MENU
26 Settembre 2026 15:11

Gentili si nasce ma crescendo s’impara a esserlo di più

E' quanto emerge da uno studio dei ricercatori dell’Università Bicocca di Milano che spiega come sia fondamentale sul piano educativo riconoscere, consolidare e rendere stabili in contesti diversi queste attitudini innate.
di Elena Nava*

I bambini sono naturalmente gentili? È la domanda cui ha cercato di rispondere uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, pubblicato su Nature Human Behaviour, in collaborazione con London School of Economics, Università di Stavanger e Northwestern University. I ricercatori hanno indagato come si sviluppa la gentilezza nei bambini tra i 3 e i 10 anni e se cooperazione, altruismo e onestà siano guidati dall’intuizione o dalla riflessione. Oltre 500 bambini sono stati assegnati casualmente a una condizione di pressione temporale, con risposta entro 10 secondi, oppure a una condizione di ritardo, nella quale dovevano attendere almeno 10 secondi prima di decidere.

Hanno svolto compiti di economia comportamentale — Public Good Game, Dictator Game, Ultimatum Game, Deception Game e dilemmi morali — che misuravano cooperazione, generosità, onestà, accettazione di offerte svantaggiose e giudizio morale. Il risultato principale è che i bambini piccoli sono più gentili quando la decisione è rapida e intuitiva; con l’età cresce invece la componente deliberativa. 

Lo sviluppo non sembra sostituire l’intuizione con la ragione, ma trasformare l’inclinazione alla gentilezza precoce in scelte più consapevoli. I bambini più grandi non sono gentili solo «di pancia», ma sembrano integrare sempre di più la cooperazione, l’altruismo e l’onestà in processi riflessivi. Il messaggio, quindi, non è che i bambini siano semplicemente «buoni per natura» o che imparino a esserlo solo a causa di un processo maturativo. Crescere, infatti, non significa necessariamente abbandonare l’intuizione sociale; piuttosto, imparare a trasformarla in una scelta più consapevole.

L’impatto dello studio consiste in questo cambiamento di prospettiva: cooperazione, altruismo e onestà non sono condotte isolate, ma possono organizzarsi in una disposizione comune, sostenuta prima soprattutto dall’intuizione e poi sempre più dalla deliberazione. Sul piano educativo, ciò suggerisce che queste condotte non vadano costruite da zero, ma riconosciute, consolidate e rese stabili in contesti diversi

*Docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione Università Milano Bicocca

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

FDL, il Segretario Generale del Consiglio regionale alla Giornata della Trasparenza 2026
Da lunedì Eni applica per 30 giorni un tetto ai prezzi di gasolio e benzina
Arrestato Riccardo Bossi, il figlio di Umberto condannato a 5 anni e 9 mesi di carcere
La Russia starebbe preparando attacchi con droni a Italia, Francia e Spagna
Bitonto, abbandonato sulla rampa d'accesso del pronto soccorso il cadavere di un ladro di auto
Meloni: "Mattarella da ministro dell'Istruzione redigeva circolari sul tetto agli stranieri in classe"
Cerca
Archivi
FDL, il Segretario Generale del Consiglio regionale alla Giornata della Trasparenza 2026
Da lunedì Eni applica per 30 giorni un tetto ai prezzi di gasolio e benzina
Arrestato Riccardo Bossi, il figlio di Umberto condannato a 5 anni e 9 mesi di carcere
La Russia starebbe preparando attacchi con droni a Italia, Francia e Spagna
Bitonto, abbandonato sulla rampa d'accesso del pronto soccorso il cadavere di un ladro di auto

Cerca nel sito