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1 Maggio 2026 13:06

“Caso Minetti”: perché il Fatto Quotidiano punta a Mattarella: chi sono i mandanti dell’attacco sulla grazia

Cosa c’entra il caso Minetti con le strategie politiche di Mattarella? Si direbbe che non c’entri niente e che forse Travaglio ha fatto un po’ di confusione. No: non è il tipo che fa confusione. In realtà quel che dice nel suo editoriale è molto semplice:il caso Minetti ci serve a colpire Mattarella e a far saltare il suo disegno contro la Meloni
di Piero Sansonetti*

Sulla base delle informazioni di cui disponiamo, e della nostra esperienza, ieri abbiamo intitolato così la prima pagina: “L’obiettivo è Mattarella”. Ovviamente riferendoci al caso Minetti. Oggi abbiamo letto il “Fatto Quotidiano” – che è l’autore e il motore dello scandalo – e l’editoriale del suo direttore, cioè di Marco Travaglio, e abbiamo avuto conferma piena e incontestabile della nostra tesi. Nel senso che Travaglio lo ha dichiarato apertamente: puntiamo a Matterella e vi spiego perché. Casomai ora bisognerà capire il perché dell’attacco a Mattarella e anche provare a indovinare quali siano le forze che ci sono dietro.

Trascrivo solo qualche riga dell’editoriale di Travaglio:Ora vorrebbero farci credere che… è tutta colpa di Nordio…. E che il Quirinale non c’entra niente. Ma Mattarella presenziò ai funerali di Stato di Berlusconi, pregiudicato e finanziatore della mafia… promosse cavaliere del lavoro la figlia Marina… non ha avuto scrupoli a graziare l’igienista dentale berlusconiana…Sono mesi che il lato oscuro del potere lavora al “berluswashing” per spacciare il peggio del centrodestra – cioè Forza Italia – per la sua parte “buona”, nella speranza di traslocare nell’altro campo in salsa “salisiana” per l’ennesima ammucchiata in stile Draghi”.

Il lettore disattento potrebbe avere l’impressione che nel ragionamento ci sia un salto logico. Cosa c’entra il caso Minetti con le strategie politiche di Mattarella? Si direbbe che non c’entri niente e che forse Travaglio ha fatto un po’ di confusione. No: non è il tipo che fa confusione. In realtà quel che dice nel suo editoriale è molto semplice:il caso Minetti ci serve a colpire Mattarella e a far saltare il suo disegno contro la Meloni. Una volta accertato il senso dello scandalo Minetti, per quel che riguarda i suoi realizzatori, si tratta di capire se davvero il motivo per il quale si vuole colpire Mattarella sia semplicemente quello di difendere Giorgia Meloni, o se invece ci sia un disegno (come abbiamo accennato sull’Unità di ieri) diverso da quello di Travaglio e cioè il progetto di mandare a casa il presidente della Repubblica anzitempo e anticipare di due anni le elezioni del nuovo presidente, evitando il rischio che nel prossimo Parlamento non ci sia una maggioranza di destra, o comunque una maggioranza sufficiente. Le due ipotesi sono entrambe aperte, e probabilmente non in contrasto tra loro.

Ancora più aperte sono le ipotesi sui mandanti dell’operazione, e forse anche degli artefici. Diciamo che in Italia, quando capisci che c’è una congiura – e in questo caso mi pare indubitabile – se pensi che ci sia lo zampino dei servizi segreti è difficile che ti sbagli. Dal caso Sifar (1964) in poi (Anche in quell’occasione alla fine saltò un presidente della Repubblica, ma quella volta in modo e per ragioni del tutto opposte).

Dopodiché, quel che colpisce di questa brutta pagina di cronaca politico-giudiziaria, è il cinismo e la ferocia verso il bambino. Gettato nella polemica come il pomo di mela che provocò la guerra di Troia. È considerato un dettaglio, un oggetto, un effetto collaterale. A nessuno interessa la sua sorte. Perché se davvero a qualcuno interessasse, le sole tre domande da farsi sarebbero queste: è vero che questo bambino è malato? È vero che Minetti si è presa cura e si sta prendendo cura di lui? È vero che l’ha fatto operare a Boston? Chiuso. Se a queste tre domande la risposta è positiva non c’è più molto da indagare, si tratta solo di affermare un principio elementare ma disconosciuto che è quello secondo il quale l’interesse del bambino fa premio su ogni altra considerazione.

P.S. Ho visto che in un articolo del Fatto Quotidiano l’Unità è inserita nell’elenco dei giornali che hanno fatto retromarcia sulla grazia alla Minetti e al suo bambino. È una informazione sbagliata. L’Unità non ha fatto nessuna retromarcia. Personalmente continuo a considerare un’orda di vigliacchi quelli che si sono scatenati sul web contro Mattarella e contro l’istituto della grazia. E continuo a pensare che Il Fatto ha svolto in questa occasione un ruolo nefasto.

*direttore del quotidiano L’ Unità

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