” è arrivato al capolinea, ed aa i giorni contati: 365 per l’esattezza.

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