Falso per la tesi di laurea: chiuse le indagini per Maria Rosaria Boccia che adesso ha 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere interrogatorio, altrimenti rischia il processo. La Procura di Napoli ha chiuso le indagini sull’autenticità sulla laurea conseguita all’ Università telematica Pegaso dall’imprenditrice di Pompei, divenuta nota per il caso che ha portato alle dimissioni dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano.
Secondo l’accusa sostenuta dai pm Ciro Capasso, Vincenzo Piscitelli e Claudio Orazio Onorati, sulla base delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza, la tesi di laurea presentata da Maria Rosaria Boccia nel 2023 alla università telematica Pegaso sarebbe stata in gran parte copiata da quella di un’altra studentessa laureatasi all’università Luiss di Roma nel 2018. L’ inchiesta è stata avviata a seguito di una denuncia presentata dalla università Pegaso, che risulta parte lesa nella vicenda e si costituirà parte civile.
Maria Rosaria Boccia è indagata per due ipotesi di falso. Il primo riguarda la tesi per il diploma di laurea in Economia e Management intitolata ‘Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un’eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica‘ che, secondo quanto emerso, riporterebbe una percentuale di plagio del 91% di cui il 70% sarebbe riconducibile alla studentessa della Luiss. Il secondo falso contestato riguarda, invece, la ‘Dichiarazione di originalità dell’elaborato‘ inviata alla Pegaso.
“Non ho ancora ricevuto alcuna formale notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari” fa sapere la Boccia tramite gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi. “Riteniamo doveroso ricordare – aggiungono i due professionisti – che l’avviso di conclusione delle indagini non equivale in alcun modo a un’affermazione di responsabilità, né anticipa le determinazioni future dell’autorità giudiziaria, ed ogni valutazione nel merito non è assolutamente possibile senza aver visionato gli atti. Esprimiamo inoltre preoccupazione per la reiterata diffusione di informazioni relative a procedimenti giudiziari prima che gli atti vengano formalmente portati a conoscenza della persona interessata e dei suoi difensori. Ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dell’immagine, dell’onore e dei diritti della nostra assistita”.





