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18 Luglio 2024 22:00
18 Luglio 2024 22:00

Autonomia, scontri alla Camera: rissa in Aula, il deputato Donno (M5S) finisce in infermeria

"Non si fa così, non si fa così", dice il capogruppo di Fdi alla Camera Tommaso Foti rivolgendosi alla Schlein , seduta su un divanetto in Transatlantico, dopo le tensioni. Il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia accusa dem e 5 Stelle di voler "rovinare il successo del G7 di Giorgia Meloni".

Momenti di grande tensione alla Camera durante il dibattito sul ddl Calderoli. Dopo la maxi rissa che ha visto protagonista il deputato del M5S Leonardo Donno e alcuni parlamentari della Lega, mentre i parlamentari di Fratelli d’Italia denunciano aggressione e ‘botte’ da parte dell’opposizione e in particolare dal Pd. Fermati i lavori, l’aula riprende domani mattina alle 9.30.

Donno (M5S): “Io colpito allo sterno, mi hanno tolto il fiato”

“Mi sono avvicinato al ministro Calderoli, volevo solo consegnargli il tricolore. Niente di più. Poi c’è stato il caos. Tra i vari calci mi è arrivato anche un pugno fortissimo allo sterno e sono crollato perché non riuscivo a respirare. Mi sono spaventato”, dice Donno che, parlando con l’Agenzia Adnkronos, racconta tutte la fasi dell’aggressione subita in Aula a Montecitorio, durante la discussione sull’autonomia differenziata. “Fortunatamente i medici, che ringrazio, mi hanno assistito immediatamente. Ho fatto 7-8 volte l’elettrocardiogramma perché ero agitato. Ora sto meglio, ho preso anche un antidolorifico”, ha spiegato il parlamentare grillino. Anche un commesso si è infortunato durante gli scontri in aula alla Camera. L’assistente parlamentare è stato portato via a braccia da alcuni colleghi.

Iezzi (Lega): “Non ho colpito Donno, da lui sceneggiata”

Ho provato a dare cazzotti, ma non l’ho colpito. Donno ha tentato di aggredire Calderoli e ho reagito. se gli avesse dato solo la bandiera non sarebbero intervenuti i commessi. Io ho avuto la mia reazione, ma si vede dai video Donno cade come una pera dieci secondi dopo che io mi sono allontanato”. Andrebbe condannata la sua sceneggiata. Pentirsi? E’ una reazione non giustificata ma causata da un motivo”, racconta il deputato leghista Igor Iezzi a “La Zanzara”, rispondendo alle accuse di aver preso a pugni in testa il deputato pentastellato.

“Non c’è stata violenza fisica – prosegue Iezzi io verrò espulso dall’Aula, Donno anche ma andrebbe condannata la sua sceneggiata. Mi auguro che gli vengano dati giorni in più d’espulsione per questa sceneggiata. Daspo per quanto successo? Quanto dovrebbe durare il daspo per uno che aggredisce un ministro? Pentimento? Non l’ho colpito, è una reazione non giustificata ma causata da un motivo“.

Il collega Donno evidentemente nel caos ha sbagliato persona. Dalle immagini si vede benissimo che mi sono avvicinato al parapiglia solo per togliere la bandiera che provocatoriamente lo stesso Donno voleva dare al ministro Calderoli. La mia posizione, dai video che circolano, è talmente lontana dal deputato 5stelle da non poter permettere alcuna aggressione”, dice Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia, accusato da Donno di essere uno degli ‘aggressori’.

Donno commediante: non lo ho toccato e le immagini parlano. Oltraggioso rivestire con un tricolore forzatamente un ministro della Repubblica. Quella alla fine era una sceneggiata della migliore specie. Non solo non l’ho toccato, ma nel resto dell’azione mi sono allontanato e messo seduto per non alimentare quella che era un evidente tentativo per sospendere i lavori. Donno la smetta di dire bugie e si vergogni”, incalza Federico Mollicone deputato di Fratelli d’Italia .

Lanciate sedie e stampelle

Fabio Pietrella di Fratelli d’Italia racconta ai cronisti:Stavo cercando di stemperare gli animi con Gnassi, ho fermato Toni Ricciardi del Pd. E appena l’ho fermato lui mi ha dato due stampelle sul petto”. Un altro esponente dem, Nico Stumpo, è invece stato espulso per aver lanciato una sedia. La conferma arriva direttamente dal presidente di turno della seduta, Sergio Costa: “Sì, l’ho espulso perché ha lanciato una sedia. Contro i banchi del governo? Sì, ma come gesto simbolico, non contro una persona“.

Stumpo ammette di non averci visto più.Sono un pacifista ma…”, dice tra i colleghi in Transatlantico stupefatti dalla coda di una giornata già mai vista a Montecitorio con il ‘presente‘ pronunciato in aula da un deputato di Fratelli d’Italia. “Ma come si fa?“, sbotta Paolo Ciani commentando con i colleghi il richiamo al ‘presente‘ che ha provocato ulteriore bagarre in aula.

Nei capannelli delle opposizioni tra i deputati Pd, M5S e Avs c’è sconcerto per un clima che non promette nulla di buono e giovedì alle 9 e 30 si riprende. “Avevamo detto in capigruppo che era meglio rinviare alla prossima settimana, ma qui ormai è partito il testosterone… domani sarà un Vietnam”, la previsione di una deputata dem.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana, da regolamento, ha sollecitato i commessi parlamentari a fermarlo e ha dichiarato l’espulsione per Donno. Alcuni parlamentari della destra, però, si sono precipitati davanti ai banchi del governo per intervenire personalmente, accerchiando l’avversario mentre Fontana sospendeva per l’ennesima volta i lavori. 

Pd: “Segno Decima mas da banchi Lega”. La replica

“Mentre cantavamo l’inno d’Italia, deputati della Lega facevano il segno della X Mas: un oltraggio alla Repubblica e alla bandiera che va perseguito. Tutto ciò dimostra come il fascismo sia dentro questa maggioranza”, dice in una nota Angelo Bonelli deputato di Avs . “La X con le mani? L’ho fatto per dire che non mi piace Bella ciao”, replica ai cronisti Domenico Furgiuele, deputato della Lega, espulso dall’Aula nel corso della seduta sull’autonomia per aver fatto – secondo il Partito democratico – il gesto della ‘Decima Mas‘. “E’ tutto molto strano, è questo mondo del politicamente corretto per il quale si può cantare Bella ciao in Aula alla Camera e non si può dire magari che questa canzone non è condivisa e non piace. E qualcuno può fare pure un gesto, surclassato dalle voci, per dire ‘no, non mi piace’. Questa cosa viene fraintesa perché non si può fare un gesto…”, sottolinea. “Ognuno può interpretare quello che vuole. Era mia intenzione esprimere qualcosa di negativo rispetto a quello che le opposizioni stavano cantando”, prosegue l’esponente leghista

Di “fatti gravissimi” parla la segretaria del Pd, Elly Schlein che sottolinea: “Non è possibile riprendere i lavori in questo clima di crescente violenza verbale e addirittura fisica”. “Prima la destra ha intimato a Braga di stare zitta, poi un deputato della Lega è stato espulso per aver fatto per tre volte il simbolo della Decima Mas, infine l’aggressione fisica, violentissima con pugni ripetuti a un parlamentare del M5S”, dice la Schlein.

Foti alla Schlein: “Non si fa così”

Non si fa così, non si fa così“, dice il capogruppo di Fdi alla Camera Tommaso Foti rivolgendosi alla Schlein , seduta su un divanetto in Transatlantico, dopo le tensioni. Il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia accusa dem e 5 Stelle di voler “rovinare il successo del G7 di Giorgia Meloni. La leader democratica replica a Foti con un gesto della mano, poco elegante, come per dire “ma va…

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