“Fidati di te”. Gianmarco Tamberi vince la medaglia d’oro nel salto in alto agli Europei di atletica leggera di Birmingham 2026. L’azzurro trionfa con la misura di 2.32, miglior prestazione personale dell’anno, e nell’occasione più importante della stagione confeziona la gara perfetta. Tamberi piazza il colpo del k.o. al secondo tentativo e mette il punto esclamativo sulla competizione continentale. Le telecamere seguono l’esultanza del campione olimpico di Tokyo 2020 e sull’avambraccio sinistro scoprono il ‘segreto’ del successo. Tre frasi scritte in inglese, da leggere e ripetere magari nella rincorsa prima della sfida con l’asticella: “Trust your mind. Trust your body. Trust yourself!!!”. “Fidati della tua mente. Fidati del tuo corpo. Fidati di te stesso!!!”, il messaggio che Tamberi si rivolge per la spinta decisiva. Una strategia efficace, visto il risultato.

“È una serata speciale, è il compleanno di Camilla: è stata lei a darmi la forza dopo Parigi. Non poteva continuare a vedere il padre prendere schiaffi a destra e sinistra. Ci sono avversari fortissimi, anche in Italia, e ti danno la forza di reagire. A tutte le persone che stanno passando di difficoltà dico: credeteci e continuate a lottare – dice Tamberi subito dopo la sua finale – Sapevo che stasera sarebbe successo, in pochi mi credevano ma io sapevo di stare bene: è come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori“.
Il marchigiano salta 2.32 al secondo tentativo, due centimetri in più dell’ucraino Oleh Doroshchuk, argento. Si tratta del quarto titolo europeo outdoor per Tamberi dopo Amsterdam 2016, Monaco 2022 e Roma 2024. Sioli, perfetto fino a 2.27, si ferma dopo il primo tentativo a 2.30 per un risentimento muscolare. Eliminato Christian Falocchi (2.18) dopo aver fallito tre salti a 2.23, mentre Edoardo Stronati fallisce subito i primi tre tentativi a 2.18. Con l’oro di Tamberi e quello di Nadia Battocletti nei 10000 metri, l’Italia scavalca la Gran Bretagna.

Grazie all’oro di Gimbo Tamberi e al bronzo di Sioli, l’Italia è attualmente prima nel medagliere degli Europei di atletica con 10 medaglie (5 ori, 2 argenti e 3 bronzi) “Ci ho creduto e invito tutti a crederci. Matteo (Sioli, ndr) non ha bisogno di passaggio di consegne. Lui ha dimostrato di essere già un campione. Jesus Guess? Ho reagito nel momento che conta. Anche stasera gli avversari mi hanno detto complimenti per il documentario su Youtube. Mi hanno spronato ancora di più. A me basta quella sensazione. L’oro è per mia moglie e mia figlia. Non mollate mai“. ha aggiunto Tamberi.
Una serata da ricordare anche per Fausto Desalu, che conquista la medaglia di bronzo nei 200 metri. L’italiano chiude la finale al terzo posto a pari merito con lo svizzero Timothé Mumenthaler. Oro al tedesco Owen Ansah, argento al britannico Zharnel Hughes.
Ce l’ha fatta Tamberi, e quando ha ripreso in mano il telefono dopo la premiazione, aveva decine e decine di messaggi da leggere. Tanti, tantissimi. Alberto Tomba gli ha scritto: “Sei unico“, la famiglia al completo che si complimenta, padre compreso, gli amici di una vita non vedono l’ora di abbracciarlo. E poi lui, Giovanni Malagò. adesso presidente della Figc, dopo essere stato fino a qualche mese fa al vertice del Coni. È stato proprio Malagò che lo ha voluto portabaniera a Parigi, è lui che gli è stato accanto dopo il devastante infortunio del 2016, è lui che ne ha seguito, passo dopo passo, la carriera, l’evoluzione e la crescita. Sportiva e mediatica. Consigli sempre giusti, un po’ come ha fatto per anni con Federica Pellegrini. Malagò l’ha chiamato, e Tamberi appena ha potuto lo ha richiamato.

Malagò e la telefonata di notte a Tamberi: “Per te ci sarò sempre”
Cosa si sono detti? “Gli ho ribadito che sono tanto orgoglioso di lui e che lo seguirò per tutta la vita. Da parte mia – ha spiegato Malagò – ci saranno sempre affetto e riconoscenza”. Parole che riportano alla mente quando detto da Malagò esattamente 10 anni fa. Era il 14 agosto 2016, Gregorio Paltrinieri in vasca a vincere l’oro olimpico nei 1500, e Tamberi pazzo di gioia sugli spalti. Lo aveva invitato proprio Malagò, ufficialmente in qualità di testimonial di Roma2024 (lo stop ufficiale della Giunta Raggi sarebbe arrivato il 21 settembre), in realtà per dargli forza in un momento durissimo. Disse l’allora numero uno del Coni, alla prima Olimpiade estiva, in carica da tre anni: “Purtroppo lo sport, a volte, è duro, come la vita. Con questo infortunio non perdiamo soltanto una potenziale medaglia a Rio, ma l’esempio pulito, vincente e gioioso di un campione che trascina un intero movimento. A nome dello sport italiano, abbraccio Gianmarco e mi stringo a lui. Caro Gimbo ora sei ferito, ma tornerai presto a volare perché non può essere altrimenti: è la tua natura“. Sono trascorsi 10 anni esatti da quelle parole: chissà se Malagò, e lo stesso Tamberi, potevano immaginare tutto quello che sarebbe arrivato dopo…





