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16 Settembre 2026 05:46

Carburanti, oggi la proroga del taglio delle accise

La scelta in vista del Cdm è stata concertata in una riunione tra la premier Meloni, i vicepremier Tajani e Salvini, il leader di Noi moderati Lupi e il ministro dell'Economia Giorgetti
di Sabrina Silenzi

Proroga dello sconto sulle accise. A Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri è durato circa 10 minuti: il Cdm ha dato il via libera al decreto legge sulla proroga dello sconto sulle accise sui carburanti e al decreto legge sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, il cosiddetto dl Ex Ilva. Sul fronte dei carburanti si prevede la proroga fino al prossimo 5 settembre dell’attuale sconto sulle accise di 17 centesimi al litro, solo sul gasolio, in vigore dal 5 agosto. L’intervento comporta un impatto finanziario stimato attorno ai 130 milioni di euro.

La proroga e le misure ad hoc

Per le settimane successive, invece, l’esecutivo studia delle misure più selettive, in favore delle fasce di reddito e categorie professionali maggiormente gravate dall’impatto del rialzo dei beni energetici provocato dal conflitto in corso tra Usa ed Israele contro l’Iran a partire dallo scorso 28 febbraio. La scelta in vista del Cdm è stata concertata ieri in una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

“Il Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato”. Quella in scadenza domani, precisano le stesse fonti, “non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari”.

Un intervento mirato

L’obiettivo è predisporre “una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo”, sottolineano le stesse fonti.

“Intanto prorogheremo lo sconto diesel e poi stiamo ragionando più a lungo termine”, spiega il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine del Meeting di Rimini. Lo sconto sui carburanti sarà prorogato, dice il leader leghista, “per alcuni giorni, fino a settembre, immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso, e quindi servono soldi”.

“Bisogna agire. Un’altra volta. Trovare una soluzione e fare presto” afferma la premier Meloni. Ma intervenire con tagli lineari, come fatto finora, non è più sostenibile. “Bisogna cambiare strategia, puntando sulle fasce più deboli”. È una convinzione che torna, si riaffaccia, perché in fondo è lì dal primo giorno. Sforbiciare il prezzo dei carburanti – il timore diffuso – finisce per agevolare soprattutto il “popolo dei suv”, quelli per cui non è un pieno di benzina a far la differenza a fine mese. È il motivo per cui in passato si era pensato a un intervento mirato sulle fasce più deboli, con un bonus per il carburante da caricare sulla social card “dedicata a te. A frenare, raccontano, era stato soprattutto il Mef, nel timore che la misura ricalcasse l’odiato reddito di cittadinanza, riattivando il popolo dei furbetti. Senza contare che le famiglie con i redditi più bassi spesso una macchina nemmeno ce l’hanno. Motivo per cui era prevalso il taglio sui carburanti, che però finora è costato allo Stato circa 2,3 miliardi di euro. “È un pozzo di San Patrizio, senza fine”, commenta la Meloni coi suoi, prima di indicare la strada da percorrere.

Un azione che parte da una proroga dello sconto sul diesel che andrà in Consiglio dei ministri già oggi, per evitare che il prezzo del gasolio, a partire da domani, si impenni ancor di più. La Ragioneria dello Stato fa di conto, l’obiettivo è trovare risorse che consentano di arrivare al 6 settembre, lasciandosi alle spalle in contro-esodo dei prezzi alle stelle. Poi si cambia registro, aiutando le fasce più deboli. E ragionando in questi giorni sulla strategia da mettere in campo per evitare truffe e speculazioni. Motivo per cui l’ipotesi social card appare di difficile applicazione, a meno che non ci si ingegni trovando un metodo per arginare eventuali abusi.






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